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Scritto da riccardo canesi
Rubriche
10 Maggio 2022

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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta del professor Riccardo Canesi, per il Comitato "Marina Si-Cura", rivolta a tutti i candidati a sindaco di Carrara:

"Gentili signore/i, nel ringraziarvi per esservi messi al servizio della comunità con la vostra candidatura, vogliamo rappresentarvi una delle maggiori criticità che, chi vincerà tra voi, dovrà necessariamente affrontare.

Criticità che può essere affrontata solamente se si hanno ben chiare le imprescindibili dinamiche idro-geologiche e ambientali di un territorio molto fragile e già molto compromesso da reiterati errori di (mancata e corretta) pianificazione.

Stiamo parlando dell'ampliamento del porto.

Superfluo sottolineare il fatto che la costruzione ha prodotto, tra il 1938 e il 1998, un arretramento medio della linea di riva immediatamente a levante del porto di 108 metri mentre, prima della costruzione, la spiaggia aumentava di 4 metri all'anno ed è stato anche sulla base di queste motivazioni che l'allora Ministro dell'Ambiente Matteoli decideva nel 2002 di bocciare la variante al PRG portuale.

Purtroppo molti, oltre a sottovalutare gli impatti sulla linea di costa a levante di un porto ampliato (da Marina di Massa fino alla Versilia) , ignorano il fatto che accanto al piazzale Città di Massa c'è la foce, sempre più ristretta e ostruita, del torrente Carrione che ha già dimostrato più volte, e con una cadenza sempre più frequente di non essere per nulla placido ma di poter fare molto male alla città.

E purtroppo, lo dicono i climatologi e meteorologi (vedasi i dati degli ultimi vent'anni), in un'epoca di cambiamenti climatici e di eventi meteo sempre più improvvisi ed intensi, le criticità potrebbero aumentare considerato che, oltretutto la nostra zona, è tra le più piovose e a rischio d'Italia, oltre ad essere tra le più cementificate e impermeabilizzate.

Non serve essere laureati in idro-geologia per capire che, restringendo ulteriormente la foce, ci facciamo masochisticamente del male.

Non tralasciamo poi il fatto che, al di là degli argini "di burro" miserevolmente crollati ad Avenza l'infausto 5 novembre 2014, Marina di Carrara è andata sotto di 80 cm anche a causa della diga in cemento (emersa e sommersa) costituita dal piazzale Città di Massa, che dal Buscaiol arriva fino alla foce.

Si tenga presente che il banchinamento interno del Piazzale è stato realizzato con palancole che si spingono fino a 21 metri di profondità!

Queste hanno, di fatto, prodotto una diga sotterranea che impedisce il deflusso del subalveo in mare con conseguente rigurgito ed innalzamento del livello piezometrico della falda freatica.

Non è un caso che una ruspa, nel giorno dell'alluvione, abbia dovuto spaccare un muro, dietro la statua del Buscaiol, per far defluire l'acqua.

La costruzione del piazzale Città di Massa ha sconvolto gli equilibri, contrastando la naturale evoluzione del tratto terminale del Carrione. 

Le conseguenze del Piazzale sono evidenti solo se le si volessero studiare: una riduzione alla foce dell'area di espansione delle piene, la diminuzione della velocità di deflusso verso il mare, la formazione di una barra di foce, un aumento del deposito alluvionale nel letto del torrente, un sollevamento progressivo ed inarrestabile del fondo lungo tutta l'asta di valle ed altro.

Vi esprimiamo quindi tutta la nostra preoccupazione per il nuovo progetto di ampliamento del Porto che non sono solo nostri.

Vi rimandiamo a tal proposito, ai recenti e numerosi rilievi che l'Arpat e l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino settentrionale hanno mosso al "Rapporto preliminare ambientale" presentato dall'Autorità portuale per la VAS al MISE nel febbraio scorso.

Emblematiche le affermazioni dell'Autorità di bacino:  

"Non sono stati presi a riferimento correttamente gli strumenti della pianificazione di questa Autorità di bacino aventi efficacia per l'area in esame" e "dovrà essere prestata attenzione in ragione della vicinanza della sponda destra del torrente Carrione alla prevista area di ampliamento del porto".

A prescindere dagli ineludibili aspetti ambientali, la considerazione dei quali ci auguriamo guiderà prioritariamente la prossima amministrazione, le domanda che vi poniamo sono queste:

ha senso, alla luce delle vocazioni economiche (vedasi soprattutto turismo) del territorio apuano, dei suoi ineludibili limiti e delle sue caratteristiche geografico-ambientali, ampliare un porto (per giunta su costa bassa e sabbiosa), privo oltretutto dei necessari sbocchi retroportuali fondamentali per qualsiasi porto moderno, a meno che non si voglia demolire una parte di Marina di Carrara?

Non si potrebbe far meglio, spendendo meno e arrecando meno danni, nel destinare il molo di ponente alla nautica da diporto e ad un attracco crocieristico, e l'attuale molo di levante, nell'attuale configurazione, al traffico commerciale?

Per garantire la sicurezza idro-geologica a Marina non sarebbe il caso di ampliare la foce del Carrione e di demolire la parte del piazzale Città di Massa vicino ad essa?

Per migliorare l'entrata di Marina est e riqualificare il fonte mare sul viale da Verrazzano (tra Carrione e Lavello) siete d'accordo nel realizzare un'esplanade come da progetti dell'arch. Ezio Bienaimè e di Legambiente? Ovviamente abbattendo i due vergognosi e macroscopici abusi edilizi nei pressi della foce?

Avete mai provato a fare un calcolo sul rapporto occupati al porto commerciale e spazio utilizzato? E confrontarlo con altri usi (vedi nautico-turistico) possibili dell'infrastruttura portuale?  Oppure a quantificare le "diseconomie" prodotte dall'inquinamento (di tutti i tipi) di centinaia di camion quotidiani sul lungomare?

Se lo faceste, contrariamente alle "magnifiche sorti e progressive" osannate da qualcuno che difende esclusivamente interessi particolaristici, vi rendereste conto che il porto occupa in maniera totalizzante sempre più spazi pubblici a fronte di livelli di occupazione sempre più bassi.

Ha senso, quindi, in un territorio così piccolo, fragile e complesso, continuare a pensare di fare tutto e il contrario di tutto, in nome di un presunto "progresso" che peraltro porta vantaggi economici a pochi?

E non valorizzare al contrario, con il miglioramento della nostra offerta turistica, la bellezza, l'unicità e la straordinarietà dei nostri luoghi?

Errare è umano, perseverare è diabolico!

Come dice l'art.40 del Codice Penale, "non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo"!

Un fatto è certo: noi cittadini, anche per difendere i nostri beni e la nostra incolumità personale direttamente a rischio, non assisteremo passivamente alla distruzione di Marina di Carrara e all'irreversibile deterioramento della qualità della nostra vita.

L'acqua, contrariamente a molti uomini, ha memoria e quando se ne presenta l'opportunità si riprende quanto gli è stato tolto.

Tutti coloro che, a vario titolo nell'esercizio delle loro funzioni pubbliche, contribuiranno ulteriormente allo sfacelo idrogeologico del territorio, al degrado ambientale e all'insicurezza dei cittadini, verranno dapprima diffidati e poi denunciati.

La tutela dell'ambiente e del territorio e la sicurezza dei cittadini, già pesantemente colpiti, non sono un optional!

Scusate i toni, ma il ricordo della tragedia del 5 novembre 2014 in noi è ancora molto vivo e lacerante. 

Attendiamo una Vostra risposta ai nostri quesiti alla seguente e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vi preghiamo di risponderci entro il 23 maggio.

Prima delle elezioni le vostre risposte saranno rese pubbliche sulla stampa locale e su FB per informare doverosamente gli elettori.

Grazie della collaborazione. 

Cordiali saluti".

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