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Economia

Si consolida la collaborazione tra IMM e ISR: le vendite mondiali del lapideo rallentano, ma il mercato c’è

mercoledì, 25 marzo 2020, 14:47

L’Internazionale Marmi e Macchine Carrara e la CCIAA di Massa Carrara-Istituto Studi e Ricerca intensificheranno la loro collaborazione per approfondire l’analisi e lo studio dell’economia lapidea comprensoriale. Il tutto è finalizzato a rendere i servizi al sistema delle imprese apuane e Comprensoriali ancor più solidi ed efficaci. La collaborazione tra le due realtà apre il sipario quindi con l’analisi dei dati relativi all’export del lapideo nazionale nel 2019 e proseguirà stabilmente con altri appuntamenti ed occasioni, con focus sulla congiuntura economica e sugli andamenti strutturali dell’industria lapidea, sia a livello locale, nazionale e comprensoriale. Il consuntivo annuale 2019 registra un dato negativo per gli andamenti del mercato lapideo nazionale.

Le vendite complessive delle aziende hanno raggiunto un valore di circa 1,8 miliardi di euro, con una contrazione nell’ordine di - 4,7 punti percentuali rispetto all’anno 2018. Anche le quantità, con circa 3,3 milioni di tonnellate esportate, ottengono un risultato non positivo: -3,9%. Il settore ha pertanto dovuto presentare una perdita di 91 milioni di euro nell’ultimo anno. Si nota che la voce Marmo in blocchi e lastre è l’unica ad aver ottenuto un consuntivo positivo, incrementando di quasi 5 milioni di euro quanto conseguito l’anno precedente. Questa considerazione assume ulteriore rilevanza se mostriamo la tendenza delle quantità del comparto, le quali, all’opposto, hanno registrato una diminuzione nell’ordine del -3,6%, ovvero meno 45 mila tonnellate. Si evidenzia che il Granito in blocchi e lastre, componente che incide in maniera meno rilevante sul totale del settore, ha registrato diminuzioni sia in valore che in quantità, ma spuntando prezzi medi in aumento.

Per quanto concerne invece i lavorati, in particolare il marmo lavorato, la componente che incide maggiormente sul valore dell’export italiano di settore, con un peso del 46% circa, rileva un calo a doppia cifra sia nel valore (-10,4%), sia nelle quantità (-11,3%). Una contrazione generale che testimonia le difficoltà del comparto. Il Granito lavorato invece ottiene un -1,5% alle quantità, ma con valori di vendite nel complesso stabili rispetto all’anno precedente. Qui si osserva una crescita nel 2019 del valore medio di vendita, +15,6 euro la tonnellata, che, se confrontato con il dato dell’annualità 2017, mostra, all’opposto, una contrazione media di meno 13 euro. I principali mercati di riferimento per il materiale grezzo (quasi esclusivamente Marmo in blocchi e lastre) sono in primis la Cina che rappresenta il 34% del totale vendite estere italiane , con circa 200 milioni di euro a consuntivo 2019, in aumento dell’8,6% nell’ultimo anno, seguita con 50 milioni di euro, valore in calo del -7,5% dall’India. Ai due Paesi asiatici sono destinate anche la quantità maggiore di materiale grezzo, valutabile in circa 600 mila tonnellate. In questa graduatoria, oltre ai Paesi descritti, troviamo poi alcune realtà europee come la Francia, Germania e Svizzera, mentre si assiste anche all’interessante sviluppo di nuovi protagonisti negli acquisti come Algeria e Egitto, e con incidenze minori Tunisia e Marocco. Nell’ambito del materiale lapideo lavorato, Marmo e Granito lavorato, si può invece evidenziare la storica leadership degli USA, destinatari del 27% circa del totale delle vendite.

Nella distribuzione per valore seguono la Germania (9,7%), la Svizzera (6,8%), la Francia (5,8%), Regno Unito, Emirati Arabi, etc.. In questo panorama generale si segnalano i diversi contributi dei singoli Distretti produttivi nazionali. Al distretto Apuo Versiliese è attribuibile circa il 35,4% del totale delle vendite, in valore assoluto (688 milioni di euro) una dinamica che testimonia come la imprese apuane siano ancora quelle leader all’interno del panorama lapideo italiano. Il distretto veneto ha registrato complessivamente esportazioni per 481 milioni di euro, per un peso sul totale nazionale del 24,8%, ed in calo del -6,1% rispetto al 2018, la perdita in valore assoluto è stata di 31 milioni di euro, di cui 23 riferiti alla sola provincia di Verona. Non dissimile l’andamento per il comprensorio lombardo, con un totale di 133 milioni di euro di vendite all’estero, in calo del -3,7%, circa 5 milioni di euro, con un peso sul totale nazionale del 7%. Nella disamina delle varie componenti osserviamo come le vendite di Marmo grezzo (blocchi e lastre) all’estero sono state, nel territorio Apuo Versiliese, pari a circa 244 milioni di euro, con un decremento in valore di circa 3 milioni di euro (-1,1%).

In questo contesto la provincia di MassaCarrara ha rappresentato l’86% del totale del distretto e quasi il 38,4% del totale nazionale. Si registra comunque un aumento del valore medio, con un incremento anche dei costi per quanto riguarda la sicurezza e gli aspetti ambientali. Per quanto concerne i lavorati, infine, si può notare che il distretto Apuo Versiliese con 443 milioni di euro, rappresenta il 33,2% del totale nazionale, e nell’ultimo anno ha registrato un calo del -9%, in valore assoluto 44 milioni di euro. Una perdita consistente che per la provincia di Massa-Carrara è stata pari in valore assoluto a meno 22 milioni di euro e per la provincia Lucca meno 15 milioni di euro. Il Presidente dell’Ente camerale Dino Sodini, che manifesta il suo apprezzamento per la collaborazione tra i due Enti, ha così commentato: «I dati sono complessivamente soddisfacenti, soprattutto perché l’export rappresenta per il nostro territorio una componente importante all’interno del PIL locale. Quindi salutiamo il 2019 con positività nonostante gli eventi dei primi mesi del 2020 , Coronavirus in primis, ci facciano fortemente preoccupare, in particolare per un’economia così esposta all’estero come la nostra; basti pensare che il 48% del nostro PIL è determinato dalle esportazioni e diventa il 60% se consideriamo anche le importazioni. Sta iniziando a prevalere un senso di forte preoccupazione, accentuato dal alcuni fattori come il rallentamento registrato a fine 2019 del settore lapideo locale». Va inoltre considerato come l’Italia sia stato il primo paese a subire lo stop derivante dall’emergenza, ma che al tempo stesso la sua economia non potrà ripartire subito dopo, in quanto gli altri paesi del mondo potrebbero risultare colpiti, allungando la convalescenza economica nei confronti del mercato mondiale.

Aggiunge il Presidente dell’ISR, Vincenzo Tongiani, che promuove a sua volta la sinergia tra IMM e l’Azienda ISR della Camera: «Purtroppo, in generale un po’ tutte le componenti settoriali esposte alla concorrenza delle produzioni internazionali subiranno dei ridimensionamenti produttivi per effetto del Coronavirus, da una breve indagine che stiamo effettuando presso le aziende risulterebbe che le attività industriali del territorio, quelle più propense all’interscambio commerciale, nei primi tre mesi dell’anno in corso abbiano riscontrato un calo del fatturato del - 16%, che salirebbe, a loro giudizio, per i primi sei mesi dell’anno addirittura al -23%, mentre la componente lapidea, secondo gli operatori di settore, avrebbe subito un calo già nei primi tre mesi dell’anno in corso addirittura del -32%. Tutto ciò desta enormi apprensioni. Vi è la necessità di pensare a misure a sostegno delle aziende». Anche il Presidente di Internazionale Marmi e Macchine, Fabio Felici, soddisfatto dalla collaborazione tra IMM e ISR, ha commentato il quadro legato a quanto presentato: «I dati del 2019 possono essere definiti soddisfacenti, per quello che riguarda il nostro territorio, confermando come l’alto livello qualitativo dei prodotti e la qualità dei materiali paghino sui mercati internazionali. E’ incredibile, però, come in brevissimo tempo tutto questo rischi di trasformarsi in una fotografia sbiadita e fuori dal contesto che stiamo vivendo in queste settimane drammatiche. L’auspicio è che siano tempestivamente adottate misure incisive e snelle, a sostegno delle nostre imprese, per poter ripartire immediatamente, subito dopo l’emergenza».


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