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Lunigiana

I pendolari della Pisa-Lucca-Aulla in coro: “La situazione è decisamente peggiorata”

sabato, 19 gennaio 2019, 10:04

di michele masotti

Passano gli anni ma le criticità e i disagi sulla linea ferroviaria Pisa-Lucca-Aulla, specialmente in Garfagnana e in Lunigiana, anziché essere prontamente corretti, aumentano sensibilmente. Studenti e  lavoratori sono stufi di una tale situazione, ormai consolidata nel corso degli anni, come se queste zone fossero dimenticate da chi dovrebbe fare sì che tutto si svolga nella maniera corretta. La prima assemblea dei pendolari, tenutasi presso la “sala Suffredini” a Castelnuovo di Garfagnana e convocata dal rappresentante del comitato di coloro che fruiscono dei servizi della suddetta linea, Michel Rocchiccioli, ha evidenziato le tante e continue problematiche sempre all’ordine del giorno. Gli altri incontri saranno svolti, nei prossimi mesi, rispettivamente a Pieve S. Lorenzo, Piazza al Serchio e Fornaci di Barga. Un dato che fotografa bene l’attuale situazione è quello inerente alla puntualità, sotto l’80 per cento su questa linea.

La nota stonata della serata, come confermato dagli organizzatori, è stato l’esiguo numero di partecipanti, alla luce del bacino di utenza della linea Lucca-Aulla. Anche i sindaci della Garfagnana, fatta eccezione per il primo cittadino di Fosciandora Moreno Lunardi, invitati a presenziare alla serata, non hanno risposto all’invito. “Avevamo richiesto la partecipazione dei sindaci di Careggine, Castelnuovo, Vagli, Pieve Fosciana e San Romano Garfagnana”- ci rivela Michel Rocchiccioli- “ma purtroppo nessuno di loro ci ha risposto. Ultimamente si tende a polemizzare su altre questioni invece che focalizzarsi su questi continui ritardi che arrecano danni, anche in prospettiva futura, ai nostri territori.”  L’elenco delle segnalazioni emerse nell’ora di confronto è particolarmente corposa.

Si parte dal famelico treno 6956 (che parte da Pisa alle 5.23), soppresso due volte nella scorsa settimana, ai problemi di alcuni apriporta delle sale di aspetto, passando per i 6953 e 6827 effettuati con un solo Swing fino ad arrivare ai rallentamenti sulla linea Pisa-Aulla. Soppressioni e cancellazioni che, in alcuni casi, sono dipese da guasti mentre in altri il motivo va ricercato nella presenza del ghiaccio sui binari; propria questa è una delle casistiche che impedisce ai viaggiatori di avere l’indennizzo della corsa persa da Trenitalia. Le ferrovie dello stato, infatti, concedono il rimborso quando si verificano situazioni, vedi guasto di un passaggio a livello non provocato da un fattore terzo, imputabili a Trenitalia. Un ulteriore eccesso di burocrazia, una costante in Italia, è svelato dal fatto che le “scaldiglie” sui treni vengano accese soltanto se la temperatura sia sotto lo zero.

Rimanendo sempre in tema di clima rigido, i ritardi e le cancellazioni di treni potrebbe aumentare in base al grado di allerta neve. Se ci sarà un’allerta lieve saranno a rischio il 30 per cento delle corse mentre, qualora ci fosse un’allerta di tipo arancione, la percentuale toccherebbe il 50 per cento. Un vero e proprio salasso. I problemi che colpiscono, giocoforza, pure gli studenti. Una rappresentanza di genitori degli alunni dell’ITI Ferrari di Borgo a Mozzano ha espresso il proprio malumore per i cronici ritardi, anche di un quarto d’ora, ai quali va aggiunta la mancanza di un bus che trasporti gli studenti a scuola. “Un disagio simile” –ha chiosato Rocchiccioli- “vede vittime anche coloro che studiano all’Agrario di Fivizzano: in quel caso, comunque, la scuola ha messo a disposizione dei bus. Se vogliamo fare sentire la nostra voce è necessario trovare una comunione di intenti tra i pendolari e le amministrazioni della zona.”

Serve quindi una maggiore capacità gestionale di Trenitalia per evitare che tutti questi problemi possano minare il diritto allo studio e al lavoro. Delle concrete risposte devono arrivare al più presto per fare sì che ogni viaggio non diventi un’odissea per i pendolari.


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