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Lunigiana

Oltre 70 operatori del settore ho.re.ca della Lunigiana e provincia si appellano al Parlamento

domenica, 4 aprile 2021, 15:46

Duramente colpiti dagli effetti dell’emergenza sanitaria, ormai da mesi i referenti delle attività ristorative, di ricettività, agricole e delle associazioni turistiche del territorio della Lunigiana e provincia, chiedono alle amministrazioni locali di essere esentati dal pagamento della TARI.

Alcuni giorni fa, i professionisti del comparto si sono riuniti su piattaforma virtuale dove hanno maturato la decisione di “alzare il tiro” e di scrivere ai parlamentari del territorio.

La missiva è stata sottoscritta da oltre 70 operatori lunigianesi e della provincia appartenenti al settore turistico edHo.Re.Ca., quelloche include le aziende alberghiere, di ristorazione, di catering, ristoranti, bar e tutte le attività commerciali connesse ai consumi fuori casa.

Un appello consistente, che contiene la proposta di emendamento al recente DL Sostegni e che ora attende di essere portata in discussione alla Camera da qualche parlamentare disposto a farsene carico.

“La situazione, con il prorogarsi delle misure restrittive e senza un’efficace copertura dei costi fissi e delle perdite di fatturato che le nostre imprese stanno subendo da mesi, sta diventando esasperante e critica per noi imprenditori, con verosimili conseguenze tragiche per le nostre aziende e per i posti di lavoro che da anni siamo riusciti a garantire per il territorio.

Tutto ciò si verificherà in breve tempo in assenza di un cambio di rotta drastico, ossia riaprendo le attività in sicurezza, in accordo ai protocolli anti-covid19 già ampiamente adottati dalle nostre strutture, e permettendo gli spostamenti tra Regioni, anche per motivi che non siano soltanto di necessità, lavoro e salute, per far ripartire il turismo interno, unitamente a un concreto ristoro per le perdite di fatturato e le incisive spese fisse durante i mesi con le restrizioni più forti dovute al lockdown associato ai vari cromatismi, da giallo a rosso. A tal proposito abbiamo elaborato un documento, che sottoscriviamo in calce, con le principali indicazioni per un intervento urgente di emendamento all’ultimo decreto legge “Sostegni”, ossia il DL 22 marzo 2021 n 41 e con proposte di azioni a supporto del comparto. Con riferimento all’art4. relativo al calcolo del fondo perduto, si evidenziano parametri iper selettivi e risorse insufficienti che hanno portato all’esclusione del contributo per gran parte della platea: si richiede pertanto un abbassamento della soglia di contribuzione al 20 % di perdita di fatturato, anzi che al 30%, e il calcolo dell’ammontare medio mensile dei corrispettivi del 2020 riferito ai mesi di lockdown ossia marzo-aprile-maggio e ottobre-novembre-dicembre con esclusione dei mesi estivi. Si fa anche notare che il decreto prende in considerazione solo il calo di corrispettivi riferito all’annualità 2020 , tuttavia il settore è fortemente penalizzato anche in questi primi quattro mesi del 2021, e il fatturato delle imprese è mediamente prossimo allo zero, pertanto l’arrivo di ristori in questo periodo di blocco dell’attività è necessario per evitare il fallimento di molte PIVA del comparto. Studi della FIPE evidenziano che calcolando anche la parte di indennizzi a fondo perduto ricevuti dalle imprese dei settori colpiti dallo scorso anno, si ha una copertura che non raggiunge mediamente il 7% del fatturato perso nel 2020. E’ necessario pertanto ricorre al più presto a una

misura che immetta prontamente liquidità alle PIVA e imprese che sono state penalizzate dalla pandemia, in particolare il comparto HORECA.

Il decreto mette a budget anche un incremento di 250 milioni per il Fondo per il sostegno e lo sviluppo delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura per cui la legge di Bilancio 2021 aveva stanziato 150 milioni, probabilmente “avanzati” dalla rimodulazione del fondo ristorazione.

Si richiede pertanto che per l’intera filiera agricola, agroalimentare ma anche HORECA sia al più presto messa in condizione di accedere a queste risorse

A tal proposito per il bando ristorazione (per il sostegno della filiera agroalimentare Made in Italy risultato di difficile elaborazione e con tempi che sono andati a sovrapporsi alle chiusure dei ristoranti e alla crisi del Conte II) facciamo presente che delle 47000 domande ne risultano liquidate 13000 circa per 87milioni di erogazioni, a circa 7 mesi dall’ introduzione del bonus ristorazione. La cifra erogata è bel lontana dai 450 milioni di euro destinati a questa filiera dal Mipaaf. Richiediamo pertanto, oltre che il completamento celere della liquidazione delle domande in graduatoria, anche una riformulazione dedicata al comparto con immissione di nuove risorse sul modello del bando ristorazione, in modo da avere una misura specifica per il comparto HORECA e di sostegno al tempo stesso anche alla filiera agroalimentare italiana e locale (facciamo presente, a questo proposito che in particolare la filiera del vino ha subito forti perdite con uno stoccaggio straordinario dei vini prodotti in mancanza di mercato nel 2020 e in questo

inizio 2021, che porteranno molte realtà vinicole italiane a non vendemmiare nella stagione 2021, per non accumulare ulteriori perdite).

Per quanto concerne i “Bonus Affitti” non riproposto nel decreto sostegni, si richieste ripristino del Credito di imposta sugli affitti dei locali commerciali, per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione destinati ad attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, attività di interesse turistico, esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Chiediamo anche che venga valutata l’ipotesi che i proprietari degli immobili destinati alle suddette attività sia riconosciuto il credito d’imposta per gli affitti non percepiti, in modo da sollevare gli affittuari di oneri diventati insopportabili.

Facciamo inoltre presente l’esclusione nel decreto di Natale di molti codici ATECO relativi al mondo HORECA in particolare del settore ricettività, alberghiero- extra alberghiero e agrituristico, nonostante siano stati coinvolti nelle restrizioni dei Dpcm così come il settore ristorativo, e che il successivo Decreto Sostegni non ha compensato questa illegittima esclusione.

La restrizione agli spostamenti e la limitazione esclusivamente a quelli legati a motivi di salute e di lavoro, va a congelare oltre il 90 per cento delle richieste di ospitalità e a frenare del tutto il turismo interno, mettendo di fatto il settore ricettività nelle condizioni di chiusura forzata.

A ciò aggiungiamo che il mondo della ricettività dei BeB senza partita iva è stato escluso totalmente dal sostegno previsto nei decreti che si sono susseguiti da marzo 2020, e pertanto riteniamo opportuno che sia valutato anche per questo settore un supporto specifico.

Infine, chiediamo la garanzia della sospensione dei pagamenti dei mutui, dei

finanziamenti e delle cambiali agrarie, contratte dalle aziende o dalle persone fisiche in caso di ditte individuali, protratta almeno per tutto il 2021.

Siamo disponibili a confrontarci con Lei in un incontro virtuale aperto, nei prossimi giorni, che possa meglio declinare le richieste del comparto e argomentare le nostre ormai insostenibili difficoltà”. 

L’appello è stato raccolto dall’onorevole Cosimo Ferri che ha dichiarato: “La riduzione della TARI deve essere una priorità. E’ un problema da affrontare soprattutto nei confronti di ristoratori ed anche per i commercianti in genere.Presenterò al Dl Sostegni un emendamento in questa direzione”.


Michela Carlotti


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