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Lunigiana

Arte: il terzo Cristo Giustiniani nascerà a Carrara

martedì, 3 agosto 2021, 14:42

"Un Cristo leggerissimo di cui anche Michelangelo sarebbe fiero": così Pablo Damian Cristi, artista di Rosario, Argentina, folgorato dal bianco marmo di Carrara ha raccolto la sfida delle sfide. Realizzare il terzo Cristo Portacroce Giustiniani.

"E' molto più di una scultura. E' una sfida che riguarda tutta la città. Non solo Pablo. – ha confessato durante la presentazione della scultura commissionata dagli eredi Giustiniani all'artista argentino che si è tenuta in occasione della 23esima edizione di Torano Notte e Giorno in corso fino al 13 agosto dove espone una sua opera, un angelo senza ali in marmo bianchissimo. Pablo Damian Crisi aveva vinto l'edizione 2019 della rassegna di arte contemporanea che si tiene ogni estate nel borgo dei cavatori di Carrara (Ms).

 

Un progetto ambizioso, mai tentato prima di oggi, che ruota attorno alla città di Carrara e all'intraprendenza dell'associazione Polartis. Il percorso, dal blocco alla scultura, sarà narrato anche visivamente in una sorta di "voyerismo artistico": il pubblico potrà accedere al laboratorio, ospitato all'interno di una prestigiosa location, e seguire in diretta, ed in tutta sicurezza, le fasi della lavorazione da parte di Pablo Damian Cristi. A parlare del sogno di una città, nel salotto toranese coordinato dal direttore artistico ella rassegna Emma Castè, insieme all'artista, c'erano l'assessore alla cultura del Comune di Carrara, Federica Forti, il legale esperto di diritto sull'arte, Francesco Fabbris, la responsabile della comunicazione visita del progetto per conto dell'associazione Polartis, Maura Crudeli e l'erede e capo famiglia dei Giustiniani, Jerome Luc Muniglia Giustiniani che aveva scoperto Pablo durante una mostra a Savona.

"Pablo è l'unico competete per riprendere questo progetto. – ha raccontato – Il terzo Cristo completerà il messaggio della trinità. Il primo rappresenta il Padre, il secondo, grazie al movimento che ricorda, la resurrezione. Il terzo incarnerà, attraverso la sua leggerezza, lo Spirito. E' una trilogia che non esiste nella storia dell'arte. E' una sfida che so Pablo può vincere". Per vedere l'opera finita ci vorranno almeno due anni. Il sogno è ospitare, quando il terzo Cristo sarà realizzato, le altre due versioni a Carrara e completare così la trilogia. Già individuata anche una potenziale sede: il Museo Carmi. La storia. Nel 1514 all'ora trentanovenne Michelangelo, già assoluto ed indiscusso protagonista del Rinascimento Italiano, si impegna con un gruppo di gentiluomini romani, tra cui Metello Vari, a consegnare: "Una figura di Marmo d'un Christo, grande quanto el naturale, ingnudo, ritto, chor una chroce in braccio, in quell'attitudine che parrà al detto Michelagniolo'". Un'opera che il Maestro lasciò incompiuta per una vena nera nel Marmo che affiorò a livello del volto durante la lavorazione, "un'incidente" che per Michelangelo fu terribile. Egli scriveva del dicembre 1518: '"Io muoio di dolore". La statua fu poi regalata al committente e nel 1607 venduta al Marchese Vincenzo Giustiniani che la fece rifinire al giovane Gian Lorenzo Bernini. Si tratta di un caso senza pari in tutta la storia dell'Arte seicentesca: Bernini avrebbe lavorato sullo stesso blocco di Marmo con Michelangelo. Abbandonata la prima versione, Michelangelo cominciò a dedicarsi, a Firenze, ad una seconda statua nel 1518. L'opera fu poi completata in maniera mediocre a Roma nel 1521 dal suo allievo Pietro Urbano, e poi rifinita da Federico Frizzi, nonostante che il Cristo della Minerva fu molto apprezzato a Roma, tanto che fu definito "Miracoloso". Michelangelo pensò di realizzarne una terza versione per soddisfare il committente e amico Mitello Vari, che si accontentò invece di ricevere in regalo la prima versione che mise nel cortile della sua casa romana "como si fusse de oro". 2021 l'erede della famiglia Giustiniani commissiona a Pablo Damian Cristi il terzo Cristo Portacroce. 


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