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Lunigiana : fosdinovo

Il sindaco Camilla Bianchi furiosa per la spaccatura dem: bordata a Italia Viva e sostegno a Fabiani

lunedì, 22 febbraio 2021, 20:18

di michela carlotti

Gli esiti delle nuove alleanze di governo hanno avuto ripercussioni disastrose sul Pd regionale e sulle varie segreterie comunali, mandando in crisi gli equilibri in casa dem.

Da una parte, l’ala zingarettiana che va all’attacco di Italia Viva, con cui governa in numerosissimi comuni toscani, a sostegno della rinnovata coalizione Pd-Leu-5 Stelle. Dall’altra, la posizione della segretaria Simona Bonafè che appare sempre più distante da quella del suo vice, zingarettiano d’hoc, Valerio Fabiani.

L’oggetto del contendere, oltre al dibattito sulla crisi di governo e le conseguenti alleanze nazionali e locali, è la candidatura per il seggio vacante della Camera, ovvero l’ipotesi di Conte nel collegio a Siena.

Il sindaco PD di Fosdinovo, Camilla Bianchi, è furiosa ed in questa spaccatura ha deciso di uscire con determinazione allo scoperto, in difesa ed a sostegno della visione zingarettiana e della posizione di Fabiani. E lo ha fatto con una lunga requisitoria di cui pubblichiamo il testo integrale:

“Scrivo queste righe amareggiata, ma non sorpresa, dal dibattito suscitato all’indomani della crisi di governo; mi preoccupa la tensione che si è creata sia all’interno del PD nazionale ma ancor più in quello toscano.

Premetto che ritengo anch’io l’alleanza PD-5S-LEU condizione essenziale per mantenere la solidità dell’assetto di questo governo e per costruire un’alleanza competitiva per il futuro. Non si può, infatti, più richiamare la vocazione maggioritaria del partito poiché il PD rimarrebbe con un consenso insufficiente per consolidarsi alla guida del Paese.

Mi pare indiscutibile che Zingaretti e il gruppo nazionale si sia espresso valorizzando Conte come sintesi dell’alleanza che si deve ancora costruire, non solo a livello nazionale, ma consolidata nel tempo e sul territorio. Per questo, d’accordo con Fabiani, avrei ritenuto naturale la disponibilità di un seggio verso Conte.

E’ stato un premier che ha costruito, lavorando con noi, un patrimonio di consenso nell’opinione pubblica, e questo è riconosciuto: pertanto, la candidatura di Conte a Siena appare argomento strumentale, solo per aprire una questione, quando la territorialità delle candidature non è mai valsa. Ricordiamo i luoghi dove sono stati eletti anche i politici toscani alle ultime elezioni politiche. Il vero problema, quindi, è la discrasia tra piano nazionale e piano territoriale: questo vale anche per la politica di alleanze che devono compiersi in futuro.

Renzi dei “poteri forti”, che parla di Arabia Saudita e diritto del lavoro, rende difficile pensare a comuni esperienze di governo (anche locale), al netto del comune impegno in un governo di responsabilità nazionale. Ormai chiaro è quindi l’obiettivo, non secondario e dichiarato, di mettere in crisi l’alleanza giallorossa e danneggiare il PD.

Non si può pensare di includere chi ha fatto precipitare l’Italia in una crisi al buio, soluta solo con l’intervento di Mattarella. Per queste ragioni invita al sorriso l’idea che una parte della direzione regionale del partito immagini di sostituire Fabiani, la cui posizione coincide con quelle nazionali di Zingaretti e Orlando.

Le esigenze territoriali nel PD non possono essere usate per impedire di mettersi tutti a disposizione, specialmente ora, rispetto alla piena esplicazione della linea nazionale: linea che fa vincere le prossime elezioni laddove il voto di 5s, sinistra e civici rappresenta una buona base da cui non è più possibile prescindere se non con orientamenti programmatici convergenti”.

 

 

 


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