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L'elogio della follia

domenica, 8 marzo 2020, 11:26

di aldo grandi

Questo articolo non vuole fare polemiche inutili né, tantomeno, minimizzare una emergenza sanitaria che, indubbiamente, esiste. Vuole, tuttavia, cercare di vedere oggettivamente la realtà al di fuori di ciò che, soprattutto i mass media, stanno fornendo alla popolazione. Siamo diventati, paradossalmente, un Paese di appestati dei quali, oltre 60 milioni di persone, nemmeno hanno i sintomi della malattia. Cosa sarebbe accaduto se si fosse trattata di una epidemia letale con tassi di mortalità vicini al 50 per cento?

 

- Dati ufficiali (fonte Istituto Superiore di Sanità)

Il 5 marzo, l’Istituto superiore di Sanità ha reso pubblico l’identikit di 105 (su 197) morti per coronavirus

  •  l’età media dei pazienti deceduti è 81 anni

  • la maggior parte dei decessi — 42.2% — si è avuta nella fascia di età tra 80 e 89 anni

  •  il 14.1% sopra i 90 anni

  • il 67.2% dei casi di morti con il Coronavirus avevano tre o più patologie preesistenti: il numero medio di patologie osservate nei deceduti è di 3,4 cioè avevano almeno altre tre malattie gravi.

  • l’ipertensione era presente nel 74,6% del campione, seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%).

Quindi sono morte (purtroppo) persone molto anziane che avevano anche molte e gravi patologie.

Con i dati attuali si potrebbe pensare che la malattia non è mortale a meno che non si sia molto anziani e con un quadro clinico già gravemente compromesso; come per qualunque altra sindrome influenzale stagionale.

  • Dati ufficiali italiani e dati degli altri paesi europei

  • (della Johns Hopkins University pubblicati dal Corriere della Sera al 3 marzo)

I dati ufficiali rilevati e pubblicati, relativi all’ Italia, presentano sostanziali anomalie rispetto a quelli di tutti gli altri paesi europei, e no, per tre aspetti:

1 – tasso di mortalità

2 – tasso di ricovero ospedaliero

3 – tasso di guarigione

A solo titolo di esempio si confrontano i dati italiani con quelli di Germania, Francia, Spagna e UK ma il confronto resta valido per tutti gli altri paesi europei.

 

(dati al 3 marzo 2020)

Contagiati

Attualmente positivi

Attualmente ricoverati

Deceduti

Italia

4636

3916

523

197

Germania

670

653

17

0

Francia

653

632

12

9

Spagna

401

394

2

5

UK

164

154

8

2

 

 

Italia

Germania

Francia

Spagna

UK

Tasso di mortalità

4,25%

0,00%

1,38%

1,25%

1,22%

Tasso di ricovero

13,36%

2,60%

1,90%

0,51%

4,88%

Tasso di guarigione

15,53%

2,54%

3,22%

1,75%

6,10%

 

L’indice di mortalità italiano (circa 4,25%) è superiore, e di molto, anche a quello di Cina (3,8%), Corea del Sud (0,6%), Iran (2,5%), Giappone (1,3%) e di tutti gli altri paesi del Mondo.

-----------------------------

Domande

  1. Perché il coronavirus è così drammaticamente più mortale (3/4 volte maggiore) in Italia degli altri paesi Europei?

  2. Perché il coronavirus ha una percentuale spaventosamente più alta di ricoveri ospedalieri in Italia, spessissimo in terapia intensiva, degli altri paesi europei?

  3. Come mai una malattia che in Italia appare così più mortale, e giudicata spesso da ricovero, ha nel contempo un tasso di guarigione così straordinariamente più alto (fortunatamente) di quello degli altri Paesi?

  4. Sarebbe utile conoscere sulla base di quali ragioni scientifiche/mediche un paziente (età media 81 anni) con 3 o più patologie gravi (il 67.2% dei casi), oltre il coronavirus, è stato dichiarato deceduto per coronavirus? E’ possibile che il paziente deceduto avesse il coronavirus ma la causa principale della sua morte non sia stata il coronavirus?

  5. I protocolli per il ricovero e per la dichiarazione di causa della morte sono omogenei sul territorio nazionale e sono stati comparati con quelli utilizzati negli altri paesi europei che hanno numeri e indicatori nettamente differenti dai nostri?

  6. Come mai i parametri di mortalità e di ricovero negli altri Paesi Europei farebbero assimilare il coronavirus all’influenza stagionale (i numeri sono simili) mentre i dati italiani farebbero classificare il coronavirus come più vicino al tasso di mortalità del SARS-CoV, coronavirus che si è diffuso da novembre 2002 a luglio 2003 (tasso di mortalità 9,6%),?

  7. E’ possibile che queste sostanziali differenze, tra l’Italia ed il resto dell’Europa almeno, nella “gestione” politica e tecnica del coronavirus possano avere delle pesanti conseguenze socio-economiche sulo nostro Paese nei mesi futuri?

  8. In un paese come l’Italia di oltre 60 milioni di abitanti una malattia che tocca 5.000 persone e provoca circa 200 morti (il ragionamento resta valido anche se nei prossimi mesi i numeri dovessero aumentare in maniera importante) e quindi ha:

 

Diffusione

1 malato ogni 12.000 abitanti

Mortalità

1 deceduto ogni 300.000 abitanti

 

è motivato che abbia richiesto misure come quelle messe in atto, solo in Italia, e ritenute da molti in grado di pregiudicare il futuro stesso del Paese?

 

  1. Se la risposta è SI.

Influenza

Le stime del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, ci dicono che in Italia ogni anno circa il 9% della popolazione è colpito dall’influenza, (circa 5.4 milioni di italiani) e si hanno un numero di decessi che oscilla tra i 4 mila e i 10 mila!! calcolando anche chi ha sviluppato complicanze gravi a causa dell’influenza, si chiede come mai negli anni passati non si sono prese misure neanche lontanamente paragonabili a quelle attuali pur con un numero di morti così straordinariamente elevato (4/10 mila morti), e preventivabile, dovuto a un virus influenzale?

  1. La percezione che ha il resto del mondo oggi sulla situazione, a seguito del coronavirus, del nostro Paese è una logica conseguenza fondata scientificamente sulla specificità della malattia e della situazione sanitaria dell’Italia o è una conseguenza di una diversa gestione dei nostri politici, medici e media, che non trova analogie con altri Paesi europei e non?

 

E’ una battaglia persa!!

De Luca presidente della Regione Campania fa un comunicato delirante su facebook ..” per la Campania sono ore delicate..” e “ i Campani dovrebbero cambiare le proprie abitudini”..dice sempre De Luca ed ha emanato un’ordinanza con cui si chiudono le discoteche e i locali di svago che non riescono a garantire le misure necessarie ad evitare un eventuale contagio da Covid-19

I dati della protezione civile dicono che in Campania, su 5.800.000 abitanti, ci sono:

Circa 70 casi di coronavirus, di questi 20 in ospedale e (0) zero morti e uno guarito.

Forse De Luca è meglio che dica ai campani di cambiare vita con la camorra, per esempio, che nel 2019 nella sola provincia di Napoli ha fatto 6 morti!!!


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