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Politica

Il campo rom del Lavello è ancora lì: la Lega ricorda la promessa di De Pasquale

martedì, 14 gennaio 2020, 21:41

Il “superamento del ghetto” di cui, nel 2018 aveva parlato il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale annunciando un rapido smantellamento del campo rom al Lavello è rimasta una promessa senza seguito.

A ricordarlo è il coordinamento comunale della Lega che ha segnalato come la zona sia ancora molto degradata e come i residenti si siano attivati per sollecitare il mantenimento della promessa fatta da De Pasquale.

“Negli ultimi anni al campo rom - ha spiegato Nicola Pieruccini coordinatore comunale della Lega - sono state costruite vere e proprie case in muratura con bagni in marmo e rifiniture pregiate ma vi sono rimaste alcune pericolose carcasse di roulotte bruciate. Il sito che si trova sotto il ponte dell’autostrada tra la ferrovia e un corso d’acqua inquinato, è del tutto irregolare e rigorosamente abusivo, oltreché in situazione malsana dal punto di vista igienico-sanitario e ambientale". 

Pieruccini ha ricordato che il comune di Massa aveva a suo tempo certificato la presenza di sversamenti tossici e scarico rifiuti nel Lavello da parte dei residenti del campo che implementavano l'inquinamento delle acque. La gravissima situazione era stata segnalata più volte a GAIA "affinché sistemasse definitivamente il depuratore. Si sa infatti che le case presenti nel Campo non sono collegate alla rete fognaria e sono costruite su un terreno non edificabile, ma i Rom ci vivono tranquillamente da 30 anni col beneplacito della politica della sinistra che ha concesso loro di tutto.”

Secondo Pieruccini la parte “rossa “ dell’amministrazione grillina avrebbe manifestato tolleranza per la situazione del campo rom, ma che le lamentele sarebbero sempre più numerose, specie da parte di chi ha ricordato che gli stessi abusi fatti al campo rom non sarebbero stati tollerati se fatti da cittadini italiani.

“Gli abitanti del campo sono principalmente bosniaci – ha continuato Pieruccini - restano lì per scelta e non sono, come affermano molti buonisti, cittadini italiani. Quasi tutti sono pregiudicati che hanno scontato nel campo gli arresti domiciliari o sono stati obbligati alla firma, in tanti non lavorano e qualcuno non ha neppure i documenti in regola. A fronte della situazione come questa la Lega stigmatizza il comportamento del sindaco per il “mancato censimento“ che avrebbe permesso di capire chi e quante persone realmente vivono nel campo del Lavello perché i cittadini italiani pretendono e meritano legalità e non l’insicurezza. Basta con i continui roghi, la sporcizia, i cumuli di elettrodomestici sventrati, le bombole di gas abbandonare , le gomme e i chili di cavi elettrici oltre alla precaria situazione igienico sanitaria. “.

La Lega ha sottolineato l’urgenza dello smantellamento anche come misura per tutelare i minori presenti al campo e i residenti della zona circostante che hanno dovuto chiamare le forze dell’ordine a più riprese per roghi, schiamazzi L'obbligo di smantellare questo aggregato d'illegalità per la Lega è anche dovuto al fatto che in mezzo a tutto questo e altre forme di disturbo della quiete pubblica provenienti dal campo.

”Il sindaco - ha concluso Pieruccini - puntava a spostare gli attuali nuclei in zone più consone al decoro ed aveva anche individuato alcuni terreni che sarebbero stati acquistati dalle famiglie rom e chiedere alla Regione Toscana di assistere il comune in questo delicato percorso ed aveva anche ricevuto un encomio pubblico proprio dal governatore PD Enrico Rossi, alleato di governo. A questo punto ci dica il sindaco de Pasquale se e quando manderà le ruspe a smantellare il campo rom del Lavello come aveva promesso oppure se dopo l'inciucio del Movimento 5 Stelle con il Pd ci ha ripensato.”.


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