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Enogastronomia

Nel carcere di Massa lo chef Alessandro Bandoni cucinerà il pranzo di Natale

domenica, 15 dicembre 2019, 20:28

di vinicia tesconi

Un gesto d’amore che contempla anche le persone che stanno scontando la loro pena nelle carceri. E’ questa la molla che ha innescato l’iniziativa “ L’altra cucina per un pranzo d’amore” ideata da Prison Fellowship Italia Onlus con la collaborazione di Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del Rns che, quest’anno,  è giunta alla sua quinta edizione. L’idea è quella di regalare ai detenuti un pranzo di Natale cucinato da uno chef e servito da personaggi famosi insieme a volontari ai detenuti ed ai famigliari di quelli che vorranno partecipare all’evento. Tredici carceri da nord a sud dell’Italia, per un totale di circa duemila persone che il 18 dicembre condivideranno un momento di gioia nel più puro spirito natalizio e tra queste, per il secondo anno consecutivo ci sarà anche il carcere di Massa. Duecentocinquanta saranno i commensali del penitenziario massese per i quali cucinerà lo chef del ristorante Le Palme di Marina di Carrara, Alessandro Bandoni che ha accolto con entusiasmo l’invito fatto da Don Leonardo Biancalani e che ha risposto ad alcune nostre domande:

Non è facile scegliere di fare un’esperienza come questa nel carcere: cosa l’ha spinta ad accettare?

“La prima volta che visitai il carcere fu quando avevo 17 anni con la consulta studenti. Poi l’ho visitato di nuovo quando ero presidente della commissione Pari opportunità. Quando Don Biancalani mi ha prospettato questa possibilità non ci ho pensato due volte: ho detto subito sì. Anzi…all’inizio pensavo che fosse uno scherzo e non fosse vero. Ne sono stato felice perchè avendo visto come può essere la vita nel carcere ho pensato che con la cucina potevo portare un sorriso a quelle persone.”

Come ha formulato il menù?

“Ho richiesto una riunione in carcere per sapere quanti erano gli islamici, quanti gli allergici, quanti gli intolleranti. Il mio scopo era fare un menù che potesse essere mangiato da tutti e credo di esserci riuscito al 95 per cento.  Il ragù che farò sarà solo di vitella e manzo, senza maiale, per rispetto degli islamici, per chi non può mangiare il pomodoro farò un sugo in bianco e per chi non può mangiare il grano farò qualcosa di adatto ai celiaci. Poi ho voluto anche fare una cosa  tipica apuana: il sugo stordellato, che di solito nella nostra tradizione si fa  per il pranzo dell’Epifania accompagnando la “ bianca lasagna”. Ovviamente non posso impastare per 250 persone anche perché  non saprei dove mettere la pasta , per  cui ho optato per i rigatoni con il ragù stordellato. Come  secondo farò la polenta con la fonduta valtellinese e una ricetta della madre del mio socio e cioè un crostone di pane passato nel latte e nella farina e poi fritto, con spinaci e carne saltati nel burro. La ricetta avrebbe anche una fetta di prosciutto sulla carne ma per rispetto degli islamici ho scelto di non metterla. Infine,  il classico pandoro con la crema inglese come dolce.”

Il pranzo avrà anche l’accompagnamento musicale del  trio composto da Paolo Biancalani, Roberto Duma e Maurizio Marchini:armonica, voce e violino. Essendo così elevato il numero dei commensali, una parte di questi pranzerà nella mensa del carcere, oppure all’interno della propria cella, secondo la scelta di ciascuno,  e una parte parteciperà al pranzo che verrà allestito nella parrocchia di Don Biancalani.


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