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Politica

“Non tutte le cave sono chiuse”: Bernardi chiede l’intervento del sindaco per punire i trasgressori del decreto ministeriale

mercoledì, 25 marzo 2020, 17:53

La legge dettata dell’emergenza ha predisposto la chiusura di tutte le aziende che  non producono beni di primaria utilità comprendendo tra queste anche tutte le ditte che estraggono marmo dalle cave di Carrara, ma, a quanto riferisce il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi, le nuove disposizioni di sospensione del lavoro non sarebbero rispettate da tutti gli imprenditori del marmo.

“De Pasquale predisponga immediati controlli su tutte le cave ed intervenga con le sanzioni previste contro  chi non rispetta l’ultimo decreto del governo – ha detto Bernardi -  L’amministrazione non  può agire in ordine sparso, senza una strategia mirata , perché questo comportamento può portare ad effetti negativi in termini di efficacia e tempestività degli interventi necessari per frenare il contagio.  Le nuove disposizioni bloccano tutto fino al 3 aprile per cui non è più sostenibile il silenzio e l'inefficienza da parte  del sindaco De Pasquale sulla chiusura totale delle cave. I cittadini mi informano che, purtroppo,  a tutt'oggi, non  tutte le aziende aderenti a Confindustria Massa Carrara, del settore lapideo sia in cava, sia al piano, hanno sospeso la propria attività. Anche quelle che, dopo l'incontro in Prefettura avevano predisposto piani e misure di sicurezza per i propri dipendenti, oggi devono rispettare il Decreto del Presidente del Consiglio perché ormai non ci sono più le condizioni  per andare avanti. Il sindaco a questo punto ha l'obbligo di predisporre controlli oltre che sui cittadini “disobbedienti “ anche sugli imprenditori del marmo “inadempienti" , e adesso più che mai ha il dovere di contribuire in ogni modo a rallentare la diffusione del virus che in città conta già troppi morti e contagiati.”. Bernardi ha riferito che  le cooperative Gioia, Lorano e Canalgrande ed anche altre hanno  deciso di fermarsi, mostrando di essere persone responsabili che, al fine di tutelare la salute dei  soci lavoratori, dei clienti, dei fornitori e dei loro familiari hanno preso questa importante e sofferta decisione, mentre  altre aziende sono ancora attive.  “ I vari casi di contagi verificatisi in molte aziende del territorio confermano che in questo momento la priorità resta la salute – ha aggiunto Bernardi -  anche perché purtroppo constatiamo ancora che non tutti rispettano le regole e questi comportamenti insensati possono portare un intera comunità a vivere un’emergenza senza precedenti. Da qui la richiesta chiara verso il Primo cittadino che ha la responsabilità a far effettuare più rigidi controlli alle cave e pretendere il rispetto delle  esigenze primarie di salute non più rinviabili.”.


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