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Politica

"Da bando delle periferie a periferie messe al bando": da Massa critiche al Governo

sabato, 11 agosto 2018, 12:55

Alessandro Volpi, Uilian Berti, Giovanni Rutili, Gabriele Carioli, Silvana Sdoga, Mauro Fiori ed Elena Mosti del comune di Massa intervengono, con una nota congiunta, sulla questione del bando periferie.

"Da bando delle periferie a periferie messe al bando - esordiscono -. Si può sintetizzare così, con un po' di ironia e molta amarezza, la scelta del governo di bloccare il progetto UpOggi che nella nostra città avrebbe portato investimenti per 23 milioni di cui 14.734.000 pubblici e 8.459.600 privati".

"Una decisione assurda - commentano -, impensabile e inaccettabile dal punto di vista del metodo e del merito; una decisione, peraltro, in questo momento già presa vista l’approvazione del decreto Milleproroghe dove è contenuta la cancellazione dei finanziamenti. Sul metodo stiamo tra il tempo delle epurazioni e lo stato libero di Bananas. Infatti, da un lato, in modo fumoso il governo giustifica il taglio come un provvedimento punitivo contro le amministrazioni locali beneficiarie, a dire di qualche suo membro, di "mancette" da parte dei precedenti premier, dall'altro la rescissione unilaterale di un accordo tra stato centrale ed enti locali al cambiar di colore politico, senza previa condivisione, consultazione e partecipazione, prende a schiaffi, come non si era mai visto prima, il rispetto delle istituzioni necessario tra apparati dello stato".

"E’ assolutamente illusorio poi - attaccano - ipotizzare uno «scambio» fra piano delle periferie e qualche misura che consenta lo sblocco degli avanzi di bilancio!!; quale avanzo può essere pari a 14 milioni di euro? Davvero a volte si ha l’impressione di sentire cose inaudite. Quei progetti rappresentano per l'Italia, e per Massa, l'unica grande, vera, reale capacità di trasformazione urbana. E la loro assegnazione a tutti i capoluoghi di provincia che hanno fatto richiesta è la palmare dimostrazione che non si tratta di mancette ma di un tentativo di dare al paese una risposta concreta nelle aree cittadine più disagiate.Emblematico il caso di Massa".

"Il piano delle periferie - incalzano - costituisce la vera occasione, dopo anni, di poter porre in essere un vero piano degli investimenti in grado di cambiare il volto della città, soprattutto di quelle zone che maggiormente hanno bisogno di interventi sul patrimonio pubblico. Dopo gli interventi Piuss che hanno consentito di rifare le piazze e di rendere il centro città accogliente, restituendogli una funzione sociale e culturale, il piano delle periferie permetterebbe di superare la nozione stessa di periferia per dare all’assetto urbano di Massa lo spirito di una comunità; perché non si tratta solo di azioni sulle strutture ma di una rete di misure in grado di far rivivere parti intere del territorio, attraverso l’istruzione, la cultura, lo sport, l’aggregazione e la coesione sociale. Per capire l’estrema gravità di ciò che ha deliberato il governo è sufficiente riportare l’elenco degli interventi che avevamo presentato e che erano stati finanziati e ora sono stati azzerati!"

"Il progetto - continuano - prevedeva, come accennato,14.734.000 milioni per Massa (+ 8.495.600 milioni cofinanziamento pubblico e privato) per un totale di 23 milioni.; in pratica quattro anni di piani di investimento del comune di Massa. Dentro quella programmazione c’era la sistemazione definitiva dei progetti di edilizia pubblica in Via Pisacane, che ponevano fine ad una annosa questione, consentendo la costruzione dei due nuovi palazzi, uno dei quali già finanziato dalla Regione Toscana, con la realizzazione di un grande parco pubblico dotato di strutture di aggregazione; in sostanza una vera rivoluzione in una delle parti più difficili della nostra città, per la quale abbiamo lavorato e combattuto fino ad arrivare appunto ai finanziamenti regionali e a quello del bando delle periferie, ora inspiegabilmente e pericolosamente cancellato. La cancellazione del bando delle periferie impedisce anche gli interventi fondamentali su tre scuole; due dell'infanzia 'Villette A' e di via Pisacane e la primaria 'Villette B’.

"In altre parole - concludono -, Massa avrebbe avuto la possibilità di un intervento organico, il primo dal 1982, per migliorare l’edilizia scolastica, costruendo anche una nuova scuola, ma ora tutto svanisce. Spariscono anche gli interventi al Parco della Villa della rInchiostra che avrebbe recuperato il suo antico splendore e alla Villa stessa, dove sarebbero stati completati gli interventi necessari. Scompaiono le piste ciclabili, i sistemi di videosorveglianza, le isole ecologiche, i lavori alla Piscina Comunale, lo Skate park, i nuovi parcheggi, la possibilità di avere risorse per potenziare il distretto delle Villette e per intervenire nella sistemazione, già avviata, di Piazza della Stazione e della mensa della Caritas. La nuova amministrazione farà prevalere il rispetto della disciplina di partito o lotterà per la città e per i suoi cittadini come abbiamo fatto noi?"


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