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Economia

Colonnata, disastro turismo, ma la gente non molla: oltre al Covid, una viabilità da fare schifo

domenica, 11 aprile 2021, 16:41

di francesca vatteroni

Colonnata non si perde d'animo e resiste, anche se tra mille difficoltà: "Siamo battaglieri, i turisti torneranno sicuramente" dicono i colonnatesi che abbiamo incontrato. Cinquecento metri sopra il mare, trecentocinquanta abitanti, le Alpi Apuane strette tutto intorno quasi a toglierle il fiato, tra il bianco del marmo scavato e il verde dei boschi ancora intonsi: Colonnata regala uno scenario tutto particolare.

Tre anni fa in questo periodo era un pullulare di turisti stranieri e italiani. Francesi, tedeschi, belgi, olandesi e tutta la Toscana per non parlare degli italiani da fuori regione. Il borgo nel corso degli anni si è trasformato in un centro conosciuto di attrazione turistica.

Per arrivare attraversiamo il tratto di strada che nel 2018 cedette più volte, franando dentro una voragine. Notiamo con preoccupazione i bisonti della strada sfrecciare giù dalle cave, lungo la via comunale, senza troppi riguardi e alzando nuvoloni di polvere di marmo. Parcheggiamo e facciamo due chiacchiere prima di tutto con Bruna Guadagni, la titolare della larderia La Stazione.

Bruna parla volentieri con noi: non ha molto da fare, il negozio è vuoto. Il giorno prima, racconta, aveva comprato cinque panini vendendone solo uno: l'incasso della giornata.

"Qua è un disastro - commenta - la gente non si può muovere e i ristoranti sono chiusi: noi siamo alimentari e posso restare aperta, ma non viene nessuno.  La mia amica che ha il negozio di souvenirs qua a fianco e che abita a Carrara si chiede cosa ci sta a fare aperta. Per me è diverso, perché io abito qua e posso tenere aperto ma se abitassi a Carrara, come la mia amica, mi toccherebbe venire su! Ma è inutile!".

Per Colonnata il periodo buio, prosegue a raccontare Bruna, inizia prima del Covid, perché già nel 2018 la strada che collega Colonnata a Carrara era franata tre volte, lasciandoli per mesi senza una via di comunicazione con il resto del mondo, se non per una strada particolarmente disagiata e pericolosa, che a un certo punto passa sotto una galleria lunga e non in sicurezza, da condividere, per giunta, insieme al traffico pesante.

"E' stato allucinante perché i pullman non riuscivano a salire, molti si perdevano perché non c'era la segnalazione della strada: siamo stati penalizzati anche in quel periodo. Sono due o tre anni che Colonnata subisce in diversi modi" racconta Bruna.

Tra i pochi passanti, su al paese, c'è un anziano a cui, se chiediamo della circolazione stradale nel punto della frana, prima di scantonare borbotta: "Sotto la strada c'è una galleria grande quanto questa piazza".

La strada, infatti, era franata tre volte nel 2018: a marzo, poi ricostruita, ad aprile, poi ricostruita e infine a dicembre. Probabilmente, come pensano molti, si tratta di eventi legati alla presenza, 45 metri sotto il livello della strada, di una galleria.

In seguito è stata quindi aperta e resa fruibile una strada transitoria che diventò funzionante però solo a partire dal maggio 2019, lasciando per mesi ai colonnatesi e a chi avesse voluto raggiungere il borgo, come unica strada percorribile, la strada di Fantiscritti, particolarmente  difficoltosa anche a causa di lunghe gallerie quasi sterrate, senza uscite di sicurezza. Proprio in questi giorni, ricordiamo per dovere di cronaca, sono iniziati i lavori per sistemare il tratto di strada interessato dalla frana, con la costruzione di una specie di "ponte" che salterà la voragine.

Ma i problemi di raggiungibilità di Colonnata riguardano anche il servizio navetta reclamato da tempo: manca un parcheggio in paese e la strada che collega la via comunale con il paese non ha sbocco, così quando arrivano grandi flussi di turisti spesso si creano ingorghi e incolonnamenti impossibili da evitare, non essendoci lo spazio per girare sui tacchi con la macchina e tornare indietro.

Le attività, già provate a lungo dalla situazione, chiedono insieme ai cittadini e a gran voce, un servizio navetta tra il paese e il parcheggio che si trova sotto il borgo.

"Abbiamo il prossimo incontro con l'amministrazione tra 20 giorni" riferiscono alcune colonnatesi nel descrivere il disastro generale che stanno vivendo in questo periodo, speranzose che si possa trovare una soluzione per il servizio navetta e per poter affrontare una stagione estiva con turisti e servizi di trasporto e bagni pubblici.

"Qua l'asporto non esiste - ricorda Carla Guadagni, la titolare della trattoria Locanda Apuana, anche lei con le saracinesche abbassate - è da marzo 2020 che con zone rosse e arancioni non lavoro. Questo è un paesino che vive di turismo. Anche nel 2019 con la frana si è interrotto il flusso turistico, siamo stati già in passato fortemente penalizzati".

"Noi abbiamo già subito prima, con la frana - dice Erina Ravenna, titolare della larderia La Conca - siamo massacrati. Io ho il negozio chiuso almeno che ci facciano riaprire i bagni pubblici: sono perfettamente funzionanti e un posto turistico non può non averli!".

"Speriamo che ci mettano presto i pulmini - si accoda Elisabetta Vannucci, la figlia del famoso Venanzio, titolare dell'omonimo rinomato ristorante - perché la gente possa venire su senza tribolare: il privato residente deve poter parcheggiare, ma il commerciante ha il diritto di lavorare. Quando arrivano i turisti, capitano spesso litigi e nervosismi tra residenti e commercianti. Spero che il Comune ci venga incontro. C'è già stato un incontro e hanno detto che devono valutare".


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