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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Cronache da uno Stato nemico delle PMI"

mercoledì, 25 marzo 2020, 14:59

di stefano giannoni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo editoriale di un artigiano a cura di Stefano Giannoni, presidente Termoidraulici.

"Lo Stato ci prende in giro, si, questa è la mia considerazione finale.

Partire da una considerazione finale forse non è corretto, ma in questo caso è giusto, perchè in effetti siamo alla fine, alla resa dei conti come si direbbe in uno spaghetti western che si rispetti. Il cosiddetto Stato ci sta dimostrando tutta la sua fragilità, eppure ci chiede di stringerci a coorte, ci dice che andrà tutto bene ma poi dimostra di essere incapace di dare le risposte che servono a gestire una emergenza vera.

Uno Stato che si è svenduto progressivamente e chiunque gli dicesse come e cosa fare, dimenticando che la sua forza intrinseca è immensa.

Uno Stato che se la prende con i cittadini che sono indisciplinati (per una non disciplina che hai contribuito a generare), e manda al fronte quei soldati a cui hai progressivamente tolto le armi (il personale medico sanitario).

Oggi guardo al mio mondo, quello di una Piccola Impresa, che a parole definisci il tuo orgoglio, il tuo fiore all’occhiello, ma che in pratica maltratti. Si, perché, caro Stato, lo sai bene che le PMI sono soggetti indifesi, che non possono reagire alla tua forza, quella forza che quando di ti confronti con la Mamma (l’Europa) ti basta solo per abbassarti i pantaloni piangendo prima di essere sculacciato e umiliato. Come ti comporti oggi con me, caro Stato? Mi mi tratti da evasore, da maldestro, da inetto, mi prendi a calci, mi spremi come un limone e poi?... poi dal palcoscenico dei mass media mi dici che mi aiuterai, che salvaguarderai la mia impresa i posti di lavoro che ho creato, mi dirai ancora e allo sfinimento che andrà tutto bene.

Ma a luci spente sai bene che se chiudo e se non incasso non avrò soldi per pagare stipendi, tasse, oneri, bollette, contributi, fornitori e infine , infine non avrò risorse per me stesso, per la mia famiglia.

La mia ditta (da 35 anni) si occupa di assistenza caldaie, operiamo pertanto in primisin casa di famiglie e cittadini, pertanto mi hai individuato quale categoria di pubblica utilità, poiché difficilmente posso riparare una caldaia con lo smart working. Mi hai detto di continuare a lavorare, ed io l’ho fatto, naturalmente a rimessa totale perché se una caldaia non sta per scoppiare nessun cittadino mi vuole in casa sua (giustamente) . .

Ho messo i dipendenti in ferie forzate perchè mi hai detto di farlo, e poi chiederò la cassa integrazione per loro che sappiamo consistere in pochi spiccioli e per poco tempo.

Ci hai promesso la sospensione, non l’annullamento, di certi pagamenti, previdenziali, cartelle

esattoriali eccetera. Hai promesso anche lo slittamento della dichiarazione IVA, ma i tuoi scagnozzi si sono affrettati a dire che se non ero una di quelle attività alle quali hai imposto la chiusura, non potevo far slittare nulla.

Vivo perché tu mi fai vivere in una condizione di instabilità , di fragilità, di insicurezza che non auguro a nessuno. Mi fai camminare sul filo su un precipizio, e sono sicuro che se cadessi, ti troverei laggiù in fondo a deridermi ancora più di quanto tu abbia fatto con l’ elemosina delle 600 euro “una tantum” che l’INPS non sa come, e se potrà, erogare.

Da una vita produco, genero fatturato, gettito, stabilità nella vita delle persone e delle famiglie a cui garantisco reddito e previdenza, mi adeguo costantemente alle richieste continue di adempimenti e burocrazia che mi fai (ingiustamente) pur di farmi cadere in trappole e tranelli fiscali sui quali puntarmi poi il tuo dito accusatore e sanzionarmi. Questa è la ricompensa.

Oggi non mi sento orgoglioso di essere Italiano. Cerca di volermi più bene, fatti amare e fai amare la Democrazia, proprio adesso che la gente adesso plaude alla Cina e alla sua mancanza di Democrazia. asta cantare dai balconi, gridiamo le cose che non vanno bene! Oppure non andrà tutto bene".


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