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Economia

Claus Frejlev Larsen (Dansk Marmi): "Digitalizzazione e servizi personalizzati, le chiavi per affrontare il mercato globale"

giovedì, 8 aprile 2021, 19:41

di donatella beneventi

La pandemia ha messo in luce aspetti che erano già presenti nel concetto di impresa e che la situazione, ha sottolineato, con la necessità di reggere sul mercato globalizzato, pronti a correre nel momento della ripresa: parole sempre più ricorrenti, come digitalizzazione, economia circolare, sostenibilità, che corrispondono ad investimenti e una visione di impresa che in qualche modo deve anticipare i tempi; tutto questo sta avvenendo, in tutti i comparti economici e sarà più competitivo chi ha previsto e investito in tal senso, il cosiddetto imprenditore lungimirante ed illuminato.

A Carrara, un esempio molto interessante è quello della Dansk, azienda che opera nel settore del commercio marmi e che si trova nella zona più densamente popolata di imprese del settore, a Nazzano, in via IIice: la Gazzetta di Massa e Carrara, incontra uno dei due titolari, Claus Frejlev Larsen, di origine danese, che con Giorgio Iardella, ha fondato nel 2000 la Dansk srl e che rappresenta una delle aziende più importanti presenti sul territorio.

Simpatico, informale, con l'accento danese che colora la perfetta conoscenza dell'italiano, Claus Larsen, racconta i suoi esordi, dai paesaggi del Nord alle Alpi Apuane: "Avevo 19 anni- spiega- in Danimarca il sistema scolastico è molto diverso da quello che avete qui, dalle mie parti , gli ultimi due anni delle scuole superiori, fai vera pratica di lavoro in aziende e se sei bravo, finito gli studi, sei assunto: anche per me è andata così, in un ramo che però era lontano da quello attuale, ho iniziato collaborando in una ditta di spedizioni, mi piaceva molto viaggiare e parlare altre lingue. Prima di essere assunto, sono stato mandato a Milano per fare altra esperienza per un anno, dove mi sono poi stabilito, curando i rapporti, per l'azienda, fra Danimarca e Italia: ho conosciuto così un danese, che viveva a Carrara, commerciava legni per parquet e il cui padre aveva un'azienda di marmo. Sono venuto a Carrara dietro suo invito, ho visto una specie di paradiso terrestre, le montagne, il mare, splendide giornate di sole sulla spiaggia, tutto estremamente affascinante per me che provenivo dal freddo e dalla nebbia: non conoscevo il mondo della pietra ed è stato un grande amore subito, quindi la decisione di fermarmi e lavorare qui".

Che cosa ha trovato di irresistibile nella pietra, nel marmo in particolare?

"La sensazione di naturale, la varietà di tipologie, le forme di lavorazione e la prima esperienza con l'azienda che mi aveva per primo accolto, è stata la palestra nella quale ho imparato il mestiere: poi, ho incontrato Giorgio Iardella, con una storia familiare consolidata nell'ambiente, ma che desiderava andare oltre il ruolo di laboratorio che lavorava conto terzi, quindi ci siamo trovati dal punto di vista imprenditoriale, In questo abbiamo fatto un sodalizio basato anche sulle comuni esperienze: da parte mia, l'aver viaggiato molto ed essere mentalmente aperto ai cambiamenti, cercando di cogliere il momento giusto prima che sia troppo tardi. Noi siamo partiti nel 2000 vendendo lastre e facendo progettazioni di interni, cosa che continuiamo a fare, ma con un'evoluzione nel tempo. Oggi siamo molto proiettati molto su progetti " chiavi in mano", per il cliente, che viene assistito su tutto il percorso , con un sistema di customer care personalizzato, anche perché questo ci viene richiesto: più che la quantità, vogliono la qualità, conoscere a fondo quello che stanno acquistando, in questo la tecnologia e la digitalizzazione sono strumenti indispensabili".

Quali sono le sostanziali modifiche e miglioramenti che avete apportato nella vostra attività?

" Già da qualche anno, abbiamo pensato di recuperare i materiali di scarto per fare oggetti di design: l'idea è arrivata a seguito della nostra partecipazione alla costruzione del Museo di Arte Moderna in Danimarca, tutto marmo di Carrara e collaborando con l'architetto, che fra l'altro è la consulente della casa reale danese, abbiamo deciso di fare dei piatti con il marmo avanzato e che sono stati venduti nel negozio di merchandise del museo, quindi siamo assolutamente sensibili a quello che è la cosiddetta economia circolare.
La sostanziale modifica, è iniziata circa due anni fa, prima del covid: nasce il progetto della Dansk Marble Hub, un luogo dove idealmente tutti arrivano per poi ripartire, un centro di condivisione e di servizi al cliente. Abbiamo acquistato un grande capannone, esigenza che sentivamo per raggruppare in un posto unico i blocchi e le lastre, nonchè per permettere al cliente di vedere ciò che gli interessa in un ambiente accogliente, pulito, professionale.

Oggi la nostra sede è anche un luogo dove altre aziende possono affittare degli spazi ed esporre la loro merce: a questo modo il cliente ha a disposizione una scelta molto più vasta, abbiamo rivisto il concetto della concorrenza, che è stato abbattuto; con noi ci sono aziende che seguono la nostra linea di pensiero, non sono tantissime per il momento, perchè è un atteggiamento culturale che va cambiato. Noi siamo gli unici sul territorio che offriamo una serie di servizi: esposizione dei blocchi e delle lastre, la preview della posatura, il marketplace digitale e a questo, si è aggiunto, primi al mondo, la digitalizzazione in 3d dei blocchi con il sistema realizzato da Marmo3d, che è in fase di insediamento e che sarà pronto nel giro di qualche settimana, questo permetterà la visione da remoto di un blocco nei suoi dettagli; quest'ultima strumentazione, che è una novità assoluta, sarà di grandissimo aiuto, non solo per il business, ma anche come opportunità di divulgazione della cultura della pietra naturale: la visione di un blocco nei suoi particolari, dalla venatura alla grana, fa capire un mondo e Carrara è la capitale di questa cultura della pietra, tecnologia come quella offerta dalla Marmo3d, farà del bene a Carrara, che vincerà le sfide, puntando sulla specializzazione nelle pietre locali e sulla progettazione chiavi in mano,ne abbiamo le competenze e questo ci viene riconosciuto a livello mondiale".


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