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Politica

Continua la polemica sugli atti vandalici al monumento a Bellugi: Benedetti accusa le manifestanti del corteo "Donne e Resistenza"

lunedì, 15 aprile 2019, 14:13

di vinicia tesconi

Il monumento al  podestà fascista e poeta massese Ubaldo Bellugi è ancora al centro dell'infinita polemica tra l'amministrazione di centro destra che lo ha voluto e le forze di centro sinistra che lo contestano. L'ultimo "assalto" alla stele che riporta una poesia del Bellugi è un fuoco appiccato alla base del monolite che ha annerito la parte bassa del monumento.  Gli esiti del micro incendio sono stati rinvenuti ieri mattina, cioè proprio il giorno successivo alla manifestazione" Donne e Resistenza" organizzata dal gruppo Rete Antisessista Massa.  L'evento, autorizzato e svolto alla presenza della polizia, rientrava nell'ambito delle manifestazioni celebrative della Resistenza in occasione dell'anniversario della Liberazione di Massa. L’evento aveva previsto il momento conclusivo con letture relative al ruolo delle donne nella Resistenza, nel parco dei Quercioli, dove si trova la stele in onore a Bellugi che, per la durata dell'evento è stata coperta con un telo recante la scritta:"Bellugi fascista, assassino, picchiatore". E questo aveva già fatto partire  la polemica con il presidente del consiglio di Massa, Stefano Benedetti, che aveva manifestato su Facebook e poi sulla stampa, il suo dissenso per quello da lui indicato come un altro  atto vandalico contro il monumento a Bellugi.  Stamani Benedetti ha rincarato la dose indicando come responsabili del danneggiamento le donne che hanno partecipato alla manifestazione di sabato. Ad introduzione di un post con la foto del monumento sporco di fuliggine, Benedetti ha infatti scritto: “Grazie alle antisessiste per il regalino che ci hanno lasciato... grazie davvero per la civiltà dimostrata...”.  Ma pronta è arrivata sui social la risposta delle rappresentanti di Rete Antisessista che hanno chiarito:" Per tutta la durata dell'evento sono stati presenti gli agenti della Digos che hanno atteso fino a quando le ultime di noi hanno raccolto tutti gli striscioni e li hanno portati via. Il monumento era intatto quando ce ne siamo andate. Del resto se qualcuno avesse appiccato il fuoco durante la manifestazione se ne sarebbero accorti tutti.”. Benedetti, ieri, aveva dovuto anche scusarsi pubblicamente per aver postato, in prima battuta, una foto relativa all’evento Donne e Resistenza in cui compariva un bambino che il presidente del consiglio comunale di Massa aveva introdotto con la frase: “ Sono solo dei vandali incivili”.  Il clima intorno al tribolato monumento al podestà fascista è diventato ormai incandescente e sembra destinato solo a peggiorare visto che, con ogni probabilità, le parti offese sceglieranno le vie legali.

Nella giornata di sabato pomeriggio la rete antisessista 

Nell' evento in questione la rete antisessista si è riunita ai Quercioli per dar vita ad una serie di letture pubbliche e riflessioni circa la presenza delle donne nella Resistenza, presenza spesso relegata all'oblìo della collettiva memoria.

Abbiam proposto letture di Rossana Rossanda, Tina Costa, Nilde Iotti fin poi arrivare ai nostri giorni con riflessioni di Ilaria Cucchi e uno sguardo verso le prigioniere politiche in Kurdistan.

Durante l'evento autorizzato dalla Questura e con presenza di agenti Digos, abbiam proposto oltretutto musiche popolari e striscioni, cartelli con messaggi circa il nazifascismo, la lotta al patriarcato e di come, attraverso la Liberazione possa passare anche l'emancipazione femminile e la conquista di diritti da parte delle donne.

Uno degli striscioni/ lenzuola realizzati lo si è poi apposto sulla stele del Podestà fascista Bellugi.

Apposizione, non deturpazione né atto vandalico di usura della stele. Atto vandalico che pur volendo, non si sarebbe potuto concretizzare, data presenza costante di agenti Digos.

 

Al termine dell' evento, intorno alle 18, abbiam portato via le casse e rimosso gli striscioni.


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