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Scritto da roberta ciriolo
Enogastronomia
01 Maggio 2022

Visite: 219

La città di Lucca si inebria di vino con l'evento "Anteprima vini della costa Toscana" e chi non vuole farsi trasportare dal gusto dei migliori vini della Toscana? L'evento ospita 60 aziende vinicole, da produttori affermati e famosi a quelli più emergenti e ancora piccoli.

Bando alle ciance, arriviamo alle cose serie e cioè alle degustazioni, partendo dall'azienda vinicola Arrighi che si trova sulle colline della baia di Porto Azzurro all'Isola d'Elba.

Il produttore Antonio Arrighi, che fa parte della quarta generazione di una famiglia di albergatori e viticoltori, è uno dei migliori produttori dell'Isola d'Elba.

Negli anni '80 da spazio ai vitigni non autoctoni e da qui con curiosità ed interesse, sperimenta anche le anfore, che lo hanno portato ad un vero e proprio amore per la terracotta.

Dopo anni di produzione sperimentale, il produttore Arrighi ha aperto le porte ad un progetto chiamato "Nesos", da cui prende il nome anche la bottiglia. 

"Ad un convegno - ha detto il produttore Arrighi - sull'archeologia e la viticoltura ho conosciuto il professore Attilio Scienza, che raccontò di essersi incuriosito al vino di Chio, dell'antica Grecia per la sua diversità. Diversità da attribuire al processo con il quale la nostra uva Ansonica, caratterizzata dalla buccia spessa, veniva calata nell'acqua salata, che gli donava il modo per conservarsi più allungo". 

"I vini antichi - ha concluso Antonio Arrighi - avevano il problema della conservazione durante il trasporto, perché questi si ossigenavano, anche se usavano conservanti naturali, mentre quest'ultimo si manteneva meglio."

Da questa storia nasce Nesos, uve immerse nel mare per 5 giorni all'interno di nasse di vimini, appassite al sole sui graticci, fermentate e lasciate a riposo in anfora con le bucce, per sei mesi. Nesos dal gusto salino e rotondo, che ricorda anche il sapore delle ostriche, degustarlo è come tornare indietro nel tempo. La sensazione di poter assaggiare il vino degli antichi greci dell'isola di Chio è emozionante e inimitabile. 

Dopo l'antica Grecia, torniamo ai giorni nostri con la tenuta del Buonamico, azienda storica di Montecarlo, in provincia di Lucca, composta da 50 vigneti, l'azienda ha 60 anni ed oggi è di proprietà della famiglia Fontana. 

"La nostra azienda - ha dichiarato il proprietario Fontana - è produttrice di vini bianchi, rossi ed ha la più grande produzione di spumanti in Toscana, abbiamo iniziato a spumantizzare 15 anni fa. Uno dei nostri vini più famosi ed importanti è lo spumante "Particolari rosè" fatto da un blend di Sangiovese e Syrah, con il metodo Martinotti."

Il Particolari rosè è un vino dai sentori spiccati di amarena, lampone e fragole. Sicuramente da poter bere in compagnia, con la sua freschezza, la sfida è riuscire a fermarsi. 

Ci spostiamo verso la Tenuta di Valgiano, che si estende sulle colline lucchesi, a pochi passi dal mare, ma immersa negli Appennini. 

Uno dei loro cavalli di battaglia è proprio "Tenuta di Valgiano" rosso, composto dal 60 per cento Sangiovese, 20 per cento Syrah e 20 per cento Merlot, ha sentori di frutta matura, note spezziate e minerali. 

In bocca rimane la dolcezza del frutto e il retrogusto dei suoi tannini, che donano persistenza. Questo vino si posizionerà sempre su una tavola con eleganza ed estrema raffinatezza, il piacere di degustarlo non può svanire. 

Degno di nota Bolgheri, in particolare Grattamacco che è la seconda azienda per storicità della Doc Bolgheri, fondata nel 1977 dal bergamasco Piermario Meletti Cavallari. 

Nel 2022 viene comprato da Claudio Tipa, proprietario di ColleMassari. Concentrando le forze su il sontuoso Grattamacco rosso 2018, che viene dalle vigne più vecchie di Bolgheri, composto da Cabernet Sauvignon al 65 per cento, Merlot al 20 per cento e Sangiovese al 15 per cento, L'area situata sulla sommità di una collina che si affaccia sul mare tra Castagneto Carducci e Bolgheri è dotata di una buona ventilazione, il terreno è composto da un'ampia parte sassosa, quindi poca argilla che gli dona la mineralità, che si può gustare soprattutto nel tempo. 

Al naso si apre subito con un bouquet molto importante ed intenso, con sentori di frutti di bosco, arricchito da note balsamiche. Questo vino può cedersi e dare il massimo di sé davanti ad un piatto di selvaggina o di cacciagione, ma anche degustato solo per il piacere di farsi trasportare dalla sua complessità che sviluppa negli anni. Il Grattamacco rosso 2018, può arrivare al massimo delle sue capacità anche tra dieci anni, ma ciò non toglie che adesso racchiuda in sé un gusto sublime. 

Concludiamo con l'ultimo pezzo mancante, che davvero non può sfuggire ad una collezione di vincenti come quelli sopra citati. 

Arriviamo a Riparbella, con Caiarossa, è un'azienda che segue i principi dell'agricoltura biodinamica e biologica. 

Il loro Caiarossa rosso, è l'anima dell'azienda, taglio di vitigni internazionali e aggiunta di Sangiovese. Il filo che si estende in questo vino in sette varietà a bacca rossa presenti nel blend cede un'armonia e una complessità, ma allo stesso tempo freschezza e mineralità. 

Compromesso che spiazza chi lo degusta per la prima volta, rimane un ricordo nitido e preciso nella mente, che coinvolge tutte le papille gustative e porta al vero piacere.

L'ebrezza di questa esperienza si è estesa in un percorso sensoriale degno di nota, dove il protagonista è il vino, ma dietro ad esso le storie di persone che sono arrivate ad imbottigliare il piacere. 

Foto Ciprian Gheorghita

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