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Lunigiana

Operatori turistici ammessi ai ristori, stanno ancora aspettando i soldi e l'esenzione Tari

mercoledì, 13 gennaio 2021, 19:20

di Michela Carlotti

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. L'associazione operatori turistici lunigianesi qualche tempo fa ha chiesto a tutti i comuni della Lunigiana di poter beneficiare dell'esenzione TARI, come aiuto in questo momento di gran difficoltà considerato tra l'altro che, essendo state chiuse per molto tempo, la produzione di rifiuti di queste attività non può certo avere le stesse proporzioni degli anni passati. 

Ad oggi nessuna risposta è arrivata dall'Unione dei Comuni, né da alcuno dei singoli comuni di Lunigiana. 

Ma c'è di più: la regione Toscana è latitante nell'erogazione dei soldi spettanti alle attività che sono state ammesse ai contributi previsti dal Programma di Sviluppo Rurale PSR – Misura 21.1.1 "Sostegno alle aziende agricole agrituristiche, alle fattorie didattiche e all’agricoltura sociale". La misura prevede, appunto, il pagamento una tantumdi un contributo finanziario volto a sostenere la liquidità aziendale per mantenere la continuità delle attività. 

In questo assoluto deserto dei tartari in cui nulla viene dato, nemmeno di ciò che spetta di diritto, l'associazione che, ricordiamolo, rappresenta la maggioranza delle imprese del territorio di tutto il comparto turistico, agrituristico e ristorativo, ha inviato un sollecito alla regione Toscana, all'Unione dei Comuni della Lunigiana indirizzato a tutte le figure preposte. 

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della missiva firmata dalla presidente dell'associazione, Giovanna Zurlo (in foto) e sottoscritta da tutti i soci dell'AOTL. 

"Con la presente in un momento storico di grande crisi economica e sociale dovuta all’ emergenza sanitaria COVID 19, con forti e penalizzanti ricadute su tutto il comparto turistico, agrituristico e ristorativo, che ha visto un calo drastico di fatturato e di reddito a causa delle chiusure forzate e limitazioni agli spostamenti, protrattesi anche nell' ultimo trimestre dell'anno, in particolare nel periodo natalizio, siamo a richiedere cortesemente in maniera sollecita la liquidazione dei Fondi Psr misura 2.1.1 ricordando tra le motivazioni principale che hanno portato all'istituzione di tale misura così come recita il bando “Eccezionale aiuto temporaneo per agriturismo e fattorie didattiche colpiti da crisi COVID 19 del psr Fears 2014/2020“ attivato proprio per far fronte alla mancanza di liquidità. 

Ricordiamo che le finalità del bando stesso sono volte a sostenere la liquidità delle aziende oggetto dello stesso. Il bando è chiuso dal 13 novembre e l'11 dicembre è stata pubblicata la graduatoria delle domande ammesse e finanziabili. Si tratta di attivare immediatamente la liquidazione a favore delle aziende aventi diritto. 

Sollecitiamo anche la liquidazione dei contributi delle istruttorie già chiuse su diverse misure del PSR 2014/2020. Facciamo presente che le misure del governo centrale a favore de settore turistico richiedono un'analisi che comporterà l'eventuale contribuzione solo nei primi mesi dell'anno. Le chiusure del periodo autunno-inverno sono state diverse per ogni regione e hanno in modo differente toccato le attività: in Lunigiana queste sono sottoposte ad uno stress finanziario molto preoccupante e in questo momento storico le aziende hanno bisogno di liquidità immediata con erogazione del flussi monetari per coprire le spese correnti e non posticipabili. 

Tali spese, a differenza di quanto accaduto nel primo lockdown, non sono state sospese quali mutui, interessi passivi, bollette, contributi , affitti e varie, solo per citarne alcune. Questo presuppone un'uscita di cassa da parte delle aziende chiuse ormai da oltre 2 mesi e che non percepiscono un euro dalle proprie attività. 

Cogliamo l'occasione per riportare attenzione anche alle politiche locali che possono in questo momento sostenere un comparto in forte affanno. E' stato già sollecitata con precedente comunicazione l'attivazione a livello comprensoriale Lunigiana l'esenzione Tari per tutte le attività coinvolte nel settore turistico, agrituristico, ristorativo. Ricordiamo che la Tari va a pesare fortemente sul bilancio di queste imprese che pagano storicamente aliquote elevate anche in relazione alla produzione di rifiuti associata alla propria attività. 

Per l'anno in corso facciamo presente che a causa dei lockdown e delle restrizioni imposte al turismo, considerato con ruolo preminente per la diffusione del coronavirus, questa produzione di rifiuti non può aver raggiunto le previsioni messe a bilancio da parte del fornitore della gestione del servizio. 

Facciamo presente che oltre alle ordinarie spese che gravano 365 giorni all'anno per la capienza normalmente ospitata, il settore ha dovuto sostenere in aggiunta i costi per gli adeguamenti necessari per adempiere ai protocolli governativi che hanno comportato anche a una ridotta capacità di reddito nei periodi in cui è stata consentita operatività. 

Chiediamo quindi cortesemente e con urgenza ad Artea e ai suoi funzionari preposti e all'assessore Saccardi, di farsi carico di queste nostre richieste per salvare le aziende di un intero comparto che hanno già espresso pesanti sospetti di chiusura e ridimensionamento occupazionale. 

Alle amministrazioni locali e Unione dei Comuni chiediamo di attivarsi con supporto di politiche locali a partire dalla Tari 2020 e 2021 per sostenere oggi un settore in forte difficoltà costretto a guardare al futuro con preoccupante ridimensionamento occupazionale che andrà a indebolire il tessuto economico dell' intera Lunigiana con forti ripercussioni anche sugli investimenti aziendali".

 

 


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