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Economia

Tagli alla scuola nella provincia di Massa Carrara: lo sdegno degli insegnanti precari

mercoledì, 20 maggio 2020, 14:00

di vinicia tesconi

Una lettera aperta al ministero dell’Istruzione che fotografa una situazione drammatica, non a caso definita “ offensiva” dagli autori che sono gli insegnanti precari della provincia di Massa Carrara. Una lettera per smuovere dall’immobilità passiva i molti protagonisti di questa situazione i cui effetti disastrosamente negativi non risparmieranno nessuno.

“Abbiamo appreso con quel po’ di stupore che ancora ci è rimasto quanto sta accadendo nella nostra povera provincia: un taglio di posti nella scuola, partito da numeri elevati per scendere ad altri più bassi (un contentino), ma sempre offensivi del diritto allo studio degli alunni delle scuole, delle loro famiglie e del diritto alla sopravvivenza del nostro territorio. Offensivi per tutte le componenti della scuola, partendo dai dirigenti scolastici, al personale ATA, ai docenti di ruolo fino a quegli strani innominati soggetti che siamo noi : i docenti precari. Sta accadendo tutto il contrario di quanto propagandato dalla ministra Azzolina che ha affermato che, per risollevare la scuola almeno nella tragedia coronavirus, avrebbe lasciato inalterati gli organici. Nella dura realtà, mentre tutti si attendevano gli organici numericamente necessari e potenziati, che permettessero la didattica in presenza nelle scuole alla riapertura di settembre, ecco la notizia boom: l’Ufficio Scolastico Regionale di Firenze, che rappresenta il Ministero dell’Istruzione in Toscana, taglia pesantemente i posti nelle nostre scuole. Dopo il solito gioco delle parti il numero dei tagli scende ma con molta parsimonia. A questo punto, noi del Gruppo Precari Scuola di Massa Carrara riteniamo opportuno esprimere con forza il nostro dissenso, rivolgendoci a tutti, a partire dalle famiglie che stanno aspettando una ripresa della vita scolastica “normalizzata” e in sicurezza, come più volte promesso dalla ministra Azzolina. Le famiglie devono essere consapevoli di quanto si prepara per i loro figli, qualsiasi sia la scuola che frequentano, siano essi normodotati o resi fragili da problematiche varie dell’handicap, DSA o bisogni educativi speciali. La Pandemia ha colpito duro su tutti, senza risparmiare anche chi poteva essere più attrezzato, ma certamente ha infierito sui più deboli. Come sempre accade nelle situazioni di emergenza.

Riteniamo utile rivolgerci alle istituzioni della nostra provincia: comuni e decisori politici, mondo delle associazioni, perché intervengano in modo unitario con deciso convincimento perché non ci sarà un futuro per la scuola e per la provincia, se passa senza ostacoli la politica dei tagli nelle nostre scuole anche in pieno coronavirus.

Riteniamo utile rivolgerci ai sindacati della scuola, che pure nei nostri confronti si sono mostrati “tiepidi”, anche mentre veniamo minacciati di estinzione dalla ministra.

I sindacati scuola, e non solo, sanno bene che la didattica a distanza tanto declamata, utile come strumento nella piena pandemia, sarà propinata anche da settembre in poi nelle scuole di ogni ordine e grado dalla ministra, se essa non verrà bloccata nella sua ottusa volontà di NON dare organici necessari, NON stabilizzare i docenti precari, che da tempo lavorano nella e per la scuola, ma che NON hanno diritti riconosciuti. Sempre in nome del risparmio.

Solo una forte e visibile alleanza tra portatori di diritti e di interessi legittimi: famiglie, studenti, docenti, ATA, istituzioni e sindacati, salverà il nostro territorio e il nostro paese.”

 


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