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Economia

Accordi tra comune e città Metropolitana di Firenze non rispettati: il piano orario delle donne delle pulizie degli uffici pubblici ha imposto meno ore di lavoro

mercoledì, 14 ottobre 2020, 13:14

di vinicia tesconi

Il servizio di pulizia degli uffici pubblici del comune di Carrara, partito il primo ottobre con la nuova gestione della ditta Copura di Ravenna, entrata in subappalto rispetto al consorzio Città Metropolitana di Firenze e consorzio Cns che si sono aggiudicate il bando, sarebbe stato organizzato per tutto il mese di ottobre prevedendo un numero inferiore di ore per le dipendenti rispetto a quanto stabilito negli accordi con l’amministrazione carrarese.

La testimonianza è di una delle dirette interessate che ha fatto presente che, di fatto, le ore lavorative previste sono il 30 per cento in meno di quelle indicate sul contratto. La vicenda dell’appalto del servizio di pulizia degli uffici pubblici – diventato, oggi, particolarmente più importante data la fondamentale necessità della sanificazione anti-covid – aveva occupato le pagine della cronaca locale agli inizi di settembre proprio per l’intenzione, palesata chiaramente dalla ditta Copura di voler tagliare drasticamente il monte ore con tagli dal 35 al 50 per cento. La notizia aveva messo in allarme le tredici dipendenti e quindi anche i sindacati, che sono intervenuti per sostenere i diritti delle lavoratrici.

Dopo scontri molto accesi tra i nuovi gestori e l’assessore alle partecipate Matteo Martinelli, alla fine di settembre l’amministrazione carrarese ha annunciato di essere riuscita a scongiurare il taglio delle ore e di aver firmato un verbale di accordo insieme alla ditta vincitrice dell’appalto e ai sindacati di categoria che garantiva alle dipendenti equità di trattamento rispetto al precedente contratto. Sembrava, quindi, tutto a posto ma, a due settimane dall’inizio del servizio la realtà sembrerebbe essere diversa. A quanto riferisce una delle dipendenti, la situazione sarebbe la stessa, se non peggiore, per tutte le dipendenti e il problema non riguarderebbe solo i tagli ma tutta l’organizzazione del lavoro: “Abbiamo solo una giacchina leggera a maniche corte come tenuta di lavoro che dovrebbe servire per tutto l’anno e abbiamo dovuto richiedere le scarpe antiscivolo previste dalla normativa per la sicurezza. Non c’è più un piano organizzato ma ci dicono giorno per giorno dove dobbiamo andare a lavorare e a che ora e in genere ci avvertono al telefono pochi minuti prima di iniziare il servizio. Con Manuntencoop Rekeep di Bologna, la ditta che aveva in gestione il servizio prima dell’ultima gara di appalto, le cose andavano molto bene e c’era un programma ben organizzato. Appena subentrata Copura, è stato detto che il programma precedente non era più attuale. Abbiamo comunque visto che il monte ore per il mese di ottobre non copre tutte quelle stabilite dal contratto. Spesso ci chiamano per fare degli straordinari che però ci vengono pagati sempre nello stesso modo, cioè sette euro l’ora, ma anche con gli straordinari non arriviamo a fare tutte le ore del contratto”.

La ditta, a cui le dipendenti hanno chiesto spiegazioni, si sarebbe giustificata dicendo di essere ancora in una fase di assestamento ed anche sostenendo di pagare ugualmente tutte le ore previste dal contratto ma le dipendenti non si sentono affatto sicure di poter essere pagate per ore che non hanno lavorato.

La ditta Copura è arrivata a gestire le pulizie degli uffici pubblici del comune di Carrara in quanto facente parte del Consorzio Cns che avrebbe preso in subappalto il servizio da Città metropolitana di Firenze, che aveva vinto la gara con massimo ribasso - in cambio di una percentuale. Tra i molti dubbi sorti a seguito dell’attuale andamento della gestione del servizio, per le dipendenti, ci sarebbe anche l’ipotesi di un accordo che prevedesse la distribuzione del trenta per cento del monte ore a una cooperativa sociale. Sempre a detta delle dipendenti anche gli orari sarebbero stati cambiati in funzione del risparmio: la prima ora mattutina non partirebbe più alle cinque ma alle sei per evitare il pagato della prima ora molto più alto. Insomma, nonostante gli accordi messi su carta, le condizioni di lavoro per le donne delle pulizie degli uffici pubblici sarebbero di fatto peggiorate, oltreché diminuite di circa quattro ore al giorno e le preoccupazioni per le lavoratrici sono tutt’altro che dissolte.

 


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