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Cinema e musica, a Massa si lavora per la seconda edizione del Mercurio d'Argento

mercoledì, 19 febbraio 2020, 12:48

Il Festival della musica per l’immagine che si è svolto lo scorso agosto a Massa, nel suo primo appuntamento estivo, ha riscosso un incredibile successo di pubblico e critica. Ecco perché gli enti pubblici e privati che hanno partecipato all’organizzazione della prima edizione sono all’opera per mettere in piedi l’edizione 2020 che, come dodici mesi fa, porterà a Massa prestigiosi compositori ed esecutori. L'obiettivo del premio denominato Mercurio d’Argento è quello di dare lustro alla musica per il cinema, tra le categorie dell’universo della quarta arte più apprezzate e acclamate.

Alcuni film, diventati celebri nel tempo, devono la loro fortuna proprio alle musiche e alle colonne sonore che hanno accompagnato le scene più emozionanti di queste pellicole: è il caso di due film a tema sportivo, come la saga di Rocky Balboa e il celebre Million Dollar Baby di Clint Eastwood (che ha curato sia la regia che la parte musicale della pellicola), premiati a Hollywood con una valanga di Oscar, così come ricorda anche il blog L’Insider del sito di scommesse online Betway.

Nel corso della tre giorni dello scorso agosto, la città di Massa si era letteralmente trasformata in un set a cielo aperto, tanto da coinvolgere gli ideatori della kermesse nell’organizzazione di uno spin-off invernale del festival stesso. Oggi si lavora per una edizione bis, nella speranza che quello di Massa diventi un appuntamento fisso e prestigioso nell’ambito dei festival cinematografici italiani, al pari della Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Tutte le forme della musica per l’immagine hanno trovato spazio nella rassegna massese, dalle grandi colonne sonore del cinema fino alle composizioni musicali creati per le pubblicità e per i documentari, per arrivare alle sperimentazioni musicali dei videogiochi.

Le colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema.

Come emerso nel corso dei dibattiti che si sono svolti nel corso delle premiazioni del Mercurio d’Argento, troppo spesso le musiche di accompagnamento di una pellicola cinematografica sono apparse come studiate a tavolino, quasi ad amplificare le emozioni della scena del momento o, più semplicemente, a unire due sequenze del tutto slegate tra loro. In verità, la storia del cinema è piena di esempi in cui la colonna sonora ha rivestito una parte fondamentale dell’opera, tanto da oscurare in alcuni casi gli stessi titoli dei film.

Ma quali sono le musiche e le colonne sonore dei film più belle di ogni tempo? Si parte da un classico come Pulp Fiction di Quentin Tarantino (1994), la cui colonna sonora ha fagocitato letteralmente le più famose hit dagli anni cinquanta, sessanta, settanta e ottanta. Tarantino, in questo caso, ha approcciato alla scelta delle musiche del suo film così come fanno i più bravi produttori di musica rap e hip hop nella scelta dei vari campionamenti, alla ricerca e alla contestualizzazione di canzoni storiche dell’era del vinile. Il risultato? Alcuni capolavori del passato, come “Girl, You'll Be a Woman Soon” degli Urge Overkill e il successo del 1964 di Chuck Berry “You Never Can Tell” sono ridiventate attuali tanto da emergere come tra le canzoni preferite anche dal pubblico giovane.

Se la filosofia di pensiero di Tarantino nella scelta della colonna sonora dei suoi film ha influenzato molti dei registi e delle pellicole che hanno avuto successo nel recente passato (si vedano, ad esempio, le musiche della saga di Guardiani della Galassia e, in generale, di tutti i film tratti dai fumetti Marvel e DC Comics), negli anni sessanta il film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick (1968) sconvolse tutti i canoni e le regole dei maestri di Hollywood. Alcune delle composizioni che hanno fatto da colonna sonora a uno dei maggiori capolavori del regista americano (tra cui i valzer di Richard e Johann Strauss ma anche e soprattutto Lux Aeterna di Gyorgy Ligeti) sono diventate oggi indelebilmente legate alle scene di quel film, come fossero state scritte e pensate per il film stesso. Anche in questo caso, il risultato è stata una colonna sonora che ha premiato l’importanza della visione dell’artista rispetto alle aspettative della massa.

 


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