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Politica

Destino ancora incerto per i dipendenti della Progetto Carrara: situazione assurda secondo la Cisl

mercoledì, 11 luglio 2018, 10:02

Un’altra fumata nera nella trattativa per il ricollocamento dei dipendenti della partecipata del comune di Carrara, Progetto Carrara, ormai fallita. L’annuncio arriva da Luca Mannini segretario Presidio Fit Cisl Massa Carrara e da Manuela Nani segretario Fisascat Cisl  Toscana Nord a seguito dell’incontro tra le parti che si è tenuto il 6 luglio.

“Una situazione assurda perché si tratta di una società in liquidazione da tempo e con i propri dipendenti inseriti nelle liste di collocamento regionale come conseguenza della legge Madia. – hanno spiegato i due  segretari Cisl -  e che  il “salvagente” dell’obbligo che impone che le amministrazioni attingano dalle liste di collocamento regionale in caso di fabbisogno di personale è scaduto il 30 giugno scorso. Inoltre l’accordo quadro, da tempo sul tavolo di trattativa, prevede per i lavoratori  la garanzia di un buon posto di lavoro in altra Società Partecipata (AMIA o ERP), la garanzia del mantenimento dell'applicazione integrale della L. 300/1970, ivi compreso l'art. 18, disapplicando pattiziamente il contratto a tutele crescenti e a coloro che lavorano al piano della sosta un superminimo non riassorbibile per sopperire alla perdita dello scatto di anzianità dovuta al passaggio ad altra partecipata.”.  Mannini e Nani hanno anche fatto notare che al tavolo delle trattative del 6 luglio alcune componenti sindacali non si sono neanche presentate senza dare un preavviso e senza spiegarne il motivo. Per i due sindacalisti Cisl si tratterebbe di  strategie politiche volte a mettere in difficoltà le amministrazioni comunali giocando sulla pelle dei lavoratori: una sceneggiata di dichiarazioni alternate all’interno di una stessa sigla che rallentano la trattativa e non giovano ai lavoratori e  nemmeno ai cittadini. 

“A nostro avviso è arrivato il momento in cui tutti devono prendersi le proprie responsabilità sia nei confronti dei lavoratori sia dei cittadini. – hanno proseguito Mannini e Nani - Questo vale anche per l’amministrazione comunale che, anche se in modo minore, ha le sue colpe. L’unico segretario confederale presente era quello della CISL.  In ogni modo per la validità di un accordo, l’amministrazione sa benissimo che sono sufficienti le firme delle organizzazioni sindacali di categoria mentre non sono necessarie quelle delle organizzazioni sindacali confederali. In più essendo in regime di RSA [Rappresentanza Sindacale Aziendale] e non di RSU [Rappresentanza Sindacale Unitaria] per la validazione di un accordo è sufficiente la firma delle sigle sindacali che rappresentano il 50 per cento  più uno degli iscritti al sindacato ed eventualmente un referendum tra i lavoratori sul gradimento dell’accordo.” Accordo che secondo la Cisl avrebbe potuto essere firmato anche nel corso dell’ultimo incontro.  Mannini e Nani hanno lanciato un appello all’amministrazione carrarese: “Ebbene, che l’Amministrazione prenda coraggio e responsabilita’ e si renda conto che se ad ogni trattativa aspetta la totalità dei consensi allora ne firmerà ben pochi di accordi nei prossimi anni. Così facendo però non si va da nessuna parte ma soprattutto non si può rischiare di compromettere il posto di lavoro di molti perché si è ostaggio di un paio di dipendenti che minacciano cause legali.”

E, in chiusura anche uno spunto polemico nei confronti dell’onorevole Martina Nardi: “Un’interrogazione parlamentare  è stata depositata in Parlamento sull’interpretazione della legge 124/2015, detta anche “legge Madia di riforma della pubblica amministrazione” e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n°187 del 13 agosto 2015. L’autrice è stata l’onorevole Martina Nardi sostenitrice  del governo Renzi e Gentiloni , dei quali Madia era un ministro. Ebbene, le problematiche del passaggio dei lavoratori dalla Progetto Carrara all’AMIA e all’ERP sono all’ordine del giorno da più di un anno. Sulla stampa locale sono usciti numerosissimi articoli in merito. Perché non ha preso posizione e ha fatto un’interrogazione parlamentare allora? I dritti dei lavoratori sono diventati importanti soltanto ora o lo erano anche prima? Questo vuol dire fare politica e l’Onorevole Nardi fa bene a farla perché legittimata dal voto dei cittadini, il problema sussiste però se la politica viene fatta da qualche organizzazione sindacale a discapito dei lavoratori su un argomento quale la salvaguardia del posto di lavoro.”.

 


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Franco Mare


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