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Economia

Costantino (Italian Sea Group): "Amo questo territorio con tante potenzialità e un grande capitale umano"

lunedì, 19 aprile 2021, 15:13

di donatella beneventi

Yacht bellissimi e di grandissima qualità, apprezzati in tutto il mondo: questa è The Italian Sea Group, azienda con sede a Marina di Carrara, leader nel settore della cantieristica, in costante crescita sul mercato.

La Gazzetta di Massa e Carrara ha intervistato il fondatore e ceo Giovanni Costantino: nato nel 1963, tarantino di origine, ma ormai di adozione apuana, ha dato vita al colosso nella nautica nel 2008.

La pandemia ha portato al collasso diverse attività produttive, come ha retto, per ora, all'urto lazienda che Lei presiede?

"Abbiamo sviluppato un piano fondato su due priorità: la tutela della salute dei nostri dipendenti ed il rispetto delle scadenze di consegna. Il lavoro è stato organizzato su più turni, anche notturni. Per prevenire ogni rischio di propagazione del virus abbiamo deliberato una spesa importante per linstallazione, in tutti gli ambienti, di impianti per sanificare laria e le superfici più volte al giorno e, durante la notte con l'utilizzo dellozono. Oltre ad unimponente e costante fornitura di dispositivi di protezione.
Questa attenzione ci ha permesso di non subire ritardi nelle consegne e di procedere secondo i ritmi previsti".

Che cosa significa per lei, lavorare bene in unazienda? Qual è il suo modello di impresa?

"Sono partito 11 anni fa con una ventina di collaboratori e ho costruito lazienda un po' alla volta, prima rilevando Tecnomar, poi Admiral e infine acquisendo da Invitalia i Nuovi Cantieri Apuania, in difficoltà, ma con splendidi spazi produttivi - 2500 metri di banchina e 200 metri di bacino di carenaggio – e oggi siamo una delle più grandi strutture nautiche del Mediterraneo. Ogni giorno mi dedico con passione ed entusiasmo alla crescita e miglioramento di questa azienda dagli alti standard lavorativi, ma soprattutto meritocratica. Chiediamo competenza, dedizione, spirito di sacrificio, capacità di ascoltare, voglia di crescere e di mettersi in gioco. Ci interessa costruire bellissimi yacht, ma anche uomini di valore che sono la base di un'azienda solida e performante. Ad oggi da parte mia cè un ulteriore e rinnovata volontà di crescere, di continuare ad investire per gli uomini, per il territorio, e per litalianità".

Come trova, dal punto di vista imprenditoriale, questo territorio? Quali sono i suoi limiti e i suoi punti di forza?

"Anche se questa è la mia terra d'adozione, sono qui da tanti anni e ho imparato a conoscere pregi e difetti di questo bellissimo territorio. Ho trovato grande caparbietà e volontà di raggiungere gli obiettivi, soprattutto nei giovani che mi danno sempre delle grandi soddisfazioni. Amano mettersi in gioco e con la mente aperta approcciano alle sfide quotidiane senza perdersi d'animo, pronti al confronto costruttivo".

Dal suo punto di vista, su che cosa bisognerà puntare, nella ripresa delleconomia, quando il covid sarà domato?

"Siamo tutti speranzosi che questo momento così difficile che sta mettendo alla prova la nostra vita privata e lavorativa finisca presto. Quando tutto sarà alle nostre spalle bisognerà vedere cosa sarà rimasto in piedi e rimboccarsi le maniche dove ci saranno dei cocci da raccogliere. I momenti critici personalmente li ho sempre affrontati con energia puntando al mio obiettivo senza distogliere lo sguardo. Continueremo a guardare il mercato con attenzione, le sue evoluzioni e le sue richieste cercando di anticiparle, puntando sulla tecnologia e avanguardia. Questa pandemia ci ha mostrato nuovi metodi di lavoro che riducono le distanze e sicuramente rimarranno nella nostra quotidianità, per cui proseguiremo ad aggiornarci per andare incontro a tutte le tendenze ed esigenze dei nostri clienti".

Il suo prodotto è una delle espressioni più importanti del cosiddetto made in Italy. E' stato fatto abbastanza per tutelare questo valore?

"Il made in Italy è in ogni nostra espressione, anche la più semplice. Siamo grandi fautori dell'italianità, infatti la si può trovare in ogni angolo del Cantiere. Da italiani abbiamo una declinazione naturale verso il design e il bello e, questo ci rende riconoscibili in tutto il mondo. Come imprenditore penso che ci sia molta attenzione da parte dell'imprenditoria italiana e da parte della legislazione, non è semplice e non bisogna mai abbassare, ma ho molta fiducia nelle istituzioni".

Da altre interviste che Lei ha rilasciato, esce fuori la figura di un imprenditore che si è fatto da solo, partendo da una condizione famigliare non agevolata e con molta gavetta fatta sul campo: oggi la gavetta è ancora qualcosa di utile, unopportunità che andrebbe offerta ai giovani, per esempio?

"Il mio percorso formativo personale mi ha consentito di acquisire nel tempo competenze trasversali in ogni campo dazione tale da consentirmi oggi di poter spaziare dal tecnico, allingegneristico fino ad arrivare al marketing, alla creatività e alla finanza. La mia è stata una gavetta dura con sacrifici enormi, ma mi ha permesso di diventare limprenditore di oggi. A volte ho dovuto pagare un carissimo prezzo ma senza dubbio, ricompensato anche da grandissime soddisfazioni. I ragazzi che entrano in azienda anche appena laureati, hanno la possibilità di crescere tantissimo in un ambiente stimolante ma anche esigente e sanno che possono ricavarne grandi soddisfazioni. Molti dei nostri attuali dirigenti sono arrivati in TISG freschi di laurea e in pochi anni hanno raggiunto una posizione molto soddisfacente".

Dai suoi cantieri sono usciti yacht da sogno: ne ricorda uno in particolare?

"Ogni yacht che abbiamo prodotto è nato da un'idea, un input, una visione avuta con gli armatori o con i creativi del mio team, seguono percorsi diversi ma ugualmente importanti. Personalmente seguo lo sviluppo di tutti i progetti e mi è difficile fare distinzioni".

Cosa vorrebbe veder realizzato a Marina di Carrara, nel giro di qualche anno?

"Sono molto legato a questo territorio, e mi piacerebbe sapere di aver dato un contributo importante al suo sviluppo e miglioramento".


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