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Politica

Comitato dei pini di viale Colombo, lettera aperta all'assessore Raggi

domenica, 18 agosto 2019, 12:02

A nome del comitato difesa dei pini di viale Colombo pubblichiamo un testo contenente alcune domande cui l’assessore Raggi dovrebbe rispondere: Meglio, se all’interno del Consiglio Comunale o in un’Assemblea pubblica. Certamente, se fossimo in presenza di un Consiglio comunale responsabile e attento alle problematiche cittadine, composto da consiglieri di opposizione soprattutto, ma anche di maggioranza, queste domande potrebbero davvero essere portate in tale contesto.

 

Domande per l’assessore Raggi

  1. L’assessore era informato che nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possono disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica (art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.,)? Tali divieti sono ripresi dall’art. 79, comma 2°, della legge regionale Toscana n. 30/2015 e s.m.i. Il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo di nidificazione può integrare eventuali estremi di reato, in particolare ai sensi dell’art. 544 ter cod. penale.

1a) Se non lo sapeva, non considera grave questa ignoranza? E se lo sapeva, non considera grave aver violato, scientemente, una legge?

1b) Come spiega la richiesta, inoltrata al Comandante dei Carabinieri Forestali, in data 13 giugno (pertanto, il quarto giorno dall’inizio dell’abbattimento dei pini e dopo che i primi pini erano già stati abbattuti) per chiedere il loro intervento al fine di verificare la presenza di nidi “abitati” sui pini da abbattere? Tale richiesta non si concilia né con il sapere (perché allora avrebbe dovuto interpellarli prima) né con il non sapere (perché allora non avrebbe dovuto interpellarli affatto).

  1. Perché i lavori si sono fermati e non è stato rispettato il cronoprogamma deliberato né relativamente alla durata (90 giorni) né relativamente all’ordine delle fasi che, in successione, prevedeva: abbattimento pini, rifacimento marciapiede, piantumazione delle palme?

  2. Perché, ancora diversamente da quanto deliberato, è stato piantumato un numero maggiore di palme (18 al posto di 7) e perché le palme piantumate sono adulte, di maggiore altezza (oltre 5 metri) rispetto alla prevista altezza di 1.75? Dove verranno reperite le risorse per affrontare l’inevitabile e consistente incremento di spesa?

  3. Perché nel computo metrico del 14 gennaio 2019 compare già il costo delle palme, mentre, nella relazione tecnica della stessa data, i due geometri dell’ufficio strade scrivono: “Circa la messa  a  dimora  delle  nuove  essenze,  in  questa  prima fase  progettuale,  si  è  optato  per la  palma "washingtonia  robusta"  ma  ovviamente  la  scelta  definitiva  dell'essenza  vegetale  più  idonea  dovrà  essere stabilita  dall'Amministrazione  Comunale  di  concerto  con  il  responsabile  del  servizio  di  gestione  e manutenzione del verde pubblico” e non si parla in alcun modo di una relazione sulla storicizzazione delle palme?

  4. L’assessore era informato che il D.P.R. n. 31/2017 (art. 2, comma 1°, e Allegato A) esenta dalla necessità di autorizzazione paesaggistica la “sostituzione o messa a dimora di alberi e arbusti, singoli o in gruppi, in aree pubbliche o private, eseguita con esemplari adulti della stessa specie o di specie autoctone o comunque storicamente naturalizzate e tipiche dei luoghi, purché tali interventi non interessino i beni di cui all’art. 136, comma 1°, lettere a, b, del Codice, ferma l’autorizzazione degli uffici competenti, ove prevista” (punto A.14).    E sapeva dunque che l’intervento, per le informazioni in possesso (cioè il D.M. 10 gennaio 1953, integrato con D.M. 3 febbraio 1969), dev’essere necessariamente munito di autorizzazione paesaggistica perché interessa "i beni di cui all’art. 136, comma 1°, lettere a, b, del Codice"?

  5. Perché, se, come afferma l’Assessore, per due pini del tratto interessato all’abbattimento è richiesta l’autorizzazione paesaggistica della Sovrintendenza (essendo distanti meno di 300 metri dall’arenile), non è stata inoltrata tale richiesta prima della Delibera del progetto, essendo tale autorizzazione obbligatoria per l’approvazione? E, anzi, vi si dichiara esplicitamente che il progetto non necessita di alcuna autorizzazione?

  6. Perché la relazione sulla storicizzazione delle palme, che dovrebbe essere un documento allegato al progetto definitivo, essendo proprio questa la motivazione - almeno secondo i responsabili del progetto - alla base della deroga dell’autorizzazione paesaggistica e, quindi, dovrebbe essere anteriore al 19/02/2019 (data di approvazione del progetto definitivo), è stata invece assegnata come incarico il 22 maggio e consegnata in un indefinito giorno di maggio (inevitabilmente successivo al 22 stesso)?

  7. Perché si è reso necessario sbucare il marciapiede appena terminato per sostituire delle tubature d’acqua? Non esiste un centro di programmazione unico dei lavori, che risparmi tempo e denaro pubblico?

  8. L’assessore ha valutato con obiettività la lettera inviata dalla Soprintendenza ai tanti cittadini che l’hanno sollecitata ad esprimersi sul progetto di Viale Colombo? Tale lettera definisce non esaustiva la norma di riferimento DPR 31/2017 allegato A e dunque considera il proprio parere non certo. Definisce la norma in oggetto controversa, forse in riferimento al D.M. 10 gennaio 1953, integrato con D.M. 3 febbraio 1969 dove la sostituzione o messa a dimora di alberi e arbusti dev’essere necessariamente munita di autorizzazione paesaggistica perché interessa "i beni di cui all’art. 136, comma 1°, lettere a, b, del Codice”. In virtù di ciò, probabilmente, dichiara, questa volta con decisione, che “sarebbe stato apprezzabile un momento di confronto volto all’accertamento” e dove dichiara che “sarebbe stato apprezzabile un momento di confronto volto all’accertamento del presupposti per la realizzazione dell’intervento”. Cosa risponde dunque a questo “rimprovero” della Sovrintendenza per la mancata partecipazione? Ritiene di aver avuto rispetto del principio di partecipazione e di aver avuto rispetto integrale – ovvero in ogni sua parte - del dettato della L. 241 del 1990 e s.m.i.?

  9. Perché ha ritenuto opportuno consultare una sola associazione ambientalista, pur in presenza di altre associazioni attive sul territorio? Perché, coerentemente con questa scelta, non ha però tenuto conto del parere contrario all’uso delle palme in sostituzione dei pini? Perché, nel momento in cui ha consultato tale associazione, non le ha fornito tutte le informazioni, e cioè (secondo quanto afferma l’associazione stessa): che il progetto era già stato approvato nel momento in cui l’associazione fu consultata; che non le è stata detta la vera causa dell’abbattimento, cioè la manutenzione e la salvaguardia del parcheggio (invece che dei pedoni)? Ha forse voluto strumentalizzare la buona fede dell’associazione, confidando nella sua benevola disponibilità e nella reputazione della stessa?

  10. L’assessore esclude che alla base della decisione dell’abbattimento dei pini ci sia la volontà di adeguare il Viale Colombo al Lotto 2 e al lotto 3 del water front, trasformando in tal modo - secondo il parere di molti esperti – il Viale in una via di scorrimento di grande traffico pesante e condannando così, definitivamente, la Marina non solo a non essere una cittadina turistica ma neppure ad essere un luogo in cui risiedere, con inevitabile deprezzamento delle case che sul viale e zone limitrofe insistono?

  11. L’assessore è ancora convinto di “aver fatto la scelta giusta”? Di aver valutato le ricadute in breve medio e lungo periodo e di aver agito nel totale rispetto dei principi di efficienza, efficacia, economicità, legalità, trasparenza e giusto procedimento, principi ai quali l’azione della PA è obbligata ad ispirarsi ai sensi di legge?

 

Un invito all’Assessore

La invitiamo, come già hanno fatto anche sulla stampa altri cittadini, a passeggiare, in una bella e calda giornata di sole estivo, nel tratto di viale con il nuovo arredo arboreo, con genitori, figli, nipotini; ancora meglio, se vi passeggerà quando i lavori saranno terminati e vi stazioneranno e transiteranno le auto, conformemente al progetto, di fatto, di un controviale. Non vogliamo sapere che cosa proverà: se lo tenga per sé, ma certamente capirà il motivo per cui verrà ricordato dalla cittadinanza negli anni futuri.

 

 

 

 

 


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