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Lunigiana

Italia Viva: “Mantenere gli ospedali della Lunigiana anche dopo l’emergenza coronavirus”

venerdì, 3 aprile 2020, 15:38

Da Italia Viva Massa Carrara arriva il plauso all’ impegno preso dal governatore Rossi nei confronti della provincia che è risultata essere  una delle più colpite a livello regionale e alla riapertura degli ospedali di Pontremoli e di Fivizzano per le patologie no-covid. “Non ci stancheremo mai di ribadire – hanno detto da Italia Viva -  che gli ospedali di Pontemoli e Fivizzano, per essere effettivamente di ausilio al Noa, unico ospedale covid della provincia, devono essere messi in condizione di riconoscere i pazienti covid e no covid e gestire, in sicurezza, solo questi ultimi.”

La richiesta di Italia Viva è quindi quella di realizzare triage e percorsi separati,  covid – no covid, rispettando gli accordi iniziali per   preservare la salute dei pazienti e  degli operatori sanitari e garantire l’efficienza dei due ospedali della Lunigiana, importantissime strutture di sostegno. “ Gli operatori devono poter lavorare in sicurezza – hanno ribadito da Italia Viva -  e ciò avviene solo dotandoli dei presidi necessari, che  ancora mancano, come confermano le notizie di reparti in sofferenza, a corto di mascherine FFp2 e FFp3,  e quelle relative ai  medici di base e al personale volontario in prima linea nelle gestione dell’ emergenza sanitaria. Non è più accettabile che a distanza di un mese dall’inizio dell’emergenza, tutti i pronti soccorso della provincia non siano ancora stati messi nelle condizioni di poter individuare autonomamente la tipologia di paziente, se covid o no covid e lavorare in sicurezza.” L’appello accorato di Italia Viva è alla regione affinchè faccia arrivare al più presto i tamponi e i dispositivi di protezione  per gli operatori sanitari e per i cittadini. Approvato da Italia Viva l’utilizzo  delle strutture Don Gnocchi per le cure intermedie, ma  con l’obbligo di rafforzare di pari passo le strutture già esistenti.

“Il personale che si occuperà delle cure intermedie – hanno spiegato da Italia Viva -  non può però essere delegato alla Don Gnocchi che ha un’ altra missione sul nostro territorio, quella riabilitativa, ma deve essere personale dell’ Asl.”. Solo con personale della Asl si avrà la garanzia, anche per la riapertura del secondo piano della Don Gnocchi di Fivizzano, che i reparti resteranno aperti anche dopo la fine dell’emergenza coronavirus.  Secondo Italia Viva, infatti,  è necessario, a questo punto della pandemia, riflettere e prendere atto dell’ importanza di tutti gli ospedali del territorio provinciale considerando le criticità dovute alle precedenti politiche regionali emerse adesso e valutando la possibilità che circostanze simili possano riproporsi anche in futuro. “Sarebbe  opportuno  - hanno continuato da Italia Viva - pensare anche all’ apertura di centri specializzato in provincia, contro le epidemie .Non è più il momento di impegni generici, tra l’ altro emersi solo in un clima di emergenza, ma è necessaria una rivisitazione completa di tutto ciò che è stato fatto fino ad ora. L’ospedale delle Apuane, che sta egregiamente sopportando l’emergenza covid va aiutato.Gli ospedali della Lunigiana, devono funzionare, e farlo da ora, e non essere poi depotenziati finita la fase di emergenza. Basta proclami, ma impegni concreti.”.


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