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Rubriche : lettere alla gazzetta

Giardino di Alberico, lettera del presidente di Apuamater

giovedì, 21 febbraio 2019, 13:07

di claudio palandrani

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Claudio Palandrani inviata alle autorità e agli organi di stampa sul tema del Pomerio Ducale - Il Giardino di Alberico. La lettera costituisce la posizione ufficiale dell'Associazione Apuamater.

"Gli articoli che i giornali locali riservano in questi giorni all’ormai annosa questione del cosiddetto Pomerio Ducale, ovvero lo storico giardino fondato dal marchese Alberico Cybo Malaspina contestualmente alla fondazione della città di Massa, nel 1557, continuano –purtroppo- a raccontare cose che non vorremmo più leggere. O meglio, ne vorremmo leggere di molto diverse. Leggiamo invece di parcheggi! Leggiamo di concorsi di idee! Tutto ciò fa solo comprendere come la nostra città non abbia ancora preso consapevolezza che il giardino albericiano, per quanto oggi si presenti indecentemente ai nostri occhi, non costituisce solo parte importante della storia urbanistica della Massa tardorinascimentale ma sia realmente una potenziale risorsa culturale, ambientale e turistica. E’ anche, però, una grossa responsabilità “storica” per chi governa la nostra città, perché scelte sbagliate ne danneggerebbero irreversibilmente il recupero. Chi scrive, già a metà degli anni Novanta, assieme all’ing. Carlo Milani, presentò in una conferenza pubblica che si tenne nei locali della scuola media Bertagnini alla presenza dell’allora sindaco Roberto Pucci, un’articolata proposta di recupero filologico del giardino. La cosa, naturalmente, non venne neanche presa in considerazione. Non lo fu neppure quando, una decina d’anni dopo, dovendo redigere il PIUSS, l’Amministrazione Comunale del tempo mise insieme un progetto che non aveva né capo né coda e, di fatto, determinò il frazionamento l’unità del giardino. La cosa, neanche a dirlo, avvenne in cambio (allora si parlava di “perequazione”) di un certo numero di metri cubi di cemento da colare in altro luogo della città. Il tutto, naturalmente, senza avere alcuna idea di cosa farsene del “pezzo di terra” acquisito.

Passano un’altra decina d’anni ed ecco: Un parcheggio con “annesso” …..concorso di idee! Ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse drammatica. Evidentemente, gli oltre vent’anni nel corso dei quali sono stati scritti libri e versati fiumi d’inchiostro sul giardino di Alberico, non sono stati sufficienti a maturare il convincimento che l’unica vera soluzione perseguibile si chiama “recupero filologico”. Perché, però, questo intervento possa essere realizzato, c’è assolutamente bisogno che, chi sa, e chi può, sia chiamato a sedersi ad un tavolo, sotto l’egida del Comune, per lavorare -senza altro fine che il bene della città- alla rinascita del giardino di Alberico. Cioè farlo rinascere in senso storico-filologico, nella sua visione e dimensione integrale, dopo attente analisi archeologiche, e storico-documentali!! … Cioè senza parcheggi, sgambatoi per i cani, buche a forma di osso per la sabbia, aiuole multicolor con la data del giorno fatta con i vasetti di pansé, ed altre “amenità” simili che, purtroppo, anche in un passato recente, sono affiorate dalla fantasia e dal dilettantismo di alcuni soggetti che nessuno può osare definire “progettisti”.

A questo punto, l’Amministrazione, se vuole davvero affrontare il problema in modo serio, lungimirante e realmente costruttivo, a nostro modesto avviso, può fare solo una cosa: promuovere un incontro istituzionale di veri esperti per affrontare costruttivamente una questione che è tutt’altro che facile da risolvere, una questione certamente spinosa, che ha bisogno di molte competenze diverse e anche di risorse economiche. E’ una questione anche di metodo: bisogna tirare in gioco l’Università, la Soprintendenza, il MIBACT, gli organismi legittimati alla tutela e al restauro dei giardini e dei parchi storici, le varie competenze personali e istituzionali. Questi organismi (pubblici e privati) avranno certamente qualcosa da dire al riguardo aggiungendo solidi elementi di conoscenza e di metodo. Solo dopo un confronto di questo tipo, a cui ne dovrà seguire uno con la cittadinanza, si potranno trarre serie conclusioni definitive. E poi bisogna trovare i fondi, ma su un progetto di questo livello non crediamo che mancheranno i contributi di Regione, Stato, e anche della stessa Europa. Il recupero del Giardino di Alberico è, e deve essere, un progetto ambizioso, alto, che faccia capire che a Massa c’è realmente in atto un passo diverso sui beni culturali. Speriamo, questa volta, di essere ascoltati!"


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