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L'evento

Montignoso dona a Cuba "El Che", realizzando una scultura con tecnica innovativa

giovedì, 10 giugno 2021, 10:10

di francesca vatteroni

Nell'epoca dello scisma tra scienza e umanesimo, nell'epoca del tramonto del sogno di una società egualitaria sacrificata sull'altare del profitto e della tecnologia, Giuseppe Bartolazzi e Clara Tesi sfidano il tempo moderno per cercare di gettare i semi di una visione diversa del futuro e realizzano così "Il sogno del Che": una scultura in marmo di Carrara molto particolare, creata con tecniche speciali di cui non è dato sapere, alta due metri che rappresenta i tratti del rivoluzionarioguerriglieroscrittorepolitico e medico argentino Che Guevara.

"Il sogno del Che" troverà collocazione proprio all'Avana ed è un'opera insolita, diversa dalle altre, perché realizzata con una tecnica brevettata dai due stessi artisti, nella vita marito e moglie: una tecnica che permette di trasformare l'aspetto dell'opera attraverso la diversa intensità della luce che arriva durante il giorno e che man mano, calando nelle tenebre, dona all'opera l'aspetto di una risplendente olografia tridimensionale visibile di notte. Il comune di Montignoso e la provincia di Massa-Carrara accolgono così a braccia aperte il progetto di donare una statua ideato da Cospe, onlus con sede a Firenze che promuove il dialogo fra le persone e fra i popoli, e inaugurano con questo dono un programma di scambi formativi fra istituzioni italiane e toscane con la possibilità di coinvolgere l'Accademia di Belle Arti di Carrara.

"Il ministero della Cultura di Cuba e la provincia dell'Avana hanno già approvato la donazione e il trasferimento della scultura sarà realizzato non appena le restrizioni adottate dal governo cubano per fronteggiare l'epidemia lo consentiranno" scrive in una lettera indirizzata al sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, il presidente di Cospe Giorgio Marchini.

Due sono gli aspetti da evidenziare di questo progetto. Il primo lo spiega Marchini del Cospe, e ruota attorno alla figura tanto discussa del Che, diventato dopo la sua morte un simbolo iconografico con valenze anche politiche: "Nel sogno rivoluzionario di Ernesto Che Guevara c'è un aspetto meno conosciuto ma di grande importanza : la sua visione dell'arte come valore fondante della società capace di tradurre la bellezza in linguaggio universale e renderla fruibile per tutte le persone. Una visione che nei primi anni della rivoluzione si concretizzò nella decisione di trasformare il più grande campo da golf dell'Avana da club esclusivo per ricchi turisti nella più grande scuola d'arte del mondo, Las Esculeas de arte de Cubanacan, aperta a tutti i giovani e le giovani cubane, dell'America Latina, del mondo intero. A questo sogno rivoluzionario del Che si richiama il progetto promuovendone la realizzazione attraverso l'incontro e la collaborazione fra artisti italiani e cubani".

L'altro aspetto, non meno "sognatore" è la filosofia a cui si lega l'opera della coppia toscana di artisti Bartolozzi-Tesi di cui ci spiega la trama una loro studiosa, sui quali ha scritto due libri: la professoressa, presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara, Anna Vittoria Laghi.

Ci siamo infatti dimenticati col passare del tempo che anticamente l'arte e la scienza erano fuse insieme, che l'artista era l'alchimista e viceversa. Da Caravaggio che impiegò, dopo ricerche e studi sulla luce, un distillato di lucciole nei suoi dipinti dove si sono scoperti tracce di materiali fotosensibili, a Michelangelo che, attento alla scienza e alla tecnica, in un sonetto osservava come lavorando un blocco, la superficie inevitabilmente aumenti: gli artisti sono sempre stati dunque anche ingegneri, alchimisti, studiosi e soprattutto anche poeti. "Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi-descrive la loro arte e la loro invenzione, la professoressa Laghi-introducono la poesia come elemento di intuizione dell'opera: l'arte deve essere bellezza e ritrovano la bellezza a cui loro aspirano nella Natura. Si pongono quindi contro l'arte odierna che si traduce troppo spesso in trovate o in negazione della bellezza. Loro criticano la società di oggi perché non ama la cultura-spiega la docente-in tutte le loro poesie che anticipano e raccontano le loro opere, si nota e si sottolinea questo: come i giovani non siano formati dal punto di vista culturale. Un elemento fondante della loro visione-ha proseguito Laghi- è la Natura, che è vita e bellezza. Loro ci dicono: osservate la Natura con i loro mutamenti, vi mostra i mutamenti della vita e quindi il segreto della vita stessa. Per esempio loro adorano Michelangelo-ha spiegato ancora la docente- perché aveva ribaltato il concetto di luce nella scultura, perché non andava più a porre ma a levare, l'immagine la vedeva già scritta nel marmo". Laghi, prendendo spunto da Michelangelo, è poi passata a descrivere proprio la tecnica innovativa creata dalla coppia di artisti:"E' un'invenzione che mostra la grande capacità di pensiero e la capacità di rapportarsi con la scienza, con la sperimentazione scientifica: una tecnica in negativo dove la luce sprigionata fa emergere le fattezze del Che in  modo straordinario".

E il loro pensiero lo ascoltiamo dalla voce stessa di Giuseppe Bartolozzi che racconta come dovrebbe viversi l'arte:"Impugnando l'antidoto della cultura vera e libera contro il paradigma imperante che trasforma l'uomo e i suoi valori in prezzata merce, sotto il dettato del marketing che comanda le realizzazioni artistiche di ogni dove piegandole alla omologazione del gusto, verso un solo e povero sentire. Il prezzo ha sconfitto il valore, la poesia e la bellezza sono sui banchi del mercato e i giovani artisti dismetto la ricerca dell'archetipo, attratti dal piffero di un bello che piace". Fa riflettere la risposta sul marmo di Carrara data a un giornalista dal rinomato artista, spesso amato e ricercato ospite presso Biennali e mostre internazionali:"Il marmo di Carrara è diventato il meglio del mondo per gli artisti che lo hanno usato: il nostro paese non può fondarsi sull'industrializzazione, è follia, siamo il paese della bellezza: la bellezza è la nostra materia prima".

L'opera verrà mostrata al pubblico per la prima volta presso Villa Schiff sabato alle 19:30, resterà una settimana, poi andrà a Firenze per 3 settimane, per prendere in seguito il volo verso Cuba.

 


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