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Lunigiana : fivizzano

Serafini (Italia Viva) rompe il silenzio sul decesso avvenuto al Polo Don Gnocchi

venerdì, 7 maggio 2021, 17:24

“Abbiamo aspettato qualche giorno, com’era giusto che fosse, considerando la gravità del fatto e per rispetto della persona che è deceduta. Però non si può stare in silenzio”.

Così interviene Diego Serafini, consigliere comunale di Fivizzano in quota Italia Viva, sulla circostanza che ha condotto alla morte del paziente avvenuta il 21 aprile nel reparto covid del polo specialistico riabilitativo Don Gnocchi di Fivizzano.

“Era fine novembre del 2020 – ricorda Serafini - quando presentammo un'interrogazione in consiglio comunale sulla Don Gnocchi, spiegando la nostra assoluta contrarietà rispetto alla scelta di trasformare il polo in "centro covid".

Il consigliere ripercorre la dura presa di posizione, allora assunta dal gruppo Italia Viva, contro la politica regionale ed aziendale Usl, condivisa invece dall’amministrazione comunale fivizzanese, di convertire il centro specialistico in accoglienza covid.

La contrarietà era legata alla preoccupazione rispetto all’elevato rischio cui venivano esposti i pazienti in una struttura ritenuta inidonea dal gruppo, in quanto priva di mezzi e strumenti per poter rispondere ed intervenire nei casi di aggravamento del quadro clinico del malato covid.

“Per chi non sapesse la storia – dichiara Serafini – c'era bisogno di un rianimatore che però era impegnato all'interno dell'ospedale e quando ha raggiunto il Polo (un'ora dopo), il paziente era deceduto. Se fosse stato all'interno di un qualsiasi ospedale si sarebbe salvato?”.

“È una domanda che purtroppo è lecito farsi – prosegue il consigliere - e che noi abbiamo provato a sollevare a tempo debito spiegando appunto che non c’erano le condizioni per garantire tutte le precauzioni del caso ai pazienti ricoverati, trattandosi di una struttura riabilitativa con mezzi e personale addetto alla riabilitazione”.

Infine, conclude Serafini: “Sappiamo che l'Asl ha aperto un'indagine per verificare il tutto: noi ci limitiamo a dire che non ci voleva un genio per capire che la situazione non poteva essere sotto controllo con queste carenze”.

M.C.


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