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Politica

Rivendita fiori al cimitero di Marcognano: attacco dei grillini al consigliere Bernardi

mercoledì, 13 febbraio 2019, 22:11

di vinicia tesconi

L’annuncio dal tono abbastanza intimidatorio, è stato fatto in sede di commissione commercio proprio dal presidente, Gabriele Guadagni: “Toglieremo il banco dei fiori dal cimitero di Marcognano” ed è stato motivato con considerazioni pesanti come la mancanza di rispetto della legge che vieta la vendita dei fiori all’interno dei cimiteri, la natura abusiva della rivendita sprovvista di concessione comunale per mancato rinnovo e il superamento dei parametri di sicurezza che ne concedevano il posizionamento dentro al cimitero essendo troppo pericolosa la collocazione del banco all’esterno, su una strada senza marciapiedi, percorsa quotidianamente dai camion del marmo, in seguito alla cessazione del transito dei mezzi pesanti.

Anche senza voler notare la contraddizione già contenuta nelle motivazioni (se la rivendita in questione aveva il permesso per stare all’interno in ragione di uno spazio esterno troppo pericoloso per collocarvi il banco dei fiori, vuol dire che non stava infrangendo alcuna legge, ammesso ne esista una) le affermazioni del consigliere grillino Guadagni si sono scontrate con la realtà di documenti che attesterebbero l’esatto contrario di quanto ha affermato in commissione bilancio.

La rivendita in questione appartiene alla madre del consigliere comunale Massimiliano Bernardi, attualmente capo della lista civica Alternativa per Carrara, ma con un passato di ben tre consigliature da assessore nelle giunte di centro sinistra che hanno preceduto gli attuali 5 stelle.

A smentire le affermazioni del presidente della commissione commercio Guadagni è stato, oggi, proprio Massimiliano Bernardi che ha presentato tutti i documenti relativi alla storia della rivendita, dimostrandone l’assoluta regolarità. “Sinceramente non so cosa abbia fumato il consigliere Guadagni per fare quelle affermazioni, perché non ne ha indovinata una, nemmeno per sbaglio. – ha detto Bernardi – Cominciamo dalla legge che vieterebbe la rivendita di fiori dentro i cimiteri: non esiste da nessuna parte una legge che sostenga questo, come dimostrano le concessioni date in moltissimi comuni italiani. Per quanto riguarda la concessione della licenza non c’è alcuna irregolarità. Mia madre prese la licenza negli anni ’80 quando io ero un bambino, dalla Camera di Commercio perché il precedente gestore che era anche il custode del cimitero, l’aveva restituita chiudendo l’attività. Avevamo un posto assegnato fuori dal cancello ma all’inizio si vendeva dentro perché lo spazio fuori dal cimitero di Marcognano è molto poco ed era troppo scomodo. Nel 2000 il sindaco Segnanini fece un’ordinanza specifica proprio per autorizzare la rivendita all’interno del cimitero perché all’epoca esisteva un regolamento comunale, vecchio e non aggiornato, che vietava la vendita dei fiori dentro ai cimiteri. Nel 2003 il regolamento venne adeguato a quello nazionale che non vieta la possibilità di vendere fiori dentro i cimiteri. Proprio in quel periodo trasferimmo la rivendita all’interno di un locale che si trova di fianco alla chiesina di Marcognano, vicino all’entrata. Si tratta di una stanzetta di 11 metri quadrati per la quale da allora abbiamo sempre pagato un canone di locazione in aggiunta alla concessione per il posto fisso. Un canone che oggi è di 1000 euro annui. Contrariamente a quanto pare aver detto il consigliere Guadagni, quella stanzetta non è mai stata una camera mortuaria. La concessione ha una durata di nove anni ed è rinnovabile tacitamente. Nel 2017, comunque abbiamo presentato domanda per il rinnovo, ma l’allora sindaco Zubbani chiese a tutti i gestori di concessioni in scadenza – che sono le stesse di quelle demaniali per gli stabilimenti balneari – di aspettare l’imminente applicazione della direttiva Bolkenstein per determinare i rinnovi e, ad oggi siamo ancora in attesa di questa misura, ma ugualmente in regola perché la concessione prevede il rinnovo senza richiesta“.

L’ipotesi avanzata da Guadagni e dai 5 stelle in commissione commercio, secondo quanto riferito dal consigliere Lapucci presente alla conferenza stampa, prevede non solo il ritiro immediato della concessione alla madre del consigliere Bernardi, ma anche la creazione di uno spazio per i fiori nel parcheggio del cimitero che si trova a una cinquantina di metri dall’ingresso nel quale collocare non più una sola rivendita ma due – per evitare il monopolio esclusivo del settore - definite tramite gara pubblica.

“Il cimitero di Marcognano versa da anni in condizioni di degrado e abbandono – ha concluso Bernardi – ed ha una media di cinque visitatori al giorno e di una cinquantina di funerali l’anno. Non ce la fa una rivendita di fiori a sopravvivere, figuriamoci due. La mia famiglia ha lavorato lì per tutta la vita ed ha sempre dato anche un servizio di indicazioni e assistenza ai visitatori che non sempre era garantito dalla presenza di un custode. Mi sembra fin troppo evidente che l’attacco, senza alcun fondamento né cognizione dei fatti, sia stato fatto intenzionalmente per colpire me e per ragioni politiche.”.

Il caso della rivendita di fiori nel cimitero di Marcognano era stato già sollevato anche nella precedente amministrazione dall’allora consigliera Claudia Bienaimè che portò in consigli comunale diverse interpellanze al riguardo alle quali venne risposto con l’evidenza dei documenti che attestavano la regolarità della licenza. Sempre nell’epoca delle feroci contestazioni alla giunta Zubbani venne richiesto, proprio nei giorni intorno alla festa dei morti, un intervento della Guardia di Finanza a verificare la regolarità dell’attività svolta dalla rivendita di fiori di Marcognano ma, anche in quel caso il risultato fu la conferma della perfetta regolarità dell’esercizio.


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