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Scritto da Redazione
Economia
20 Giugno 2022

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Procedure di appalto più sicure all’insegna della legalità nei rapporti di lavoro. L’obiettivo che l'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Massa-Carrara si è posto è quello portare a conoscenza degli Enti locali Apuani le possibilità offerte dalla procedura Asse.Co, la quale consiste nell’asseverazione, da parte del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, della correttezza contributiva, retributiva e dei rapporti di lavoro instaurati dalle aziende. Entrando nello specifico, la certificazione attesta la regolarità delle aziende relativamente a: lavoro minorile, tempi di lavoro, salute e sicurezza sul lavoro, impiego di lavoro irregolare, rispetto dei contratti collettivi, regolarità contributiva e corretta corresponsione della retribuzione. La certificazione è a richiesta volontaria da parte delle aziende che, tra le altre certificazioni di qualità, relative ai loro prodotti ed alle loro procedure, vogliono avere anche quella relativa ai rapporti di lavoro ed in tal modo rendere “reale” l’eventuale codice etico di cui si fossero già dotate e dare testimonianza “oggettiva” di applicare i CCNL previsti dalla normativa e perciò non fare concorrenza sleale negli appalti.

La presidente del Consiglio provinciale dei Consulenti del Lavoro di Massa Carrara, dottoressa Annalisa Luchini ritiene che  “ciò sia molto importante in una situazione come quella attuale in cui continuano a proliferare contratti collettivi nazionali di lavoro (ne risultano depositati 933 all’archivio del Cnel allo scorso 22 novembre con un incremento, in un solo anno di 77 Ccnl (pari a +9%) e, in dieci anni,  del 170%) i quali, peraltro presentano un andamento decisamente “anomalo” perché di questi ben il 37,8% - cioè 353 - sono sottoscritti da associazioni datoriali e sindacali non rappresentati al Cnel che coprono pochissimi lavoratori (33mila) e, nella maggior parte, statuiscono  condizioni contrattuali peggiorative, con importi sotto i minimi dei contratti nazionali firmati dalle Associazioni maggiormente rappresentative. Il problema è stato evidenziato da più parti: sul fronte sindacale, già Cgil, Cisl e Uil avevano apprezzato la proposta dell’allora Ministro del Lavoro, Catalfo di una patente a punti per qualificare le aziende ed eliminare dagli appalti quelle che erano fuori standard. Se si pensa che nei controlli connessi al 110%, su 100 imprese ispezionate, 91 risultavano "fuori legge" per lavoratori in nero e per mancanze in materia di sicurezza, è chiaro che la prospettiva dell’interconnessione delle banche dati è più che mai attuale. Da poco l’INPS ha nuovamente riaffrontato il tema della trasparenza negli appalti, annunciando il rilascio dell'applicativo MoCOA  (Monitoraggio Congruità Occupazionale Appalti).  Con il messaggio 27 gennaio 2022, n. 428, ha spiegato che tale applicativo si fonda su un’attività di data crossing tra i dati dei lavoratori impiegati in appalto/subappalto, notificati al committente, e quelli poi effettivamente denunciati in UNIEMENS dagli appaltatori/subappaltatori.  Dall’incrocio di tali dati, viene elaborato un report mensile denominato “Documento Congruità Occupazionale Appalti” (DoCOA) che evidenzia eventuali discordanze e/o incongruenze nei dati dichiarati in UNIEMENS e quelli registrati in MoCOA. Sicuramente una buona iniziativa, dobbiamo, però, porci una domanda: è sufficiente  sapere che mensilmente tutte le aziende coinvolte nella filiera degli appalti hanno pagato i contributi? Oppure sarebbe necessario anche sapere che tutti i lavoratori impiegati in quell’appalto sono regolarmente assunti? Che le retribuzioni utilizzate non sono quelle di contratti “pirata”? Che i contributi sono stati pagati sulle retribuzioni correttamente spettanti per livello, qualifica, scatti? Che sono stati pagati su tutte le ore di lavoro effettivamente effettuate? Se la risposta è sì, allora lo strumento più completo per raggiungere lo scopo è l’Asse. Co, che è un procedimento di asseverazione contributiva e retributiva nato, in collaborazione con il Ministero del Lavoro il 15 gennaio 2014, al termine del quale il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro assevera e certifica la regolarità di una impresa nella gestione dei rapporti di lavoro. É di tutta evidenza che il mercato necessiti di aziende che operino in modo legale e responsabile. Dotarsi della certificazione Asse.Co e richiederla come requisito anche alle aziende con cui si intende collaborare, rappresenterebbe una grande semplificazione per revisori dei conti, sindaci ed amministratori di società dal momento che illustra in maniera approfondita la situazione retributiva, contributiva ed il rispetto della legge in materia di lavoro. Senza contare che i benefici maggiori li avrebbe proprio la Pubblica Amministrazione in tutte le sue articolazioni dalle Direzioni generali agli Enti Locali. Le aziende certificate, infatti, sono indicate in una WHITE LIST visibile sia sul sito dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sia su quello del Consiglio Nazionale dei CdL e, questa inclusione le proteggerà dalle ispezioni in materia di lavoro che non siano motivate da specifiche denunce nei loro confronti o da controlli, programmati a livello nazionale su determinati settori produttivi. Ovviamente, per far sì che questa procedura abbia una diffusione tale da poter effettivamente cambiare le cose, si deve fare in modo che aziende la conoscano e capiscano che, sia come committenti che come appaltatori potrebbe essere loro molto utile per dotarsene.  Come committenti il beneficio è evidente, stante il regime di responsabilità solidale che li lega agli appaltatori, ma anche per questi ultimi vi sarebbe la garanzia che avrebbero la preferenza di scelta da parte dei committenti.  Soprattutto la spinta a creare questo circolo dovrebbe partire dalla P.A. che dovrebbe creare sistemi di incentivazione che privilegino, nei loro bandi di gara, le aziende asseverate. La fattiva ricerca della legalità non dovrebbe essere un optional per la P.A. o uno slogan da sbandierare in campagna elettorale, ma un obbligo intrinseco alla loro natura. tuttavia, se questo non bastasse, incentivando le aziende asseverate Asse.Co  le P.A.si garantirebbe semplificazioni dal punto di vista pratico- amministrativo, oltre a ricevere  una pubblica “patente di legalità”. Ritengo che intraprendere questa strada porterebbe enormi benefici a tutti perché non ci si può limitare a fare convegni sulla legalità senza gettare effettivamente le basi di un sistema di legalità e trasparenza. Al momento in provincia questo protocollo è stato sottoscritto da Nausicaa Spa, la multiservizi del Comune di Carrara. Sono molto soddisfatta che, nella sua qualità di Presidente dell’azienda, il dottor Luca Cimino, avendo ricoperto per anni la carica di segretario del Consiglio Provinciale dell’Ordine CdL, essendo, inoltre, abilitato asseveratore, conoscendone bene l'utilità e l'importanza, abbia attuato la scelta di sottoscrivere il Protocollo con il Consiglio Nazionale. Per noi, infatti, l’Asse.Co rappresenta lo strumento principe per lo sviluppo e la diffusione della cultura della legalità di cui tutte le Pubbliche Amministrazioni ed Enti Locali dovrebbero dotarsi. Ho fiducia che le pubbliche Amministrazioni Comunali della provincia, con cui abbiamo già avuto contatti, bruscamente interrotti da due anni di Covid e con cui stiamo riprendendoli oggi, uscendo dall’ottica temporale troppo limitante del loro “mandato”, capiscano l’importanza di mettere al sicuro da problematiche sia la loro stessa amministrazione che la popolazione che essa rappresenta, intessendo rapporti con partner sicuri ed affidabili, quali sono quelli “certificati Asse.Co” e contribuiscano ad incentivarne il numero stabilendo misure premiali per le aziende certificate."

Sul tema dei benefici della procedura Asse.Co lungo tutta la filiera degli appalti interviene anche il dott. Marco Iovino asseveratore Asse.Co ed esperto in materia. ”L’Asse.Co è probabilmente lo strumento più rispondente alle necessità delle stazioni appaltanti per garantire il rispetto della legalità, evitare fenomeni di dumping contrattuale ed assicurare un approccio etico all’appalto. Coadiuvato da una eventuale certificazione del contratto di appalto, probabilmente, garantisce la migliore, ad oggi possibile con gli strumenti esistenti, tutela dal punto di vista della solidarietà solidale. L’investimento non solo economico, ma organizzativo nell’implementazione dello strumento Asse.Co tende ad evidenziare un approccio etico-sociale della filiera Committenti-appaltatori. Certo per lo sviluppo dello strumento sarebbe necessario un intervento legislativo volto a garantire un approccio sanzionatorio teso a scoraggiare comportamenti scorretti sostanziali e non meramente formali.

La dottoressa Annalisa Luchini prosegue: “Non bisogna dimenticare che nel PNRR sono state prese importanti decisioni in merito alla lotta al lavoro nero con il varo del Portale Nazionale del Sommerso. Infatti, in questo confluiranno le risultanze dell’attività di vigilanza svolta dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), dal personale ispettivo dell’INPS, da quello INAIL e dagli altri organi aventi funzioni ispettive e di vigilanza in merito a violazioni in materia di lavoro sommerso, di lavoro e legislazione sociale (come Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza).  Ciò posto, è di tutta evidenza che per le aziende sia più vantaggioso essere ricomprese nella WHITE LIST del Ministero, come ditta certificata Asse.Co (qualifica che blocca i controlli se non sono specificatamente  richiesti) piuttosto che entrare nella  banca  dati  telematica  del  Ministero che raccoglie e conserva le informazioni concernenti i datori di lavoro ispezionati e dove confluiranno non solo i verbali ispettivi ma anche ogni altro provvedimento  consequenziale  all’attività  di  vigilanza, compresi tutti gli atti relativi ad eventuali contenziosi istaurati in conseguenza dei medesimi verbali”.

Reazioni positive nei confronti della procedura Asse.co sono state quelle espresse dalla dottoressa Anna Maria Venezia - direttrice Ispettorato territoriale del Lavoro Lucca – Massa-Carrara: “L’Asse.Co – spiega – è stata prevista in un protocollo d'intesa sottoscritto dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro e l'Ordine dei Consulenti del Lavoro: ha l'obiettivo di certificare la regolarità delle imprese relativamente al rispetto della normativa di legge in materia di lavoro. La certificazione è rilasciata esclusivamente su istanza volontaria del datore di lavoro, il quale successivamente viene inserito in un elenco contenente tutte le imprese asseverate che hanno sviluppato e diffuso la cultura della legalità. Date queste caratteristiche è evidente che l’Asse.Co è un valido strumento mirato allo sviluppo e la diffusione della cultura della legalità e la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”.

Reazioni positive anche dai sindacati Cgil, Cisl e Uil di Massa-Carrara che definiscono la scelta di Nausicaa “una scelta verso la legalità e la trasparenza”. “Come organizzazioni sindacali esprimiamo interesse per il protocollo sottoscritto da Nausicaa in merito all’asseverazione contributiva. La procedura Asse.Co, che nella fattispecie viene attuata dai Consulenti del Lavoro, è uno strumento che va nella direzione della correttezza non solo contributiva delle ditte asseverate ma anche della correttezza delle retribuzioni corrisposte al personale dipendente e, soprattutto, della correttezza dei rapporti di lavoro instaurati. Si tratta quindi di uno strumento di contrasto al lavoro nero, al dumping contrattuale, ai contratti pirata con retribuzioni “sotto soglia” cosa che, per noi organismi sindacali che ci battiamo per la difesa dei lavoratori e della occupazione, assume grande importanza”.

Alcuni esempi di incentivazione premiale alle ditte asseverate Asse.Co. La SO.RE.SA SPA, società della regione Campania che aggiudica appalti pubblici per forniture e servizi destinati alle strutture sanitarie regionali, ha pubblicato un bando in cui la certificazione dell’Asse.co era uno dei requisiti premianti, ancorché non obbligatori, ai fini dell’aggiudicazione della gara. Analogamente la Regione Emilia Romagna ha inserito l’Asse.Co quale requisito di merito nella delibera della giunta regionale n. 2153 del 22/11/2019 e cioè, tra i requisiti premiali previsti per l’accesso delle imprese del settore edile, delle costruzioni e del restauro all’elenco di merito di cui all’art. 14, comma 3, della Legge Regionale 28 ottobre 2016, n. 18 della Regione Emilia-Romagna. Ad esempio il possesso della certificazione Asse.Co., consentirebbe a quelle imprese in regola con i requisiti minimi richiesti per l’iscrizione all’elenco di merito di ottenere un punteggio massimo e di accedere così alla concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e al credito bancario.

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