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Montignoso

M5S Montignoso: "Il futuro della discarica"

lunedì, 15 luglio 2019, 18:02

Il Movimento Cinque Stelle di Montignoso, attraverso i propri canali, ha diffuso un lungo comunicato stampa dove manifesta il proprio sconcerto per la situazione riguardante la discarica di Montignoso e ribadisce la lotta totale per la tutela della sanità pubblica.

"Dopo l'evidente fallimento dell'open Day che si è svolto in discarica e  che ha visto la presenza dei soli gestori, con fuori la decisa protesta  del comitato, dei cittadini, dei centri sociali, delle associazioni  ambientaliste come Italia Nostra , Legambiente , WWF e di buona parte  della minoranza formata dal movimento 5 stelle, Montignoso democratica e la Lega. Non abbiamo visto entrare alcun rappresentante dei comuni che hanno  votato per la chiusura di questa discarica, passo ormai obbligato per  rimanere coerenti alla volontà espressa e che ha un grosso peso a  livello regionale. 

Assenti erano anche i rappresentati della regione, dove, con due  voti di consiglio, si chiede la chiusura di questo impianto, d'altro  canto nessuno di essi è venuto accanto ai cittadini con la fascia  tricolore a dare supporto ad una legittima battaglia a difesa della  salute pubblica".

I gestori della discarica, che fanno comunque capo ad  Alia - partecipata che gestisce i rifiuti di mezza Toscana- hanno rilanciato proponendo di risolvere il problema amianto di tutta la Toscana, portandolo a Montignoso.

"La discarica - scrivono i Cinque Stelle - era nata per la Marmettola, per risolvere un problema del territorio che in effetti ne produce parecchia, ma da sempre la  discarica preferisce inghiottire ben altri tipi di rifiuti, assai più redditizi".

È importante sottolineare che l'amianto è un rifiuto speciale e pericoloso, e, come tale, non può essere conferito in discariche come quella di Montignoso a cui sono destinati unicamente rifiuti speciali, ma non pericolosi. 

"L'amianto - prosegue il comunicato -viene raccolto in deroga con il limite di potervene conferire solo il 30 per cento dei rifiuti totali, limite che puntualmente la ditta non rispetta come  evidenziato anche nel rapporto ARPAT 2019 (riferimento 2018). Chiaramente con questi limiti, ma anche senza, il progetto Toscana  Amianto Free non è realizzabile. A questo proposito la regione dovrebbe trasformare la discarica di rifiuti speciali non pericolosi in discarica per rifiuti  speciali pericolosi con la necessaria costituzione di una nuova VIA, nuova AIA, una relazione d'incidenza e pareri sanitari . Noi siamo pronti a dare  battaglia portando dati concreti contro questa mostruosa eventualità".

Come soluzione per avere contezza della quantità di amianto ancora presente sul territorio, il movimento propone che sia censito così da evitarne lo smaltimento abusivo per poi investire sulla sua intertizzazione, che andrebbe comunque realizzata in un impianto ad hoc da localizzare in zone industriali, come quella tra Massa e Carrara.

"Ci auguriamo che i sindaci del comprensorio da Massa a Pietrasanta passando da Montignoso a Forte dei Marmi fino a Seravezza, rispondano a  tono ai gestori e di nuovo segnalino alla regione l'insofferenza popolare per questa discarica realizzata accanto al lago di porta e sopra le falde acquifere, simbolo di un fallimento politico e ambientale  dell'ultimo ventennio".

La richiesta del movimento ai sindaci di Pietrasanta e Montignoso, è quindi "rispettando il volere  dei loro cittadini, chiedere alla regione almeno il riesame  dell'impianto con le giuste e motivate cause. Le forze politiche che sono su questo tema ,come del resto le forze  ambientaliste, devono fare forte pressioni ai propri rappresentanti politici presenti in consiglio regionale, per chiedere il rispetto del voto del consiglio che prevede la chiusura "celere" di  questa discarica"

Analizzando il rapporto ARPAT 2019 (riferimento 2018) previsto dall'Aia per i  controlli in discarica, i cinque stelle evidenziano la presenza di grandi criticità che destano loro forti preoccupazioni: "Dai rapporti di Arpat appare evidente la difformità tra il percolato prodotto e il percolato conferito a terzi, pare manchino alla conta  quantità importanti, che vorremo capire che fine abbiano fatto. Ancora una volta siamo di fronte al non rispetto del vincolo 70 per cento inerti  e 30 per cento speciali.

La regione ha confermato, con lettera del 20 giugno scorso, che la verifica  del rispetto della percentuale  70/30 debba essere effettuata  annualmente. 

Tale approccio risulta conservativo in quanto consente di monitorare annualmente i quantitativi conferiti, al fine di garantire il rispetto e il controllo della prescrizione.

E' stata confermata la presenza preoccupante di composti organoalogenati nei piezometri di controllo della falda siti nell'area di proprietà della Programma Ambiente apuane per cui Arpat ritiene che la Regione Toscana debba attivarsi per capirne le ragioni e la provenienza.

In molti siamo rimasti perplessi di fronte all'"Avviso esplorativo per manifestazione di interesse di lavori di scavo per ampliamento discarica di rifiuti solidi" , apparso sul sito di Programma Ambiente Apuane".

 Il gestore intende affidare  l'appalto dei lavori di scavo per l'adeguamento al progetto autorizzato  per la profilatura del fronte  della discarica  e l' importo presunto dell'appalto è complessivamente  pari ad 1 milione 470 mila euro e su questo punto i cinque stelle attendono di capire se "dalla ditta sarà presentata anche una  manifestazione d'interesse che miri ad inserire questo ampliamento nel  futuro Poc".

In chiusura il movimento si riferisce direttamente al sindaco di Montigonso: "Mentre la regione  e gli enti locali hanno votato atti di indirizzo volti alla chiusura celere della discarica, in concreto nulla pare fermare il progetto di riempimento della discarica., la politica oltre  alle parole, fa ben poco altro. Tanti cittadini sono ancora sconcertati di fronte ad un parere  sanitario mancante, richiesto che da anni  assieme al comitato e  alle associazioni ambientaliste.

Il decreto ldg 152/2006 prevede che qualora il sindaco lo ritenga opportuno nell'interesse della salute pubblica può chiedere all'autorità  competente il riesame dell'autorizzazione rilasciata. Il sindaco se vuole può, se non vuole non fa".

 


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Franco Mare


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