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Enogastronomia

Castello medievale e ottima cucina: la ricetta per la cena perfetta de Lo Stuzzichino Events

domenica, 7 luglio 2019, 16:47

di vinicia tesconi

Sbuca all’improvviso, dopo una serie di curve lungo la strada che da Aulla porta a Fivizzano, abbarbicato a un’impervia collina, in mezzo a floridi boschi di faggi e di castagni: è il castello dell’Aquila che sovrasta il borgo di Gragnola, e che risplende tra i castelli della Lunigiana per l’accuratissimo lavoro di ricostruzione che lo ha restituito al patrimonio culturale del territorio apuo-lunigianese.

Location ideale, tra le preferite, per gli eventi gastronomici curati da Lo Stuzzichino Events di Lucca, che offre il servizio catering e banqueting nelle più belle dimore storiche dell’alta Toscana. Il binomio con il Castello dell’Aquila nasce da un rapporto di stima e di amicizia tra i titolari de Lo Stuzzichino, Luca Buoni e la moglie Paola con Andrea Facchinati, manager e gestore del Castello dell’Aquila. Insieme hanno creato eventi di altissimo livello qualitativo potenziati dall’incredibile cornice di un castello la cui primissima costruzione risale al decimo secolo.

Andrea Facchinati parla della storia del castello, del suo restauro e del suo attuale splendore con la luce di un’autentica passione negli occhi: da tre anni ha scelto di vivere nel maniero e soprattutto di farlo vivere e tornare ai fasti del suo antichissimo splendore.

“Il castello dell’Aquila è oggi di proprietà della dottoressa Gabriella Girardin – spiega Facchinati – che lo ha comprato quando era praticamente ridotto a poco più di un rudere e che vi ha dedicato dieci anni di vita, di ricerche e di lavori per farlo risorgere. Ci sono voluti due anni solo per disboscare la vegetazione che aveva ricoperto ciò che restava delle antiche mura nei quarant’anni in cui era rimasto completamente abbandonato. E’ stato fatto un recupero integrale cioè non c’è stata alcuna libera interpretazione, ma l’intervento è stato basato sulla pur esigua cartografia esistente e sulle deduzioni logiche di storici e studiosi.”

Da Facchinato apprendiamo la lunga, affascinante storia del castello: “Della prima costruzione avvenuta nel decimo secolo è rimasto un muro di cinta, ancora esistente. In origine il castello fu la fortezza dei Bianchi d’Erberia, vassalli di Matilde di Canossa. All’inizio del 1300 Castruccio Castracani invase la Lunigiana ed espropriò il castello per rivenderlo ai Malaspina del ramo dello Spino Fiorito, proveniente da Fosdinovo. Nel 1366 il castello diventa un feudo indipendente e prende il nome di castello dell’Aquila. L’indipendenza dura fino al 1640 quando, con la morte dell’ultimo marchese Alessandro Malaspina che non aveva avuto eredi, il castello venne lasciato al Granducato di Toscana. Subito reclamato da Fosdinovo che ne ottenne la cessione nel 1644, perse il suo status di feudo indipendente e divenne parte del feudo di Fosdinovo fino al 1797 quando, con l’arrivo di Napoleone Bonaparte in Italia, vennero cancellati tutti i feudi imperiali. Da quel momento ha inizio la lenta decadenza del castello che venne più volte venduto, passando di mano in mano fino ad arrivare al 1900 con il declino totale e l’utilizzo del castello in parte come stalla, in parte come alloggio per famiglie di contadini. Il colpo di grazia venne dato negli anni intorno alla seconda guerra mondiale quando ciò che restava dell’alto torrione del mastio venne colpito da un fulmine che causò la caduta di un masso molto grande sotto il quale perse la vita una bambina figlia dei contadini. Per non incorrere più in pericoli simili, gli abitanti del castello chiesero aiuto ai cavatori di Carrara che, con una carica di dinamite di quelle usate per escavare il marmo, rasero al suolo tutta la torre. Dopo di loro, il nulla, con la progressiva trasformazione del castello in un rudere coperto dal bosco.”

Oggi il castello dell’Aquila è una delle eccellenze della Lunigiana e di tutta la provincia di Massa Carrara. La torre del Mastio, alta 40 metri, perfettamente ricostruita, ospita le nove camere originali e studiate singolarmente nei particolari a disposizione dei turisti. Facchinati ha annunciato che a breve, in un’ala del castello, verrà realizzato un museo di tutti i reperti originali ritrovati durante il restauro: ceramiche toscane risalenti al medioevo ed altri oggetti salvati dalla predazione avvenuta nel corso dei secoli degli arredi e di alcune strutture in pietra. Il museo ospiterà anche lo scheletro di un cavaliere del 1300, ritrovato all’interno del castello durante i lavori nel 2008 e sottoposto a studi scientifici presso tre diverse università. Ma il castello, oltre che da turisti e visitatori, è ricercato anche come location per eventi di vario genere.

La bellissima corte interna, contornata da mura e da volte sotto le quali sono ancora presenti gli antichi forni del castello, è molto ricercata per matrimoni ed eventi che si svolgono sempre sotto l’attenta organizzazione dello stesso Facchinati: “Ci sono regole ben precise per gli eventi che possono essere accolti nel castello – spiega Facchinati – Scelgo con molta cura tra le moltissime richieste che mi arrivano perché questa è una dimora storica e come tale può ospitare solo eventi di un certo target. Per questo stesso motivo per gli eventi che organizziamo anche autonomamente come castello dell’Aquila ho scelto di affidarmi alla competenza conosciuta e testata della ditta di Luca Buoni, Lo Stuzzichino. Un evento al castello dell’Aquila deve essere perfetto sotto ogni punto di vista e l’offerta gastronomica, come la cura dell’allestimento di tavoli e portate deve essere in linea con la cornice nel quale è inserito. Ecco perché è nato il sodalizio con Lo Stuzzichino che rinsaldato un’amicizia personale e una stima reciproca esistente da anni.”

Un’amicizia vera che lega Luca Buoni ad Andrea Facchinati e una comune visione della gestione degli eventi: “Siamo amici da anni. – ha detto Luca Buoni - Quando Andrea ha deciso di curare la location del Castello dell’Aquila noi ci siamo ben volentieri resi disponibili, anche se la nostra sede è a Lucca, quindi un po’ distante dal castello. La nostra attività fa catering da oltre quindici anni e quello che da tempo ci contraddistingue è la ricerca della qualità che non si ferma alle materie prime o ai piatti proposti, ma va oltre. Siamo arrivati al Castello dell’Aquila perché nella gestione e nell’estetica del castello troviamo quella qualità propria delle persone che lo gestiscono fatta di buongusto, educazione, savoir faire che alzano moltissimo il livello dell’evento. Quello che per noi conta è il risultato finale. Siamo abituati a vedere le cose alla fine e poi andare a ritroso e se alla fine c’è il postulato che è quello della soddisfazione dei clienti, non possiamo fare altro che circondarci di persone che condividono con noi la passione della buona riuscita. Per noi è importante che alla fine le persone che partecipano all’evento, attraverso un centrotavola o a un tipo di arredamento creato da mia moglie, attraverso i sapori della nostra cucina e attraverso una location suggestiva e inaspettata, abbiano una sensazione che non sia solo il gusto del buon cibo, che pure è fondamentale per noi, a regalargli un sorriso per tutta la durata dell’evento. Vogliamo che abbiano la sensazione di una serata diversa condivisa con le persone che amano il proprio lavoro in tutti i particolari: cucina, arredamento e location. Quando si riesce a lavorare tutti insieme su questi tre fronti come un unico corpo il lavoro è meno duro, più piacevole e condivisibile e alla fine la somma è superiore al totale. Se siamo tutti insieme a muovere questa macchina ognuno nel proprio segmento, il risultato finale sarà molto superiore alla somma di tanti singoli individui.”

La cena è quasi pronta: i tavoli tondi arricchiti da centrotavola con rami di quercia e cristalleria raffinata, sono piazzati all’interno della corte. Su ogni seduta Paola Buoni ha sistemato una shopping bag in cotone dono del Castello dell'Aquila con raffigurato il proprio blasone. Dalla cucina arrivano profumi inebrianti che si mescolano al piacevole venticello che si infila tra le mura e tra le torri del castello e si mescola ai gridi delle rondini, ai voli altissimi dei falchi. Ogni apertura del castello rimanda cartoline della lussureggiante valle del Lucido che scorre placido in fondo alla valle, contro il panorama delle guglie aguzze delle Apuane sull’orizzonte. Poche voci umane e tutte modulate, quasi nessun interferente suono della moderna tecnologia che ingabbia la vita di ognuno. Sembra un altro mondo, un altro tempo, un’altra dimensione. E anche a noi, semplici visitatori, spunta un sorriso sulla faccia.


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