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Lunigiana

Ospedali, il rammarico dei sindaci del centrodestra: “Direttore Asl non pervenuto”

mercoledì, 11 novembre 2020, 14:43

di michela carlotti

La conversione in medicina-covid del reparto ospedaliero di Pontremoli, è stata criticata dai sindaci lunigianesi del centrodestra il giorno stesso in cui è avvenuta: senza coinvolgimento delle parti interessate, a cose fatte.

Questo è l’errore di metodo contestato ad Azienda Usl e Regione Toscana dai sindaci Lucia Baracchini, Riccardo Ballerini, Filippo Bellesi, Renzo Martelloni, Matteo Mastrini, che sono intervenuti immediatamente, denunciando l’assenza di concertazione in una scelta sbagliata dunque nel metodo oltreché nel merito.

Una forzatura fatta su entrambe le strutture sanitarie lunigianesi, quali appunto il presidio ospedaliero di Pontremoli ma anche il polo riabilitativo Don Gnocchi di Fivizzano che, secondo i sindaci, avrebbero ben altra vocazione.

Sulla questione degli ospedali lunigianesi, i sindaci pensavano di poter ragionare “a bocce ferme” nel corso dell’appuntamento con la direzione Aziendale fissato per la mattinata di ieri. Ma prima di ieri, la conversione era già avvenuta.

Oltretutto, un altro errore di metodo si è aggiunto ieri al precedente: “Abbiamo partecipato alla videoconferenza sull'ospedale di Pontremoli organizzata dalla Società della Salute. A questo incontro, da giorni, era stata preannunciata la partecipazione del direttore dell'Azienda Usl Toscana Nord-ovest, Maria Letizia Casani”. E invece, Casani non pervenuta!

“La sua assenza non ci ha purtroppo consentito di avere risposta a tutte le domande che avremmo dovuto porle” - hanno commentato i sindaci.

“Senza confronto, senza concertazione, senza partecipazione, per noi non è possibile comprendere le scelte dell'Asl e della Regione. Ancora più difficile è rassicurare i cittadini sull'erogazione dei servizi che l'ospedale normalmente fornisce a malati oncologici, diabetici, cardiopatici”.

“Prendiamo atto quindi – hanno affermato i cinque sindaci – che da ieri l'ospedale di Pontremoli assolve, almeno in parte, la funzione di Covid. Una situazione complessa sulla quale anche il personale sanitario ed i pazienti hanno espresso le loro perplessità”.

Per i sindaci, la giusta soluzione sarebbe stata un’altra e l’hanno voluta ricordare con il rammarico di non averne vista percorsa la strada: “A pochi chilometri da noi, sempre nella nostra Asl, per la precisione a Lucca, si è investito su un immobile dismesso per trovare 120 posti letto Covid. Questo sarebbe stato il modello giusto anche per la Lunigiana, questo era il modello annunciato più volte, sia in primavera, sia in ottobre, per evitare di indebolire sanità territoriale”.

Dopo il rammarico, l’impegno dei sindaci a perorare la causa: “continueremo a chiedere di assicurare tutte le cure ai pazienti lunigianesi presso l'ospedale di Pontremoli e di concentrare tutte le necessità Covid al vecchio ospedale di Massa, dove sono stati spesi 2,5 milioni e che al momento non viene utilizzato nella modalità che era stata preventivata, ma per le cure intermedie”.

Infine, un cenno ai propositi più volte annunciati dall’Azienda Usl: “Diceva che avrebbe assorbito tutti i pazienti Covid della provincia, in maniera tale da non sguarnire l'offerta sanitaria del territorio”. Propositi poi smentiti dai fatti.


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