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Rubriche : Adolescenti al tempo del coronavirus

“Sforzati di vedere ciò che splende dietro le nuvole più nere”

lunedì, 6 aprile 2020, 14:13

di vinicia tesconi

Di Sara Redi classe III^ C Liceo Scientifico Marconi

Buongiorno prof.

Ho letto il messaggio (invito a scrivere le proprie riflessioni sull’emergenza in corso n.d.r.) che ha inviato alla classe e penso che la sua sia una buona proposta per focalizzare le riflessioni che in questi giorni inevitabilmente sorgono in noi. Per quanto riguarda la mia esperienza, vorrei dire, innanzitutto, che, essendo obbligati a restare in casa, i rapporti con le persone con cui conviviamo sono messi alla prova.

A questo proposito mi ritengo fortunata, perché i rapporti già buoni che ho con i miei fratelli vengono ancor più rafforzati dal nostro impegno  nel riappacificarci dopo eventuali litigi...altrimenti la quarantena diventerebbe insopportabile! Di conseguenza mi è venuto spontaneo provare rammarico per quelle convivenze dove invece i contrasti familiari non riescono ad essere risolti e mi preoccupa il fatto che in alcune case rischino di degenerare in violenze domestiche. Un aspetto positivo che io ho sperimentato è dato dal fatto che, per diversificare il tempo, possiamo sviluppare o recuperare interessi e capacità per i quali la frenetica vita abituale non ci lasciava spazio.

Per esempio io ho saputo riapprezzare lo strumento che avevo abbandonato con l'inizio del liceo (il clarinetto), posso dedicare del tempo alla fotografia, al disegno e all'utilizzo del fimo. Inoltre, contro ogni previsione, l'essere obbligata a stare in casa mi ha portata a fare dell'esercizio fisico quasi quotidiano. A livello più generale, un'ulteriore conseguenza della riduzione degli spostamenti è l'abbassamento del tasso d'inquinamento, che si può anche semplicemente verificare nelle grandi città, dove ora è possibile scorgere il cielo azzurro che solitamente è coperto dallo smog.

L'emergenza dovuta al COVID-19 porta inevitabilmente con sé privazioni, disagi e sofferenze e una prospettiva di ripresa difficile, quindi è doveroso rispettare responsabilmente le disposizioni stabilite per accelerare il superamento della situazione. Questa quarantena ci rende maggiormente consapevoli del valore delle nostre abitudini e relazioni interpersonali: sentiamo la mancanza delle cose più scontate, persino della routine scolastica che spesso noi giovani viviamo in modo superficiale. Però io credo che, come in tutte le situazioni, dobbiamo cercare gli aspetti positivi. Come disse infatti il fondatore dello scoutismo Baden Powell: "Sforzati sempre di vedere ciò che splende dietro le nuvole più nere". 

Sono quelli rimasti in silenzio: compressi tra la polemica per la mezz’ora d’aria da concedere a bambini e le mille scuse - il cane, il bambino, il jogging, la spesa - inventate dagli adulti per sfuggire a quell’hashtag “iorestoincasa” vantato solo nelle foto dei profili social. Dei (bi)sogni degli adolescenti nessuno ha sentito la necessità di occuparsi, a parte aver loro sistemato la piattaforma Teams per avviare la versione smart della scuola ai tempi del coronavirus. E loro sono rimasti, sostanzialmente, insolitamente, zitti. Forse spaventati dal virus, dai cambiamenti radicali delle loro abitudini, dalle paure più o meno palesi e dalla confusione fin troppo palese degli adulti. Abbastanza grandi per non fare capricci e non abbastanza grandi per prendere iniziative di insensata ribellione. Eppure proprio la ribellione e la voglia di sentirsi per la prima volta liberi e indipendenti sarebbero i tratti distintivi della loro età. Ma quel che tutti stiamo vivendo ha spinto la maggior parte di loro a restare in silenzio. E questo non è mai un buon segno. E così l’idea di Giovanna Bernardini, ex assessore alla cultura del comune di Carrara e docente di storia e filosofia al liceo scientifico Marconi di Carrara, di chiedere ai suoi alunni di provare a scrivere la propria esperienza personale ha aperto un piccolo canale di sfogo che rivela quanto di importante quel silenzio nasconda.

Sono voci basse, non urlate, non polemiche che la Gazzetta di Massa Carrara ha deciso di amplificare. Un nuovo punto di vista sul cambiamento della società causato dalla pandemia. La voce dei ragazzi che, domani, ricostruiranno il mondo.


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