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Lunigiana

Sinistra Unita per Fivizzano: “I presidi territoriali vanno rafforzati, non indeboliti”

lunedì, 9 novembre 2020, 19:02

E’ la volta del gruppo “Sinistra Unita per Fivizzano” che, come altre parti politiche che si sono già espresse o continuano ad esprimersi sul tema, interviene oggi sulla questione della conversione in reparti-covid di alcune corsie degli ospedali di Pontremoli e Fivizzano.

“Abbiamo qualcosa da dire sulla sanità lunigianese, e nello specifico interveniamo sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Direttore generale dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, in merito alle indicazioni della Regione Toscana per affrontare l'emergenza Covid: indicazioni - prosegue il gruppo - che propongono reparti Covid in tutta la rete ospedaliera, indicando in maniera esplicita anche gli ospedali di Pontremoli e Fivizzano”.

Molto chiaramente il gruppo indica falle ed alternative all’indicazione aziendale e regionale: “Riteniamo che trasferire i pazienti Covid in via di guarigione nei piccoli ospedali zonali, come quelli della Lunigiana, non sia la soluzione, anzi: questa è la strada migliore per indebolire ulteriormente i presidi territoriali che invece necessitano di supporto e di attenzione. Soprattutto oggi, in piena pandemia”.

Questa, dunque, secondo il gruppo Sinistra Unita non è la soluzione ed anzi ne è l’esatto contrario: “i presidi territoriali vanno rafforzati, non indeboliti. La soluzione per i pazienti Covid in via di guarigione era già stata individuata nella primavera scorsa, con la riattivazione dei vecchi presidi ospedalieri di Massa e del monoblocco di Carrara, già predisposti e che ora andrebbero attrezzati con l’allestimento di nuovi posti letto e la dotazione di adeguato numero di personale medico ed infermieristico”.

La preoccupazione di Sinistra Unita è quella di andare ad appesantire ed aggravare il sistema-ospedale fino a comprometterne la funzionalità che ad oggi viene assicurata: “Trasformare gli ospedali zonali, o parte di essi, in ospedali Covid significa andare a stressare il sistema, accentuando situazioni già delicate e fragili, chiedendo ulteriori sforzi a medici, infermieri, personale sanitario, che da mesi stanno affrontando turni massacranti”.

In altri termini, secondo il gruppo, trasferire i pazienti-covid negli ospedali di prossimità comporta l’impiego del personale in quel particolare percorso assistenziale, andando necessariamente a sottrarlo agli altri reparti che  svolgono una funzione essenziale per la sanità pubblica territoriale.

“Questa scelta comporterebbe due ordini di problemi – commenta il gruppo - il primo, il rischio di non poter più prevedere assistenze adeguate ai pazienti no-Covid; il secondo, ancora più grave, indebolire la sanità territoriale che è lo strumento migliore e più efficace anche per contrastare la diffusione della stessa pandemia”.

“Confidiamo pertanto in soluzioni straordinarie – conclude Sinistra Unita - visto il momento straordinario che stiamo vivendo, anche in ragione del fatto che siamo solo in autunno, l’inverno deve ancora arrivare, e si prevedono altri  cinque o sei mesi di carico ospedaliero molto pesante. La sanità pubblica deve essere messa in grado di dare risposte certe”.

Michela Carlotti


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