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Politica

Cave pulite, firmata l'ordinanza anti-marmettola

martedì, 14 novembre 2017, 10:43

Entra nel vivo l’operazione “cave pulite” del Comune di Massa. Il 9 novembre il dirigente Fabio Mauro Mercadante ha infatti firmato l’ordinanza che obbliga i soggetti autorizzati all’escavazione a evitare la dispersione della marmettola e dei fanghi di lavorazione del marmo su tutti i piazzali di cava e lungo le vie di arroccamento.

L’obiettivo dell’amministrazione, supportata dall’operato di Ufficio Ambiente e Ufficio Cave di palazzo civico, è di ridurre drasticamente l’inquinamento dovuto alla polvere di marmo di sorgenti e corsi d’acqua, dai bacini estrattivi fino a valle. Una manovra già annunciata a settembre e che ha mosso i primi passi a ottobre, con l’avvio del procedimento comunicato dal Comune a tutti i soggetti autorizzati all’escavazione. Le imprese del lapideo hanno quindi avuto 30 giorni di tempo per presentare tutte le osservazioni e i contributi del caso che sono serviti a mettere agli uffici per mettere nero su bianco un’ordinanza che mette in chiaro tutte le norme nella gestione degli scarti  della lavorazione del marmo, in particolare della marmettola, uniformando prescrizioni, divieti e regole fra le varie autorizzazioni rilasciate negli anni, andando anche a definire multe e sanzioni per chi trasgredisce, fino alla sospensione dell’autorizzazione.

Quello che il Comune va a chiedere alle imprese che lavorano al monte è ben chiaro e traspare già dal nome dell’operazione voluta da palazzo civico, “cave pulite”: deve essere garantita una pulizia completa di tuttel le aree di lavoro,  ossia piazzali, bancate, fronti di cava e persino strade di collegamento, da effettuare più volte specialmente durante il periodo invernale, quando le piogge sono più abbondanti, per evitare che la polvere di marmo, dilavata, possa finire nelle sorgenti e poi nei fiumi, andando a creare dei problemi anche a valle.

“Conclusa la fase dell’avvio del procedimenti siamo potuti passare ai fatti – spiega il vice sindaco Uilian Berti -. Si è trattato di uno step essenziale per evitare futuri ricorsi da parte dei concessionari visto che, di fatto, con l’ordinanza andiamo a cambiare le carte in tavola per diverse aziende: in passato le autorizzazioni rilasciate erano più ‘blande’ e dovevamo uniformare tutte le regole, a tutela dell’ambiente e per una maggiore chiarezza interpretativa a favore degli uffici e di chi deve far rispettare la normativa.  Le linee da seguire sono poche ma precise: tutto il materiale fine deve essere raccolto dai piazzali e smaltito, comunicando tutte le procedure al Comune; dove viene utilizzata l’acqua per le lavorazioni, deve essere installato un idoneo sistema di raccolta e convogliamento, per evitare ogni tipo di infiltrazione. Le aziende devono rimuovere il materiale di scarto accumulato tenendo puliti fronti di cava e bancate, anche inattive, collegamenti di passaggio, piazzali e ogni altra area. Deve essere istituito un registro con le date delle singole operazioni di pulizia, con le quantità rimosse, da tenere in cava sempre a disposizione per i controlli. Non deve essere depositato alcun tipo di materiale non necessario alla lavorazione in cava, individuare un sito di stoccaggio protetto per confinare la marmettola che dovrà essere smaltita al massimo una volta al mese”.

Regole chiare, sanzioni certe: il materiale di scarto o il materiale roccioso, rilevato in cava, e la dispersione delle acque di processo saranno considerati come violazione dell’articolo 192 “Divieto di abbandono” del Decreto legislativo 152 del 2002 per le quale, fatto salvo quanto disposto dall’articolo 256, comma 2, all’art. 255 dello stesso decreto, è prevista una sanzione da trecento euro a tremila euro; possono anche costituire violazione alla Legge regionale 35/2015 della Toscana e in tal caso i provvedimenti sanzionatori possono arrivare fino alla sospensione dell’attività.

L’ordinanza è stata inviata ai 15 soggetti autorizzati all’escavazione del Comune di Massa, ad Arpat, Usl Toscana Nord Ovest, Regione Toscana, Carabinieri Forestali e Polizia Municipale.


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Franco Mare


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