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Economia

Venturi: "La Regione boicotta le aziende di Massa Carrara"

venerdì, 3 aprile 2020, 09:32

"Non so se sia frutto di una mancata conoscenza della nostra realtà imprenditoriale o di una precisa scelta contro le nostre imprese e i nostri lavoratori, ma purtroppo ancora una volta la Regione s'è mossa in maniera punitiva nei confronti del nostro sistema delle costruzioni e sarebbe ora che anche i nostri rappresentanti a Firenze, a cominciare dai consiglieri regionali Giacomo Bugliani e Giacomo Giannarelli, facessero sentire la propria voce nei confronti del Presidente Enrico Rossi, perché non è accettabile che appalti da fare in provincia di Massa Carrara la Regione decida di affidarli ad aziende che devono venire da fuori, come se qua non avessimo le capacità di fare certi lavori di edilizia ed impiantistica", così il presidente di Ance Toscana Costa (settore costruzioni di Confindustria Livorno Massa Carrara), Matteo Venturi, protesta nei confronti della Regione che nei giorni scorsi ha deciso di affidare, con procedure eccezionali e molto snelle, lavori per strutture anti Covid19 a Massa Carrara per oltre 3 milioni a ditte di fuori provincia. 

"Io penso che il presidente Rossi e la Regione abbiano fatto bene ad utilizzare procedure speciali come quelle in deroga per avere in tempi brevi le strutture sanitarie di cui abbiamo bisogno nella lotta contro il coronavirus - spiega Venturi - e penso che in questo momento la priorità di tutti noi sia sostenere chi questa lotta la sta facendo in prima linea: medici, infermieri, forze dell'ordine e volontari. Tuttavia non ritengo che sia accettabile questa sistematica azione di danneggiamento contro le nostre imprese da parte del Presidente Rossi. Non è un danno che viene fatto solo alle aziende aderenti a Confindustria, ma anche a tante imprese piccole e medie di colleghi ed amici artigiani e professionisti a cui in una fase così difficile viene letteralmente sottratta la possibilità di lavoro. E purtroppo è una storia che si ripete perché già in passato la Regione scelse ditte da fuori provincia, ad esempio per gli interventi di somma urgenza dopo gli eventi alluvionali che colpirono ad es Aulla e poi Carrara".  

"Capisco e condivido la necessità e urgenza di intervenire - aggiunge Venturi - ma quello che non capisco e non accetto è la cecità nei confronti di un intero territorio e del suo tessuto produttivo e occupazionale. E mi viene da pensare che a volte il più cieco è proprio colui che non vuol vedere. E in questo caso è evidente che la Regione e Rossi non abbiano voluto vedere, perché altrimenti si sarebbero accorti che anche a Massa Carrara, che per chi se lo fosse dimenticato fa ancora parte della Toscana, ci sono aziende che hanno tutti i requisiti tecnici e le certificazioni per svolgere quei lavori che invece sono stati fatti fare ad aziende di altre realtà, aumentando come è facilmente comprensibile anche i livelli di rischio di una diffusione del contagio, dato che queste ditte devono spostare qui da noi uomini e mezzi andando così ad innalzare il livello potenziale della pandemia". 

"Per il nostro settore edile qui a Massa Carrara - conclude Venturi - quei lavori sarebbero stati una utile boccata d'ossigeno vista la crisi che ci sta colpendo e per molti nostri lavoratori avrebbe significato poter uscire dalla cassa integrazione. Quella scelta della Regione invece ci mortifica sia come imprenditori che come cittadini perché ci punisce senza alcuna ragione oggettiva proprio nel momento in cui invece avremmo bisogno di una mano per non sprofondare". >>


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