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Politica

Micheli (USI Cit Lucca) critica la proposta della ripresa delle attività scolastiche lanciata dal ministro Azzolina

venerdì, 8 maggio 2020, 09:42

Uno spezzatino, una “soluzione finale", nel senso hitleriano del temine, cioè l’annientamento dei valori cardine su cui è imperniata la scuola con la massima penalizzazione, come sempre, per i soggetti più fragili. Non ha mezzi termini per il professor Lorenzo Micheli di USI Cit Lucca, insegnante, nella sua analisi di quello che, con molta probabilità, sarà il futuro prossimo della scuola italiana e non li ha neppure nei confronti dell’autrice del disegno di legge, il ministro dell’istruzione Azzolina che, per Micheli, ha subito un eccessivo fascino dal film Matrix, senza averlo neppure capito. La soluzione di dividere le classi a metà con doppi turni alternati tra presenza in aula e lezioni online assomiglia a un minestrone ormai virato in paccottiglia e non poteva non sollevare sdegno in molti dei soggetti direttamente interessati.

“Era pacifico che dopo la sanità smantellata, distrutta e  fatta a pezzi negli ultimi venti anni, sarebbe toccato alla scuola – ha spiegato Micheli - . Oggi, con la pandemia ancora in corso, infermieri e medici giustamente non possono essere toccati  ma il governo, a quanto pare, non ha imparato nulla dalle esperienze fallimentari compiute e ora colpisce la scuola. Poi toccherà alle pensioni e magari agli stipendi.  Due sono i motivi che  rendono la scuola un bersaglio facile: nella scuola  esiste l'ultima e significativa sacca di lavoro salariato, ma i contributi che vengono versati dallo stato sono in grande maggioranza figurativi e per il pregiudizio molto italiota secondo il quale gli insegnanti non fanno nulla di impegnativo ed hanno tre mesi di ferie pagate all’anno. Purtroppo abbiamo visto come, questo stupido qualunquismo straccione, ha ridotto la scuola italiana.”. Il professor Micheli ha preso in considerazione le difficoltà di attuazione pratica della proposta della Azzolina: difficoltà enormi nella gestione di una classe divisa in due, doppia lezione ogni giorno per gli insegnanti che prima fanno lezione in classe e nel pomeriggio devono ripeterla online, inevitabile penalizzazione per i ragazzi portatori di handycap privati, a settimane alterne, del contatto coi compagni cioè del loro principale strumento di socialità, incertezza totale sul destino degli insegnanti di sostegno. Micheli ha ironizzato sullo slogan che il governo ha legato alla scuola: “ Non lasceremo mai nessuno indietro” facendo notare invece, come la soluzione individuata dalla Azzolina, lascerà sul campo tantissimi ragazzi. “ Penalizzerà  i ragazzi più deboli- ha aggiunto Micheli -  quelli che più hanno bisogno della scuola come   luogo in cui provare a crescere.  Penalizzerà i più poveri, che al di là di ogni facile populismo non hanno il computer. Il 27 per cento delle famiglie italiane ne è ancora privo.” La proposta di USI Cit è invece quella di aumentare gli organici scolastici: “ Le classe vanno divise e non in modo matematico – ha chiarito Micheli -  ma a seconda delle esigenze che i ragazzi hanno. Se non c'è spazio nelle scuole per rispettare le norme di sicurezza che saranno rese operative, tornare ai doppi turni con le ore di 50 minuti. Eliminare il numero chiuso all 'università. Perchè con quest’ultimo è stata generata quella  mancanza di infermieri e di medici che, unito ai tagli alla sanità  ha reso ancora più violento l’attacco del coronavirus portando al collasso il sistema sanitario. Riconfermare  tutti i supplenti sia annuali, sia  temporanei. Queste indicazioni sono l’ unica possibilità  per  affrontare il prossimo anno scolastico.  I costi saranno sicuramente molto più alti ma, sebbene non sia compito degli insegnanti  indicare allo stato dove trovare le risorse, ci sentiamo di suggerire alcune possibilità:mettere la moratoria sugli F35 porterebbe nelle casse dello stato un miliardo di euro. Usare i soldi dal blocco del TAV che è andato avanti in tutti questi mesi anche con la pandemia porterebbe  altri 3 miliardi e 300 milioni . Messe insieme queste due cifre consentirebbero l'assunzione di almeno 150.000 lavoratori nella scuola e nella sanità. Altre soluzioni potrebbero essere tagliare i grandi manager di stato che poi sono quelli che hanno distrutto il sistema produttivo industriale italiano; escludere dagli aiuti che Bonomi della Confindustria vuole da tutte quelle aziende italiane che hanno la sede fiscale in Olanda e negli altri paradisi fiscali come Fiat, Mediaset per dirne alcune. Voci di bilancio per scuola e sanità ce ne sono a sfare ma senza una mobilitazione vera e di massa il sitema scuola verrà spazzato via.”.


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