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Pontremoli

Giorno della Memoria: incontro pubblico al Teatro Cabrini di Pontremoli

martedì, 21 gennaio 2020, 10:15

È sicuramente una delle pagine più buie della storia italiana, con l'approvazione nel 1938 delle Leggi Razziali – le cosiddette "leggi della vergogna" – il Governo fascista decise di calpestare il diritto alla vita di moltissime famiglie e innocenti tra violenza e terrore.

E proprio in occasione del Giorno della Memoria l'Istituto Storico della Resistenza Apuana accanto all'Istituto "Malaspina" di Pontremoli porterà in scena "I Sommersi e i Salvati: Identità e sorte degli ebrei residenti a Pontremoli al tempo delle leggi razziali" il prossimo giovedì 30 gennaio alle ore 09.30 presso al teatro "Cabrini". Cinque storie, cinque racconti di famiglie e singoli che hanno vissuto a Pontremoli in quegli anni, vicende molto diverse e alle quali la storia ha riservato destini distinti. 

L'incontro pubblico – patrocinato dal Comune di Pontremoli e che vede la collaborazione della Fondazione CDEC di Milano, dell'ANED della Spezia, degli Archivi di Stato locali e dell'ANPI "Laura Seghettini" di Pontremoli – è il frutto di un progetto durato due anni di lavoro, realizzato dagli studenti della classa quinta del Liceo Linguistico accanto alla loro insegnante prof.ssa Stefania Nuvoloni e al coordinatore didattico dell'I.S.R.A. prof. Angelo Angella.

Ma non solo, sempre nel corso della mattinata verrà presentato anche il quaderno "Treno della Memoria. Un viaggio per non dimenticare...", pubblicato dall'I.S.R.A. per consentire agli studenti liceali lunigianesi di esprimere le sensazioni e le emozioni provate durante il viaggio-studio ad Auschwitz e Birkenau organizzato dalla Regione Toscana nel gennaio dello scorso anno. Accanto agli studenti interverranno il prof. Vito Foà di Milano, unico testimone in vita dei protagonisti delle vicende affrontate nel corso della ricerca, alcuni discendenti degli altri ebrei dimoranti a Pontremoli ai tempi della Shoah, sopravvissuti alle persecuzioni antiebraiche e numerosi testimoni di quei terribili anni. 

La presenza di ebrei a Pontremoli era un dato di fatto che apparteneva alla storia stessa della città. Una normale realtà di convivenza, comune a tutta la società italiana. Ma tutto cambia con l'approvazione delle Leggi.

Ed ecco le cinque storie che verranno raccontante il prossimo 30 gennaio:

La famiglia di Augusto Foà arriva a Pontremoli all'inizio degli anni Trenta: il capofamiglia viene assunto dalle Acciaierie Falck - proprietarie della centrale idroelettrica di Teglia - quale responsabile locale. Nel 1924 aveva sposato l'ebrea rumena Paolina Schein e la coppia aveva avuto due figli maschi: Noè e Vito (una terza figlia, Paolina, sarebbe nata qualche anno dopo). Le leggi razziali obbligano Augusto a sottoscrivere la denuncia di appartenenza alla "razza ebraica": Noè e Vito non possono più frequentare le scuole pubbliche. Nel 1943 la situazione precipita: è allora che Augusto organizza un piano per mettere in salvo la famiglia.

Leopoldo Ascoli è figlio di un ebreo e di una cattolica. Sposa a sua volta una donna cattolica, Mentana Bagni: la coppia ha due figli, Leda e Bruno. Arriva a Pontremoli per lavorare come "segretario di officina" nel locale cementificio. Sarà proprio il figlio Bruno, nel 1996, a scrivere un libretto di memorie dedicate "a Pontremoli e a tutti i Pontremolesi" nelle quali racconta le disavventure dovute a quel "quarto di sangue ebreo" che scorre nelle sue vene.

Il medico Leopoldo Finzi nasce a Busseto da genitori "di razza ebraica"; dopo la separazione dalla moglie, vive ad Avenza: è un agiato pensionato che ha passato indenne gli anni successivi all'entrata in vigore delle leggi razziali. Ma all'inizio del 1943 subisce il sequestro di tutti i beni e prima della fine dell'anno il suo nome finisce nell'elenco degli ebrei da catturare predisposto dalla Questura. A Pontremoli, dal 1925, vive una figlia, la maestra Elba Finzi, sposata con il maestro Dante Pasquali.

Il giornalista Pier Luigi Tagiuri, ebreo nato a Livorno nel 1894, fin dal giugno 1940 è segnalato come possibile sovversivo da allontanare. Viene internato prima a Bagnoli Irpino poi, nell'ottobre 1942, a Pontremoli, all'albergo Vittoria che lo ospiterà per 10 lunghi mesi. 


Il dottor Zisea Alessandro Drapchind, nasce in Romania nel 1903, arriva in Italia nel 1924 e frequenta l'Università a Parma e a Firenze dove si laurea in Medicina. Intanto si era trasferito a Pontremoli dove aveva iniziato a prestare servizio volontario all'Ospedale dove, subito dopo la laurea, si impegna nella lotta antitubercolare; è anche medico condotto supplente a Zeri, Fosdinovo, Pontremoli. Nel 1934 ottiene l'assegnazione provvisoria all'Ospedale. Nel 1938 si sposa in Cattedrale, ma pur avendo contratto matrimonio con rito cattolico, è ugualmente segnalato perché di razza ebraica. Nel dicembre 1943 è ricercato per essere avviato al campo di concentramento di Fossoli: si rifugia allora in Vescovado grazie a mons. Sismondo, poi ripara a Mulazzo, infine si dà alla macchia e dal marzo 1944 fino alla Liberazione combatte come partigiano nel Battaglione Internazionale del maggiore Gordon Lett. 


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Franco Mare


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