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Economia

Mascardi: "Morti sul lavoro, battaglia da vincere: controlli, sanzioni e una rivoluzione culturale"

domenica, 17 ottobre 2021, 15:08

"In Italia negli ultimi dieci anni sono morti oltre tredicimila lavoratori. Dal 2008 ad oggi oltre sedicimila famiglie sono state distrutte. Rende meglio l'idea della guerra che stiamo combattendo? Tre morti al giorno di media in Italia, una battaglia che è iniziata ben prima della pandemia e che sembra che non vogliamo vincere in alcun modo perché continuiamo a fare gli stessi errori: davvero ci stiamo abituando a questa mattanza, ci stiamo rassegnando alla situazione?".

A parlare è il direttore della Confartigianato apuana, Gabriele Mascardi, da anni impegnato nella lotta alla diffusione della cultura per la sicurezza sui luoghi di lavoro. "Si continuano a cercare le cause – prosegue - puntando il dito sulla diligenza del datore di lavoro oppure sull'incoscienza del lavoratore. La verità è che è un problema complesso che richiede soluzioni complesse e per trovarle dobbiamo prima di tutto sentirci colpevoli: serve un esame di coscienza da parte di tutti noi, dalle associazioni di dei datori di lavoro alle organizzazioni sindacali dei lavoratori in quanto parti attive della vita imprenditoriale".

Che fare? Per Mascardi la soluzione sta nella vera e fattiva collaborazione fra le parti, così da ampliare le conoscenze e condividere la percezione del rischio e le possibili contromisure da attuare, attraverso più punti di vista e in una intensificazione dei controlli per verificare che le misure siano realmente attuate in cantiere: "E' indispensabile una maggior partecipazione dei lavoratori stessi alla gestione della salute e della sicurezza. I datori di lavoro ed i dirigenti non hanno soluzioni per tutti i problemi legati alla salute e alla sicurezza, mentre i lavoratori e i loro rappresentanti possiedono esperienze e conoscenze approfondite riguardanti il modo in cui viene svolto il lavoro e le sue conseguenze su di essi. Lo dice la legge: i lavoratori devono essere informati, istruiti, formati, ma anche consultati su questioni riguardanti la salute e la sicurezza e coinvolti anche nei processi decisionali. Se partecipano all'elaborazione di sistemi di lavoro sicuro potranno dare consulenza e suggerimenti, chiedere miglioramenti e investimenti".

Ma una battaglia del genere, come detto, non si vince solo nel rapporto interno fra imprenditore e dipendenti. Servono più controlli, ferrei e mirati, con sanzioni punitive esemplari: "Le decisioni prese, i dispositivi di sicurezza e le procedure devono essere poi osservate all'interno del cantiere o nel posto di lavoro e questo è il nodo chiave per mettere in pratica le misure preventive teorizzate. Ben venga il nuovo decreto del Governo che punta a fermare la strage e che prevede alcuni punti chiave che chiediamo da tempo – incalza Mascardi -. Pene immediate e più severe: sospensione dell'attività per le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza e l'arresto fino a sei mesi per gli imprenditori che non si mettono in regola. Le aziende sorprese da un'ispezione con il 10% degli addetti senza regolare contratto presenti sul luogo di lavoro rischiano lo stop. Nel periodo di sospensione, l'impresa dovrà continuare a pagare gli stipendi e potrebbe non poter partecipare a gare pubbliche. Certo, non è la panacea di tutti i mali ma era necessario un giro di vite. Controlli e sanzioni su imprese e lavoratori inadempienti che deve essere accompagnato da una rivoluzione culturale – conclude il direttore di Confartigianato – da iniziare nelle scuole dove la sicurezza sul lavoro deve diventare materia di studio in grado di fare media sul voto finale".


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