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Economia

Nuovo regolamento degli agri marmiferi: Athamanta fa rete per la tutela delle Apuane

sabato, 9 maggio 2020, 09:22

Athamanta ha aperto ieri un’assemblea pubblica invitando diverse realtà attive sul territorio al fine di elaborare un’analisi critica del quadro politico e normativo del Nuovo Regolamento Degli Agri Marmiferi di Carrara. Athamanta è lo spazio di discussione, autorganizzazione e sperimentazione politica nato a Massa Carrara dalla collaborazione di Fridays for Future Carrara e Casa Rossa Occupata,  e ad oggi vede partecipare diverse realtà e soggetti singoli che hanno interesse nell’elaborare un discorso comune sul tema dell’estrattivismo nelle Alpi Apuane. Le pratiche sono quelle dell’autoformazione, inchiesta e azione. In questo quadro si è svolta ieri un’assemblea pubblica virtuale tramite Zoom Meeting a cui hanno partecipato circa 60 persone, tra cittadini e associazioni, con l’obiettivo di elaborare un’analisi critica comune sul Nuovo Regolamento degli Agri Marmiferi di Carrara.

“Abbiamo analizzato la bozza del comune partendo dalla critica al modello capitalista estrattivo che riduce la gestione delle risorse del territorio ad una contrattazione tra istituzioni ed aziende, producendo profitto per pochi e devastazione ambientale. Quello che vorremmo è un approccio ecosistemico che prenda come punto di partenza la tutela dell’ambiente e di chi lo abita individuando con lungimiranza quali siano i vantaggi ed i costi comunitari – per la comunità di oggi e di domani - dello sfruttamento della risorsa marmo.” Così Athamanta ha aperto l’assemblea che ha visto poi susseguirsi gli interventi delle diverse realtà che hanno aderito all’iniziativa. Tra questi Legambiente Carrara: “Il Regolamento disciplina lo sfruttamento, da parte di privati, di beni della comunità carrarese, ed è quindi preciso dovere del comune disciplinare l’estrazione del marmo assicurandosi di ricavarne il massimo dei benefici per i cittadini e di ridurre al minimo i danni. Dall’analisi emerge però l’esatto opposto, gli interessi della comunità sono stati sistematicamente subordinati a quelli dei concessionari”. Nicola Cavazzuti per l’associazione Trentuno Settembre ha aggiunto “si ripercorrono i paradigmi degli anni passati, perdendo l’occasione di avere una regolamentazione più vicina alla collettività. La salvaguardia delle nostre acque è totalmente insufficiente. Le vene dei monti sono interrotte e inquinate dalla marmettola. In aggiunta, l’Art. 24 sulla creazione di un osservatorio del marmo è una vera e propria presa in giro per la città. Un monitoraggio sui prezzi fatto da comitati scientifici o pseudo conoscitori del mercato hanno già dimostrato a Massa la loro totale inadeguatezza con prezzi talmente bassi da essere ridicoli.” Alberto grossi per il Grig: “parlare di coltivare gli Agri Marmiferi di Carrara è già di per sé inaccettabile se guardiamo allo scempio che ci si propone di fronte ogni giorno. La cittadinanza dovrebbe capire che stiamo combattendo per il bene comune ed è arrivato il momento di abbandonare quei falsi miti basati sul ricatto occupazionale. Miti diffusi appositamente per creare scissioni all’interno della cittadinanza da un sistema basato sull’illegalità”. Matteo Procuranti -Circolo Culturale Anarchico Gogliardo Fiaschi- ha rimarcato l’esigenza di smettere di parlare di cave circondate da montagne per parlare di montagne all’interno delle quali vi è un’attività estrattiva: “sono le montagne che devono essere tutelate limitando completamente il lavoro che vi può essere fatto all’interno. Il sistema cave non è sostenibile né per l’ambiente né per il lavoro. Serve un percorso culturale e bisogna portare questa lotta fuori dai semplici confini provinciali.” Anche Accademia Apuana della Pace ha sottolineato l’importanza di portare i contenuti dell’assemblea fuori dalla provincia. L’associazione consumatori ADIC Toscana: “si consegna il bene comune delle Apuane rappresentato dal marmo, da un paesaggio unico al mondo, da preziosi eco-sistemi e da biodiversità, nelle mani di pochissimi industriali, dando loro la licenza a continuare a perpetuare l’opera di distruzione e a conseguire profitti stratosferici. Attivare un piano strategico serio di riconversione economica subito.”

Durante il dibattito è stato rimarcato il problema dell’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee dovute all’attività estrattiva e l’importanza di tutelare le montagne come luogo di pace per immergersi nella natura. L’aspetto culturale è risultato fondamentale, “l’indifferenza è il vero nemico” dice il collettivo studentesco Tirtenlà. Gianluca Briccolani del progetto ambientale l’Altezza della Libertà “bisogna aumentare gli sforzi e stimolare la lotta in tutto il comprensorio Apuano interessato dall’attività estrattiva. Ci stanno portando via il futuro, bisogna ribellarsi”.

Athamanta ha concluso: "Ringraziamo tutti i soggetti singoli e organizzati che hanno preso parte all'apertura di questo percorso. Abbiamo individuato alcune intersezioni possibili a cui ci impegnano a dare presto seguito."

Tra le 60 connessioni all'assemblea virtuale, erano presenti diverse realtà organizzate del territorio provinciale e regionale:

Fridays For Future Carrara, Casa Rossa Occupata, Legambiente Carrara, Trentuno Settembre, Tam Cai Massa, GrIG, Collettivo Studentesco Tirtenlá, Fridays For Future Firenze, Fridays For Future Pisa, Associazione murAperte, Accademia Apuana della Pace, Associazione consumatori ADiC Toscana, Medicina democratica, Circolo Culturale Anarchico Gogliardo Fiaschi, Italia Nostra Apuo-Lunigianese, Coordinamento l'acqua di tutti, Altezza della libertà, Associazione Versante Apuano.

Athamanta ricorda inoltre che il documento di analisi critica del regolamento degli agri marmiferi di Carrara e la registrazione dell'assemblea sono disponibili sul sito all'indirizzo www.athamanta.wordpress.com

Contatti Athamanta

e-mail: athamanta.ms@gmail.com

web: www.athamanta.wordpress.com


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