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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Per le scuole si aggira lo spettro dell’insegnante non vaccinato"

sabato, 18 dicembre 2021, 09:40

di unione lavoratori sospesi

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera del neo coordinamento dei lavoratori/trici contro le sospensioni e per la difesa della scuola e della salute pubblica:

"In questi mesi si è aggirato uno spettro nella scuola italiana: lo spettro dell’insegnante non vaccinato. Siamo diventati spettri agli occhi della maggioranza dei nostri colleghi e delle nostre colleghe, presenze non contemplate, incidenti di percorso, e in questo assordante silenzio è palpabile il misto di accusa e di disprezzo. Eppure ci siamo, con la nostra scelta diversa: chi per problemi di salute non riconosciuti dall’esenzione, chi perché legittimamente dubbiosa/o in merito a importanti reazioni, chi per convinzione personale.

A dicembre molti di questi docenti e ATA saranno sospesi, senza stipendio né altro tipo di sostegno economico, perché rifiuteranno di sottoporsi al vaccino; molti altri, impossibilitati a perdere la retribuzione, si vaccineranno e lo vivranno come una violenza fatta sul loro corpo. Prima dell’introduzione dell’obbligatorietà, siamo state/i costrette/i ad ottenere un lasciapassare, subordinato ad un tampone nasofaringeo ogni 48 ore a 15 euro l’uno, per poter svolgere il nostro lavoro, per poter esercitare il nostro diritto al lavoro; abbiamo chiesto che almeno i tamponi fossero gratuiti, ma non ci è stato concesso, in qualche modo dovevamo essere punite/i. Ma un diritto quando è subordinato ad un obbligo, per di più a pagamento, si può ancora definire tale? Questa domanda cade nel vuoto, trova un muro di indifferenza all’interno di quella “buona scuola” che dovrebbe insegnare l’ascolto, l’inclusione, il rispetto delle differenze. Tutto questo in nome di una sicurezza sanitaria pubblica che chiunque abbia occhi per vedere non può che considerare fasulla. Se veramente la scuola è un luogo privilegiato di contagio - ma i dati raccolti nell’anno scolastico 2020/2021 (quando nessuno o quasi era vaccinato) dicono il contrario- : - un docente o ATA non vaccinato, con tamponi ogni 48 ore, che pericolo può rappresentare negli istituti superiori dove il 96% del personale è vaccinato e percentuali simili ci sono tra gli studenti? - un docente o ATA di scuola primaria o infanzia non vaccinato e con tampone ogni 48 ore, che pericolo può rappresentare in una classe di 25/30 alunni non vaccinati? - un docente, ATA o studente vaccinato, che non è sottoposto a nessun tipo di screening, non rappresenta, se questo esiste realmente, lo stesso identico pericolo? Ormai è palese come i contagi aumentino fra tutti, vaccinati e non, che le classi stiano andando in quarantena comunque, che i problemi della scuola non siano il personale o gli studenti non vaccinati.

Se veramente la scuola è un luogo privilegiato di contagio, tanto da chiudere le scuole in presenza di contagi (cosa che non avviene per nessun altro luogo produttivo), cosa ha fatto il governo dopo ormai due anni di pandemia, per mettere in sicurezza le scuole? Per evitare, non soltanto a parole, che i ragazzi fossero nuovamente costretti alla DAD? Nulla! Stessi parametri per il numero di alunni per classe, nessun intervento strutturale per garantire spazi più ampi e più sicuri, nessun piano di assunzione straordinario per garantire lo sdoppiamento delle classi; anzi, nella legge di bilancio non sono previsti finanziamenti per prorogare i “contratti covid” del personale ATA, costringendo così le scuole a rivedere i piani orari che si erano dati ad inizio anno. Il trasporto pubblico è stato potenziato solo lo scorso anno e, inutilmente, visto che dopo aver predisposto l’implementazione degli autobus la maggior parte delle classi degli istituti superiori sono entrate in DAD. Inoltre, di fatto, negli autobus e nelle metropolitane non c’è mai stato il distanziamento tra i passeggeri. Attualmente, i pendolari e gli studenti delle superiori (gli unici che usufruiscono del trasporto pubblico, in quanto per gli ordini di scuola inferiore esiste il trasporto scolastico) se non sono vaccinati o non in possesso di tampone, non ne possono usufruire.

È questo il modo di risolvere il problema dei contagi? Chi è responsabile di tutto questo? Vogliamo credere a un governo che niente sta facendo per la scuola pubblica? Vogliamo credere che la responsabilità sia di chi ha scelto di non vaccinarsi e che per questo arriverà a farsi sospendere e a perdere lo stipendio? Il dubbio che queste misure punitive verso i lavoratori e le lavoratrici non vaccinate (lo stesso governo non nasconde questa volontà vessatoria) siano solo il frutto di un pensiero economico aberrante, che calpesta le libertà fondamentali pur di ridurre la spesa delle quarantene pagate, prende corpo e ci riporta ad un ordine di problemi che niente hanno a che fare con l’aspetto medico o di sanità pubblica. Quanto a troppi nostri colleghi e colleghe ci chiediamo come possano insegnare la “cittadinanza attiva e democratica”, trasmettere il rispetto delle minoranze, aiutare a sviluppare un pensiero critico quando non tollerano che qualcuno esprima dubbi. Se è vero che in tutta la società italiana si è ormai sviluppato un odio palpabile e ben costruito contro chi ha deciso di non vaccinarsi, è triste verificare che tale atteggiamento è ben vivo anche nella scuola, un atteggiamento, benché non di tutti, che è in netta antitesi con le finalità che la scuola a parole si prefigge; non si possono insegnare veramente dei valori che non si praticano e in cui si finge di credere.

I docenti e gli ATA sospesi, insieme ai colleghi e alle colleghe vaccinati, continueranno, anche fuori a battersi perché la scuola pubblica non si “estingua” in quanto tale, perché sia messa in sicurezza, perché i ragazzi non siano ancora costretti a DAD a singhiozzo; continueranno ad essere e sentirsi docenti della scuola pubblica italiana che in questo momento li sta espellendo come appestati. Noi continuiamo a sentirci docenti della scuola pubblica e continueremo ad esercitare la nostra funzione sociale di insegnanti; visto che ci viene negato l’accesso, lo faremo al di fuori delle nostre scuole nelle forme che sapremo trovare e che saranno in seguito comunicate. Intanto invitiamo i colleghi e i cittadini, in solidarietà, a non entrare nei luoghi in cui viene chiesto il super green pass".


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