Anno 1°

sabato, 6 giugno 2020 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

prenota

L'evento

Coronavirus? No, Xanax a gogo

sabato, 14 marzo 2020, 18:53

di aldo grandi

Sono come i coccodrilli. Prima li mangiano, poi piangono. Stessa cosa da queste parti. Prima li hanno terrorizzati, annunciando, lo abbiamo sentito e letto con i nostri occhi, milioni di morti nelle settimane successive, chiudendo ogni parvenza di vita quotidiana anche dove il Coronavirus, dati statistici alla mano, non si erano nemmeno accorti esistesse. Poi, adesso che si sono resi conto di aver creato un danno, paradossalmente, ancora più grande dello stesso virus, ma invisibile e non misurabile né, tantomeno, appetibile per gli avvoltoi della carta stampata e delle Tv, improvvisamente trasmettono i consigli per gli acquisti, ossia come affrontare ansia e attacchi di panico suscitati da questa emergenza che di emergenza, perdonateci, oltre al fronte sanitario, ha quello molto, ma molto più rischioso, strisciante e drammatico delle conseguenze delle misure adottate.

Qui, a nostro avviso, è necessario distinguere tra i doveri di un giornalista e quelli di un intellettuale. Ormai i giornalisti sono diventati solo e soltanto degli amplificatori, nella peggiore delle ipotesi e dei diffusori, nella migliore, di ciò che dicono altri, politici soprattutto, senza avere non solo la possibilità, ma nemmeno l'idea che si possa nutrire qualche dubbio. Essere giornalisti, in particolare in provincia, ma non soltanto, significa fare i passacarte, stare seduti davanti al monitor e pubblicare tutto quello che ti inviano i numerosi e, ormai, onnipresenti addetti stampa. Copia e incolla salvo, quando chi invia non sa scrivere, redazionare.

Per il resto siamo una struttura gerarchica dove gli incarichi sono quasi sempre distribuiti in maniera direttamente proporzionale non alle capacità, ma alla disponibilità a dire sempre di sì e a non mostrare segni di insofferenza verso chi è seduto al volante. Se qualche giovincello crede che fare questo mestiere sia la quintessenza della libertà se lo tolga dalla testa. Sono tutte stronzate.

Fatta questa premessa, noi riteniamo che il dovere di chi utilizza la parola sia quello, in particolare, di stimolare la riflessione, anche, quando necessario, provocando senza, ovviamente, utilizzare trucchi o messinscene.

Tornando al Coronavirus, siamo arrivati ad una sorta di atmosfera surreale. Siamo usciti a fare un giro e abbiamo visto lunghe code di fronte ai supermercati dove la distanza osservata non è di un metro, ma anche di due, a volte tre metri. Noi stessi, in attesa di fronte ad un negozio di verdura in città, a una distanza di un metro e mezzo, abbiamo notato la persona che ci stava di fronte fare qualche passo in avanti per distanziarsi ancora di più.

E questi dementi in giacca e cravatta a 12 mila euro al mese vengono a parlarci di solidarietà, di unità nazionale, di forza morale. Buffoni. Hanno ridotto l'Italia ad un lazzaretto e adesso chiedono aiuto. Non c'è una sola persona che accetterebbe, adesso, di allungare anche una sola mano per aiutarne un'altra che dovesse avere bisogno in mezzo a una strada, magari a causa di una caduta o di un incidente. Tutti hanno paura di tutto. 

Stanno predisponendo l'eventuale arrivo di forze militari qualora dovessero avvenire assembramenti spontanei per qualunque motivo. Ricordiamo che, all'indomani della caduta di Mussolini e del fascismo, il 25 luglio 1943, gli italiani si dettero, si fa per dire, alla pazza gioia, credendo che la guerra e le sue tragedie fossero finite. Invece erano appena cominciate. Anzi, proprio dal 25 luglio e mentre la classe dirigente e la monarchia stava preparandosi la fuga a seguito dell'armistizio, vennero uccisi senza alcuna pietà migliaia di italiani colpevoli solo di credere che era tornata la libertà. E, con essa, la giustizia.

Perché questi riferimenti storici?

Sempre per riflettere e porre domande.

Dialogo, ieri sera, telefonico, con un amico impiegato dello stato: Aldo famo a capisse. A me che sono impiegato statale che cazzo me frega se mi mettono a casa? Anzi, ci sto, ma bene. Leggo, ascolto musica, mi rilasso e quando mi ricapita? Tanto a fine mese lo stipendio lo riscuoto lo stesso. Ma quelli che vivono di turismo, di ristorazione, di vendita con negozi che sono chiusi, quelli che se non lavorano non mangiano, ma come fanno? Ma come cazzo si fa a chiudere, ad esempio, la Basilicata che ha appena dieci contagi come se fosse la Lombardia?.

Appunto. Considerazioni populiste dirà qualcuno, menefreghiste osserverà qualcun altro, di pancia obietteranno i soloni della Sinistra che con lo stato vanno a braccetto da sempre. Eppure considerazioni veritiere. Hanno commesso uno dei più grandi errori, ossia trattare allo stesso modo situazioni diverse, con quella mania della omogeneizzazione e della omologazione tanto cara a queste latitudini, dove i meriti finiscono per essere appiattiti in nome di una eguaglianza senza senso che altro non fa se non aumentare frustrazione e necessità di affidarsi agli Xanax di turno.

Ecco, veniamo allo Xanax. C'è un questionario che gli psicoterapeuti e non solo sottopongono ai propri pazienti, comprendente oltre 530 domande cui rispondere senza soluzione di continuità. Ebbene, pochi, pochissimi riescono ad ottenere un punteggio 'normale'. La stragrande maggioranza accusa stati di ansietà di vario livello che si manifestano nella quotidianità e che vengono considerati, da ciascuno, inevitabili andicap o caratteristiche del proprio comportamento.

In questo momento di allarme isterico e generalizzato, dove gli imbecilli e i bastardi del PUD si divertono a sparare cazzate senza nemmeno pensare alle conseguenze, le persone sono passate da livelli bassi di ansietà a livelli di vera e propria psicosi. Che si riflette, inevitabilmente, su tutti gli aspetti della propria esistenza a cominciare dai familiari.

Ora, se foste un ristoratore, un artigiano, un commerciante, un piccolo imprenditore come vivreste la vostra quotidianità di fronte a quello che questa razza di incapaci ha disposto per tutto lo Stivale? Altro che Xanax. Un altro problema è il sonno. C'è gente che non dorme pensando alle preoccupazioni del futuro.

Intanto guardate la Germania? 550 miliardi di euro e aiuti illimitati alle imprese. E 'sti cazzi con l'Ue tanto l'Ue sono loro.

E Conte e la sua truppa che fanno? Sospendono le bollette e rinviano tasse e imposte. Vi rendete conto? Cosa vuol dire sospendere il pagamento dei debiti fiscali? Ve lo diciamo noi. Prenderlo nel culo a effetto ritardato. Cancellare avrebbero dovuto dire, già, ma poi chi li sente quelli della Bce e dell'Unione Europea, i nostri nuovi fratelli, quelli che i politicanti da stra(c)azzo amano definire la nostra nuova patria?

Gente, date retta: qui, con questo Coronavirus, l'unico risultato che hanno ottenuto è di piegare e, a molti, di spezzare la schiena alla gente comune che, così, avrà molta meno voglia e pancia per protestare. Guardate le statistiche della malattia, guardate i numeri che non  mentiscono mai, ma guardate anche quelli dell'economia reale perché è vero che non si deve morire di Coronavirus, ma non per questo bisogna morire di fame. 


Questo articolo è stato letto volte.


prenota_spazio

prenota

prenota

prenota_spazio

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara


Altri articoli in L'evento


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara


venerdì, 5 giugno 2020, 09:44

I finalisti della prima edizione del festival del fumetto

Il comitato organizzativo del premio letterario "Nuvole a Montereggio – Il Paese dei Librai", promosso dalla pro loco, dall'associazione "Le Maestà di Montereggio" e dall'associazione Fiera del Libro di Genova, annuncia la selezione dei cinque candidati alla fase finale della prima edizione nell'ambito dell'omonimo festival del fumetto


venerdì, 5 giugno 2020, 09:43

Rosetta e i misteri (risolti) delle comete

L'appuntamento on line col planetario di Marina di Carrara, avrà questo venerdì il tema "Rosetta e i misteri (risolti) delle comete: intervista con Marco Fulle (ESA)"


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara


lunedì, 1 giugno 2020, 13:03

L'eterno mito della Sirena delle Apuane rinasce nell'opera della giovane artista Laura Lorenzini

Quando Carrara, Apuane, leggenda e arte si danno la mano. L'antico mito della Sirena rinasce a nuova vita liberamente interpretato e cristallizzato in un pregevole carboncino su carta dall'artista viareggina e carrarina Laura Lorenzini, in arte Nadine. L'opera è intitolata “La Sirena apuana”


lunedì, 1 giugno 2020, 09:31

Nei Pascoli tra Lunigiana e Val di Vara: un’altra proposta dell’Alpinismo Lento nella Fase 2 del Covid-19 verso il ritorno alla normalità

Prosegue l’impegno dell’associazione Mangia Trekking nel progetto sportivo-culturale, sviluppato tra i Parchi del mare, delle valli e delle montagne (Appennino Tosco Emiliano, Cinque Terre, Porto Venere, Montemarcello Magra Vara ed Alpi Apuane)


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara


venerdì, 29 maggio 2020, 13:29

Il Parco Nazionale interviene sul faggio monumentale di San Romano Garfagnana

L'albero monumentale è un sistema vivente complesso, un individuo unico che va accompagnato con la massima attenzione nel suo naturale processo evolutivo, anche quando l'albero si avvia a morire


mercoledì, 27 maggio 2020, 17:55

Mojito: la quarantena di due fratelli carraresi raccontata al ritmo di reggaeton

L’appuntamento è per venerdì 29 maggio quando su tutte le piattaforme digitali, da Spotify a Apple Music a itunes, uscirà Mojito, la canzone che Roberto e Francesco Baratta, in arte Roby e Frank, hanno scritto durante i due mesi di lockdown per il coronavirus


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara