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Rubriche : lettere alla gazzetta

Dalla Norvegia per scuotere la coscienza collettiva: la lettera aperta di Dario Perfigli

sabato, 23 marzo 2019, 00:05

di dario perfigli

Scrivo questa lettera perché ormai il problema è davanti agli occhi di tutti, inizia a muoversi qualcosa, ma ancora è abbastanza. Credo sia di vitale importanza che la nostra comunità, come la comunità mondiale affronti il problema del cambiamento climatico e ne abbia consapevolezza, una consapevolezza ancora troppo lontana dalla reale portata della questione. Dobbiamo agire o sarà troppo tardi. Colpirà tutti e ,non per fare il disfattista o il Nostradamus del nostro secolo, ma c'è bisogno che tutti sappiano la gravità delle condizioni in cui versa il nostro pianeta.

Inizia così la lettera aperta che Dario Perfigli, carrarese, studente presso l'università di Pisa e attualmente in Erasmus in Norvegia per studiare i cambiamenti climatici e la loro influenza sulla società del presente e del futuro, ha recapitato alla redazione della Gazzetta di Massa- Carrara

Dario studia assieme alla professoressa Karen O'Brien, docente che fa parte del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) insignito nel 2007 del premio Nobel per la pace "per l'impegno nel diffondere la conoscenza sui cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale".

L'intento di Dario è quello di  scuotere la coscienza collettiva, cosa che già si sta muovendo anche grazie alla nascita di gruppi come "Fridays for future" e di dare il suo contributo di studente all'estero per aumentare la consapevolezza della nostra comunità.  

Tutto nasce dalle nostre singole azioni, che espandendosi, in un determinato tempo, producono risultati enormi in un sistema intrinseco di causa-effetto come quello che regola il nostro mondo: il famoso effetto farfalla. Questa volta, però, non è una farfalla a provocare l'uragano, siamo noi. La nostra società dei consumi, ha scavato troppo in profondità portando il pianeta ad un quasi irreversibile collasso. 

Affrontare l'argomento del cambiamento climatico non è per nulla semplice soprattutto perché, nella maggior parte dei casi, gli interlocutori sono o disinteressati o male informati sui fatti, ecco perché, mi sembra doveroso, potendolo fare, cercare di chiarire brevemente quello che sta accadendo anche in questo momento al nostro pianeta.

Noi viviamo sulla Terra, una grossa roccia che fluttua nello spazio cosmico, che dopo miliardi di anni e mutamenti  è riuscita a creare un sistema intrecciato in grado di ospitare la vita. 

Questo sistema è incredibilmente fragile, ma è ciò che rende possibile la nostra esistenza sul pianeta. Il sistema Terra è formato da altri piccoli sotto insiemi, tutti in equilibrio fra loro come, la circolazione dell'acqua, il ciclo dell'ossigeno, le masse d'aria, le correnti oceaniche e svariati altri.

Tutti questi fenomeni permettono la vita. Laddove le nostre azioni vanno ad intaccare i suddetti sistemi, l'equilibrio subisce delle fratture e necessariamente il pianeta entra in crisi.
Vero è che la Terra è in continua evoluzione e che, a condizioni normali, riesce a gestire questi cambiamenti, ma la velocità con cui l'uomo sta intaccando gli equilibri naturali non sono sostenibili dal pianeta e qui si verificano i cambiamenti climatici.

Come si crea il famoso effetto-serra e come si integra nel cambiamento climatico? L'effetto serra ha inizio quando i raggi solari entrano nell'atmosfera e colpiscono la superficie terrestre, una volta colpita, a condizioni normali essi "rimbalzano" ed una buona parte si disperde nello spazio oltre la nostra atmosfera.
L'aumento dei gas serra, provocato dalle nostre attività quotidiane, dall'energia, dai trasporti, dall'allevamento di bestiame, crea uno strato di gas che non permette a queste radiazioni di uscire dall'atmosfera terrestre, trattenendole al suo interno.

La cosa ancora più pericolosa è che questi gas permettono l'entrata delle radiazioni, ma ne impediscono l'uscita.

La naturale conseguenza è un surriscaldamento del pianeta. Per surriscaldamento non si intende  che le estati saranno un po' più calde e gli inverni più miti, ma l'imminente verificarsi di due eventi di portata catastrofica: 
la prima è lo scioglimento dei ghiacciai che a sua volta provocherà un incremento del livello del mare ed una riduzione delle terre emerse, ma non finisce qui. L'aumento di acqua dolce negli oceani riversato dallo scioglimento delle calotte polari, influirà molto sulle correnti oceaniche, le principali responsabili della "regolazione climatica" delle varie zone del pianeta: alcune diventeranno deserte mentre altre, paradossalmente, si raffredderanno. 

Questo significa alterare completamente l'ecosistema e, oltre a modificare sensibilmente il nostro stile di vita, mettere a serio rischio tutta la nostra agricoltura, diminuendo esponenzialmente la nostra disponibilità di cibo. 

La seconda conseguenza sarà invece un aumento dei fenomeni meteorologici perché, più calore è uguale a più energia nell'atmosfera, questo vuol dire alluvioni, inondazioni, uragani con più intensità e frequenza (un caso che gli uragani più intensi mai registrati siano tutti dell'ultimo decennio? O per la prima volta nella storia nel settembre 2018 si sia creato il primo uragano nel Mediterraneo?). Questi cambiamenti se non fermati prima del punto di non ritorno, ossia quando ormai ci sarà una reazione a catena, provocheranno danni non numerabili.

Non colpirà solo gli animali, di cui siamo moralmente responsabile, ma colpirà anche e soprattutto noi.

Altri fenomeni sono legati al cambiamento climatico come l'aumento di rifiuti, in particolare quelli di plastica che danneggiano l'ecosistema mondiale (virali ormai le immagini che giungono da tutto il mondo di paesaggi completamente infestati), il disboscamento delle foreste pluviali, uno dei "polmoni" che il nostro pianeta ha disposizione per smaltire la CO2, per fare spazio agli allevamenti di bestiame e alle piantagioni per le palme da olio  che servono per la conservazione degli elementi o il buco dell'ozono.
Che cos'è il buco dell'ozono? L'ozono è un gas, esso circonda in una sottile striscia tutto il pianeta e ci fa da "scudo" contro i raggi ultravioletti provenienti dal sole che sono nocivi sia per noi che per la maggior parte degli esseri viventi che abitano la terra ( sia animali che vegetali). Il famoso buco è una discontinuità in questo strato causato dall'attività umana e dal rilascio di vari elementi nell'atmosfera che danneggiano questo strato.
Per noi esseri umani una diminuzione dell'ozono vuol dire un maggiore rischio per la salute e l'insorgere di varie malattie come i tumori della pelle.

Tutti i fenomeni sono interconnessi e derivano da un'unica fonte, il nostro egoismo sfrenato, creato da un sistema eccessivamente consumistico, una crescita smodata che fa si che si dimentichi che la natura non rispetta il nostro volere, ma siamo noi che dobbiamo rispettare il suo.

L'uomo ha capacità uniche e sono convinto che abbiamo le abilità per ribaltare le cose, ho piena fiducia in noi ma il tempo che ci rimane è poco. In un sistema cosi grosso ed intrecciato i primi cambiamenti partono da noi e da piccoli azioni si possono ottenere grandi risultati, la cosa importante è agire, agire insieme e subito per affrontare questo problema con i giovani in prima linea, a dimostrare che possono essere migliori rispetto alle generazioni che li hanno preceduti e che stanno per distruggere ciò che è di tutti. Io credo in noi. Il tempo però scorre, inesorabile


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