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Politica

Bus turistici fermi da tre mesi per l’epidemia: crisi economica gravissima secondo Fit Cisl

giovedì, 21 maggio 2020, 16:56

Le aziende dei Bus Turistici sono ferme dal 21 febbraio, quando è stato scoperto  il primo caso in Italia di covid-19. Da allora, nel giro di pochi giorni, furono annullate tutte le gite scolastiche in programma, un lavoro di circa due mesi tra programmazione, pubblicità e vendita dei pacchetti all’utenza. Un danno enorme dunque per tutto il settore, avvenuto proprio alla vigilia dell’inizio della stagione turistica, considerando che marzo, aprile e maggio rappresentano oltre il 50 per cento del fatturato annuale del comparto.I piccoli imprenditori del turismo sono ormai allo stremo delle loro forze e chiedono aiuto.

“Ci sembra d’obbligo pertanto come FIT-CISL cogliere il loro grido, considerato che il noleggio bus in Toscana vanta circa 2000 autisti dipendenti a tempo indeterminato e, nel pieno della stagione turistica, ulteriori 800 autisti dipendenti a tempo determinato. A questi numeri vanno aggiunti altri 700/800 dipendenti circa tra accompagnatori, guide turistiche ed addetti alle agenzie di vendita. Numeri questi che dovrebbero rendere bene l’idea di quanto sia importante l’intero settore per l’economia Toscana e quanti posti di lavoro sono interessati.

Con il COVID-19 tutto si è fermato. I dipendenti sono in Cassa Integrazione ma con 730 euro mensili si stanno guardando intorno, si stanno rivolgendo al settore logistica / trasporto merci, rischiando di portare ulteriore danno alle aziende di noleggio che rischiano di perdere autisti formatisi nel corso degli anni alla guida dei loro bus. In un settore come questo, dove l’esperienza del dipendente è importantissima, sarebbe una vera e propria beffa. Non si diventa buoni conducenti dalla sera alla malattia solo per il semplice fatto di aver conseguito una patente. Patente che tra l’altro è da considerarsi a tutti gli effetti un vero e proprio brevetto nonché un investimento visto che per conseguirlo occorrono ben cinquemila euro. Un vero e proprio investimento per i giovani dipendenti.

A questo punto sono fondamentali tre passaggi: la ripartenza, i protocolli di sicurezza e gli incentivi uguali in tutti i paesi dell’Unione Europea. La ripartenza  deve tener conto non solo dei  ma anche delle  spese fisse cui le aziende devono comunque far fronte come ad esempio l’ammortamento e la svalutazione dei bus. I protocolli delle linea guida devono  garantire sicurezza, ma devono anche essere uguali in tutta Europa, per non creare concorrenza sleale tra aziende di bus facenti parte della comunità europea come ad esempio nei trasporti dei gruppi americani, giapponesi e cinesi in tour europeo. Uguali per tutti anche gli incentivi perché  gli aiuti che intende dare lo stato Italiano alle imprese di noleggio bus devono corrispondere a quelli elargiti dagli altri paesi membri per non creare disparità tra aziende di Paesi diversi.”


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