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Lunigiana

Ragazza aggredita mentre fa rientro a casa a Groppoli

venerdì, 16 aprile 2021, 18:39

di michela carlotti

Chiede di mantenere l’anonimato, per quel senso di pudore atavico e maledettamente femminile per cui la vittima è portata a giustificarsi per ciò che subisce ed a temere il giudizio di una cultura ancora troppo sbilanciata al maschile.

La chiameremo semplicemente “la ragazza” nel rispetto del suo volere che l’ha comunque portata a raccontare l’aggressione subita perché, come dice lei: “Questi fatti non devono rimanere nascosti perché possono succedere a chiunque. Poteva capitare ad un’altra persona e magari poteva finire peggio. Oppure potrebbe risuccedere: queste cose qua non sono normali; una persona non deve avere paura di farsi una passeggiata sotto casa. Poi, questa è una zona piena di bambini”.

E’ accaduto nella tarda sera di mercoledì, intorno alle 22 a Groppoli, nel comune di Mulazzo. La ragazza scende dalla macchina del compagno che la sta riaccompagnando a casa. Si fa lasciare a pochi metri dall’abitazione, per fare due passi.

“Io questo ragazzo non ho idea di chi sia – ci riferisce la ragazza, entrando subito nel vivo dello straziante racconto - L’abbiamo superato in macchina qualche istante prima. Stava camminando sulla strada principale, mentre avrei dovuto imboccare a piedi l’altra via”.

Pochi istanti e, dopo esser scesa dalla macchina, la ragazza si accorge che quel ragazzo ha cambiato direzione ed è in fondo alla stessa via da lei percorsa. Non si preoccupa più di tanto, ma per prudenza fa partire la telefonata al suo compagno a cui chiede di restare al telefono con lei, fintanto che non avesse raggiunto casa.

Si gira di nuovo, ma ora quel ragazzo le sta immediatamente dietro, poi l’affianca e lei si ferma per lasciarlo passare. Lui però non avanza ed anzi, le si pianta davanti: in un attimo l’afferra per i polsi e cerca di tirarla verso di sé.

La ragazza oppone resistenza finché può, stringendo il telefono in mano e che, inaspettatamente, riprende a squillare: nella concitazione, probabilmente la comunicazione precedente si era interrotta, ma il compagno richiama subito. A quel punto l’aggressore si stacca, però non desiste dal suo intento: “Non si è neanche spaventato, non è scappato – racconta la ragazza - sembrava quasi che aspettasse che cadesse di nuovo la linea. Mi ha dato l’impressione che se io avessi buttato giù il telefono, mi avrebbe afferrata nuovamente. E’ rimasto li davanti a me e continuava a dirmi “guarda che ti picchio, guarda che ti picchio”.

“In realtà – prosegue la ragazza - credo che mi abbia detto qualcosa anche prima e nel mentre, ma non riesco a ricordare. Ho un ricordo sfuocato, non so dire neanche quanto è durata questa cosa. Poi, quando ho nominato i carabinieri, basta, non l’ho più visto. Io sono rimasta lì, nel punto esatto in cui sono stata aggredita, perché volevo che qualcuno lo trovasse”.

A quel punto la ragazza telefona a casa e viene raggiunta contemporaneamente dal suo compagno e dai familiari. “Lo abbiamo cercato ovunque – dice - ma non c’è stato niente da fare. Li intorno ci sono dei boschi e lui si è dileguato”.

Le chiediamo di descriverci l’aggressore: “Un ragazzo. A me sembrava avesse i connotati di un marocchino ed in più ho sentito l’accento e mi sembrava che la provenienza fosse quella. Però non posso esserne certa. Mi sembra comunque di averlo già visto, ma non so dove”.

Proviamo ad insistere per catturare qualche altro dettaglio sull’aggressore: “E’ una faccia che mi sembra di conoscere – ripete la ragazza – ma non sono certa. Se la rivedessi, la riconoscerei, ne sono sicura”.

La ragazza ha sporto denuncia contro ignoti presso la stazione dei carabinieri di Arpiola di Mulazzo. “Io ho proprio paura a girare sotto casa finché non si capisce chi è”. Così conclude l’intervista che ci ha rilasciato, con l’auspicio che l’aggressore venga al più presto identificato.


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