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Politica

“Settore lapideo in dismissione”: l’analisi di Bernardi al testo dei Pabe redatti dall’amministrazione

giovedì, 13 giugno 2019, 09:52

“Occorre minimizzare la materia escavata nel complesso”: è un’affermazione contenuta nel Pabe, Piano attuativo beni estimati, presentato in rincorsa e grave ritardo dall’amministrazione grillina nei giorni scorsi, a poche ore dal consiglio comunale, che, secondo il consigliere di Alternativa per Carrara, Massimiliano Bernardi, sintetizza la linea politica dell’amministrazione volta a mettere in dismissione il settore lapideo. “Nel Quadro Conoscitivo Socio-Economico  - ha spiegato Bernardi -  all’elaborato A1.1 ovvero il Rapporto di IRTA LEONARDO si legge che  Carrara “non può limitarsi a vivere della rendita ottenuta con lo sfruttamento del marmi”  e questo farebbe pensare ad una strategia volta da un lato a sostenere le attività estrattive e dall’altro a creare le condizioni per lo sviluppo di altre attività che integrino tale rendita. In realtà  ciò è contraddetto dalla frase : “occorre minimizzare la materia escavata nel complesso” dalla quale si evince che  la strategia è rivolta alla graduale sostituzione dell’economia del marmo. Minimizzare la materia escavata  vuol dire  ridurre a catena le quantità trasformabili localmente, l’export di lavorati, l’economia dell’indotto, l’occupazione e i proventi della tassa marmi.”. L’analisi di Bernadi si è focalizzata anche sulla totale assenza di richiami al modo con cui sono impiegati i proventi della tassa marmi, per dimostrare che la mono economia del marmo non sostiene Carrara : “ Non  c’è una sola parola chiara su quale altra economia dovrebbe sostenere Carrara. C’è solo da sperare che l’altra economia non sia l’industria turistica del marmo perché, per raggiungere gli stessi proventi della tassa marmi,  si finirà con l’ assistere al graduale decadimento economico di Carrara. Moltissimi, infatti,  i paletti posti all’esercizio di tali attività, che con quelli precedenti e successivi ai PABE, restringono sempre di più i margini di operatività.”.

Bernardi ha ribadito la necessità di una regolamentazione anche severa nel settore lapideo ma ha sottolineato l’importanza di un piano che abbia chiari punti di partenza e punti di arrivo. “ Se la partenza fosse stata il sostegno delle attività estrattive quale fondamento dell’economia della città, allora le regole avrebbero dovuto tendere a conciliare attività più sicure e meno inquinanti con il mantenimento della competitività della filiera locale, ponendo in condizioni di parità le attività estrattive con le esigenze ambientali e, nel caso specifico, paesaggistiche, secondo gli indirizzi dell’Europa per lo sviluppo sostenibile nelle industrie estrattive non energetiche - cave, miniere.

 Le norme tecniche dei PABE sono orientate in tutt’altra direzione. Del resto 32 articoli su 49 sono dedicati ad integrare le attività estrattive nella pianificazione ambientale. In una prospettiva diversa da quella prefigurata dai PABE i profili ambientali e paesaggistici avrebbero dovuto essere integrati nella disciplina delle attività estrattive . Hanno peggiorato le condizioni dei lavoratori e stanno uccidendo le imprese. Peggio di così solo dei  fenomeni.”


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