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Lunigiana

L’allarme Cisl sulla sanità: “C’è la corsa a creare nuovi posti-letto, ma poca attenzione al personale”

venerdì, 13 novembre 2020, 17:09

di michela carlotti

Al tempo del covid, dirà la storia postuma, non si poteva scendere in piazza per manifestare. Ma se questa forma di espressione massiva della protesta è vietata dalle attuali restrizioni, la CISL Fp sta manifestando con indefessa tenacia per rappresentare il disagio del personale della sanità, in tutte le forme di protesta consentite, con scioperi, presidi, comunicati, videoconferenze.

Il segretario provinciale Cisl FP, Enzo Mastorci, ci ha fatto sapere che, unitamente alle altre sigle sindacali, è in atto un grande impegno a sostegno del disagio che sta affliggendo tutto il personale della sanità.

Disagio che si articola almeno su due livelli, come ha spiegato Mastorci: “Per quanto riguarda il livello più locale, ci hanno stupito le motivazioni del governatore della regione Toscana, Eugenio Giani, laddove si lamentava di non trovare sufficiente personale nelle corsie. C’è la corsa da parte delle Aziende Usl ed anche da parte della politica, verso la creazione di nuovi posti letto, verso nuovi spazi, c’è grandissima attenzione verso le terapie intensive”.

Tutto giusto, secondo Mastorci che però aggiunge: “Ma non c’è stato un pensiero, non c’è un pensiero, verso tutto il personale del territorio che sta soffrendo e sta lavorando a ritmi incessanti. Bisogna pensare anche a questo, ad un potenziamento delle usca, del personale dell’igiene e della prevenzione, di tutto il personale del territorio: perché quando arriviamo alle terapie intensive, abbiamo già fallito due livelli di intercettazione della malattia”.

Per quanto riguarda l’Azienda Usl Toscana nordvest, dal 1 gennaio 2020 sono state assunte 1476 persone. Per citare le professioni dove i numeri sono più importanti: 645 infermieri, 294 Oss, 307 medici.
Però, Mastorci aggiunge:“Delle 1476 assinzioni, 890 sono state le cessazioni: pertanto, il saldo attivo di personale sanitario è di poco più di 500 persone. Oltretutto, di queste 500 persone, ad oggi abbiamo 112 persone che hanno contratto il covid”.

Il segretario provinciale, inoltre, è tornato ad attenzionare il bisogno di stabilizzare ed anche di internalizzare lavoratrici e lavoratori dei CUP che proprio oggi sono stati chiamati allo sciopero verso un contratto multiservizi che non appartiene a queste professionalità. “La regione Toscana – ha commentato Mastorci - deve attenzionare anche queste figure che sono la prima interfaccia di noi cittadini, la prima interfaccia del malato”.

Oltre a tutto questo, c’è poi un più generale disagio della sanità, che si articola su un livello non prettamente locale, ovvero, come spiega Mastorci: “Sul livello nazionale, che vede il governo tentennare rispetto alla necessità di rinnovare i contratti che sono scaduti da due anni ormai, che hanno bisogno di una loro revisione economica ma soprattutto necessitano di una revisione delle professioni tecniche, infermieristiche e Oss. Questi ultimi, gli operatori socio-sanitari, hanno bisogno di percorsi formativi che valorizzino le competenze assunte negli anni: va a loro riconosciuto soprattutto il ruolo sanitario che oggi non hanno. Dobbiamo uscire dall’ambiguità contenuta nella l. 3/2018”.

Sempre sul piano nazionale, secondo Mastorci: “E’ necessario un piano straordinario delle stabilizzazioni dei precari della sanità: troppa sanità è affidata a personale precario. Abbiamo la necessità di garantire condizioni di sicurezza a tutte le lavoratrici e lavoratori della sanità: sicurezza nella fornitura e nell’utilizzo dei DPI, sicurezza nella somministrazione di test sierologici che devono essere somministrati in maniera sistematica e ricorrente. Le Aziende USL devono mettere in campo un supporto tecnico e soprattutto psicologico per il personale della sanità che sta sopportando un carico di lavoro enorme”.

“E’ necessario – ha concluso Mastorci - sia dal governo centrale sia dal governo regionale toscano, mettere in campo risorse per riconoscimenti economici supplementari per questo enorme sforzo che sta facendo il personale sanitario tutto”.


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