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L'evento

La parità tra i sessi nell’eros: Phyllis Margaret Dyason scrittrice controcorrente

venerdì, 11 marzo 2016, 16:41

di vinicia tesconi

Ha quasi 70 anni e non ne fa un mistero. Scrive romanzi erotici di natura fortemente autobiografica e neppure di questo fa un mistero – il nome inglese infatti non è un nome d’arte ma quello che le diede suo padre ufficiale dell’esercito britannico. Ha una vita piena di eventi e di sentimenti e ovviamente anche di rapporti veri, fisici, passionali perché è convinta, né è la prova vivente, che non c’è un’età stabilita per smettere di essere donna, per smettere di amare e soprattutto per smettere di ricominciare a mettersi in gioco. Per qualcuno le sue scelte potranno sembrare discutibili ma in fondo tutte le scelte lo sono; il messaggio positivo che tuttavia viene dalla sua esperienza resta innegabile: la vita è una partita che si può giocare in campo fino al fischio finale ed il solo allenatore che può mandarci nello spogliatoio siamo noi.

Phyllis Margaret Dyason è stata mamma e moglie fedele che ha accudito con dedizione il marito per il tempo di un matrimonio lunghissimo, adesso è nonna affettuosissima di un nipotino e giocatrice appassionata di Burraco. Ha avuto una importante esperienza nella politica che l’ha vista concorrere per il senato; ha vissuto in luoghi diversi seguendo le esigenze della sua famiglia e poi, dopo la fine del suo matrimonio si è stabilità a Marina di Carrara ed ha rinunciato a chiudersi in una non vita da passare come attesa di un trasloco definitivo ed ha invece iniziato una  vita e una carriera completamente nuove. La passione per la scrittura è figlia di questo suo nuovo inizio ed è imprescindibile dal suo nuovo approccio alla vita.

Come ha iniziato a scrivere?

Per caso, come accade spessissimo a molti scrittori. Ho sempre tenuto una specie di diario nel quale annotavo eventi, appuntamenti, pensieri ma senza mai pensare di farne qualcosa di pubblico interesse. Poi, un giorno di pochi anni fa, una persona appassionata di tarocchi e di divinazione, facendomi le carte, mi disse che avrei pubblicato un libro. E descrisse anche come sarebbe stato quel libro, compresa la copertina che mostrava un bacio tra due persone. La cosa era talmente lontana da me che pensai avesse veramente preso un abbaglio ma quando concluse parlandomi di un cassetto che conteneva il mio libro mi ricordai che il mio diario stava proprio nel cassetto del mio comodino. Ho cominciato a vederlo con occhi diversi e da lì a trarne spunti per raccontare la mia storia fino ad accorgermi che ormai avevo scritto un libro che parlava di una storia d’amore  della quale mi restava la foto di un bacio bellissimo, quella che appunto misi sulla copertina del mio primo libro: “Non aspetterò i tuoi novant’anni”.

Che cosa significa la frase che dà il titolo al libro?

E’ la frase che condensa un po’ il succo della storia d’amore che viene raccontata. La storia tra una donna più avanti negli anni con un uomo molto più giovane di lei che alla fine la lascia dicendole proprio quella frase.

Il libro che prende spunto dalla sua vita vera cerca di sfatare il tabù della donna più anziana che non può innamorarsi ed essere amata da un uomo più giovane. Perché questo pregiudizio è così duro a morire?

In realtà è un’idea fortemente anti femminista e discriminatorie nei confronti delle donne. La situazione rovesciata, cioè un uomo che sta con una ragazza molto più giovane di lui è un concetto che accresce la sua considerazione sociale. Una donna ageè che ha una relazione con un ragazzo è inaccettabile. Purtroppo anche per moltissime donne. E’ un po’ come se da sole ci precludessimo possibilità, emozioni, diritti ad amare ed essere amati solo per uno strano gioco di regole convenzionali.

Qual è la realtà che lei descrive nel suo romanzo?

La realtà è quella che ho vissuto e vivo quotidianamente. E’ quella di un mondo sommerso di uomini nel fiore della gioventù e della vita che spesso, quasi sempre, hanno relazioni con coetanee e che poi cercano invece storie con donne molto più mature per una serie infinita di mancanze vissute nel rapporto cosiddetto “istituzionale”. Uomini che cercano ascolto vero, comprensione, accoglienza.

Ma anche per loro poi l’accettare un legame solido con una donna molto più grande diventa difficoltoso.

Sì, spesso è così. Temono questo giudizio degli altri che si conforma a chissà quale regola non scritta e preferiscono tenere clandestine le loro storie. Questo tuttavia non le priva di autenticità nel sentimento. Infatti io descrivo spesso anche storie sentimentali vere nate in questo modo.

Qual è il  concetto di amore che esprime nei suoi libri?

L’amore è un sentimento che dilata il tempo ed il suo senso stesso. Può essere eterno e vero anche se dura il tempo di un secondo consumato nella passione più profonda. Io credo che ciò che spinge questi uomini a cercare donne più mature sia proprio l’amore.

Amore a cui le donne non devono rinunciare solo per questioni anagrafiche.

Assolutamente no. A nulla si deve rinunciare per questioni anagrafiche. La vita offre sempre possibilità ed emozioni. Sta a noi saperle e volerle cogliere.

Il mese scorso è uscito il secondo romanzo della Dyason “ L’amore ai tempi di Albert” che è il sequel del suo primo lavoro e che prelude al terzo conclusivo volume a cui l’autrice sta lavorando. Diversi riconoscimenti e premi nazionali hanno riscosso alcuni suoi racconti non di genere erotico che non è il solo campo esplorato dalla scrittrice.

 


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