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Politica

“Il Politeama va messo in sicurezza”: la richiesta del Comitato in difesa del teatro storico

giovedì, 20 giugno 2019, 09:37

Gli auspici del sindaco De Pasquale sulla struttura del teatro  Verdi non hanno convinto il comitato per il Politeama, né lo hanno fatto le sue proteste di accoglimento del “grido di dolore e di allarme” avanzato dal comitato stesso, in relazione al destino del celebre ma ormai sfortunatissimo teatro. Il breve messaggio del sindaco pentastellato di Carrara è giunto ieri, dopo che la pubblicazione da parte del Comitato per il Politeama di un riepilogo della complessa vicenda giudiziaria dell’edificio caratterizzata da continui rinvii e da inquietanti perplessità, in previsione della sesta ripartenza del processo, prevista per il primo di luglio,  per la responsabilità dei crolli avvenuti nel Politeama nel 2008 e nel 2011. Così il Comitato per il Politeama:

“Da quando è stato istruito  il processo per i crolli del Politeama,  sono stati cambiati sei giudici e ogni giudice ha dovuto necessariamente riavviare la procedura e ripartire da zero, come se tutto quello che è stato già detto, dibattuto ed accertato fino a quel momento non fosse mai stato detto, dibattuto ed accertato : giudice Ferri fino al 2012; giudice Garofalo fino al 2014, giudice Sgambati fino al 2017, giudice Congiusta fino al 2018, giudice Prudente fino al 2019 e ora finalmente, giudice Basilone che terrà la prima udienza il primo luglio 2019.
Noi sappiamo che il cedimento dei pilastri è dipeso dai lavori di sopraelevazione del tetto fatti per costruire appartamenti, sovraccaricando così con quintali di cemento l’equilibrio di una centenaria struttura in mattoni, e che stando così le cose la responsabilità è da attribuire a chi ha commissionato quei lavori.
Lo sappiamo perché è emerso chiaramente dalle perizie dei consulenti del tribunale e dalle testimonianze presentate nelle udienze fatte in questi 11 anni. Il giudice che il 1° luglio presiederà la sesta “prima udienza” invece dovrà fare finta di non saperlo o di non poterlo sapere senza ricominciare ad ascoltare testimoni che ridiranno le solite cose e periti che riconfermeranno le solite perizie che riporteranno alle solite conclusioni. Ma  la prescrizione, che scadrà nel 2023 dopo i quindici anni previsti,  non ricomincia ad ogni ripartenza del processo e invece continua a decorrere, e anche il sesto giudice  potrebbe, di nuovo,  essere sostituito da un settimo.” Le giustificazioni di questo non consueto balletto di giudici ci sono, ma non placano le perplessità : Cosimo Ferri mollò il processo per aver ricevuto la nomina a sottosegretario alla Giustizia e questo ci sta, può succedere. Poi si decise di accorpare due processi in uno solo e anche qui, per farlo è necessario nominare un giudice nuovo.  Di seguito venne fuori uno spostamento da un tribunale ad un altro e poi, ovviamente il pensionamento del giudice nominato. Insomma tutte cose plausibilissime la cui unica particolarità è la sequenza puntuale all’interno dello stesso processo.  Anomalia che  non può non sollevare i dubbi espressi dai membri del Comitato per il Politeama sul fatto che la burocrazia, in questo caso, stia imbrigliando la giustizia  facendo il gioco, sicuramente in maniera involontaria, di che ha tutto da guadagnare dal sopraggiungere della prescrizione. Ma nella riflessione del Comitato per il Politeama c’è anche l’incomprensione nei confronti dell’immobilità evidenziata dal sindaco De Pasquale e dai suoi collaboratori nei confronti della vicenda del Politeama che è per la quota di 180 millesimi, anche proprietà del comune di Carrara  che esercita anche dei diritti sulla gestione del Teatro. Accanto alle accuse di assenza dell’amministrazione a livello pratico e politico nella vicenda, Il Comitato per il Politeama ha avanzato anche critiche relative al disinteresse mostrato dall’amministrazione verso lo stato dell’edificio, la manutenzione dei 2800 puntelli e soprattutto l’indifferenza verso il fatto, gravissimo, della mancata messa in sicurezza dello stabile. “ In cava si dice che ’l pes i n dorm, e il peso del Politeama è sempre lì,  nel centro  della città, che incombe su tutti noi. – hanno spiegato dal Comitato per il Politeama – E’ necessario attivarsi con urgenza per tutelare sia il bene pubblico sia la salute dei cittadini.”.

La mancanza di un certificato di messa in sicurezza del Politeama è il tema che, al momento sta più a cuore al Comitato, che ha ricordato che la presenza dei puntelli era dovuta a una situazione di emergenza per scongiurare pericoli più gravi nel momento in cui si sono verificati i cedimenti. Ma il passaggio successivo alla messa in sicurezza vera e propria dello stabile non si è mai verificato. Il Comitato quindi ha chiesto al sindaco di attivarsi in questa direzione che compete direttamente il comune  e che faccia avere al più presto un certificato di messa in sicurezza perché la mancanza di quest’ultimo determina che l’edificio, posto in pieno centro cittadino, risulti pericolante. Secondo i membri del Comitato si tratterebbe di   un problema politico che il sindaco dovrebbe risolvere  con forza ma la risposta  data sulla questione  renderebbe evidente che sia  l’attenzione dell’amministrazione sia  più  sull’aspetto del decoro  del palazzo, connesso con lo stato di abbandono in cui versa in attesa della fantomatica data di inizio dei lavori di ristrutturazione, che sui rischi dovuti alla mancata certificazione di messa in sicurezza. E’ una responsabilità politica e sociale nei confronti dei cittadini che, secondo il Comitato per il Politeama, spetta al sindaco.


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