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Scritto da Redazione
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02 Novembre 2022

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Le suddivisioni in categorie, nel mondo del videogioco, sono utili principalmente a fini descrittivi: come ben sa qualsiasi videogiocatore, una volta teorizzata una categoria ci si rende ben presto conto di come questa sia in grado di compenetrarsi con qualsiasi altra: niente impedisce che un’avventura dinamica stealth abbia sfumature arcade, o che un soulslike possa scegliere la strada dell’open world come nel caso di Elden Ring. È decisamente più raro esistano confini del tutto rigidi, anche se vi si avvicinano quelli tra titoli di fantasia e titoli realistici: difficile inserire un elfo in gioco di calcio, o tematiche horror in un simulatore di volo. Il che, in effetti, potrebbe portare a chiedersi a cosa debbano la loro popolarità molti titoli simulativi. Se è ovvio che videogiochi più fantasiosi o anche storici puntino sulla possibilità di far vivere al videogiocatore un’esperienza altrimenti impossibile, lo stesso non può dirsi di un simulatore sportivo o di un gioco di carte; perché quindi scegliere di dedicarsi a un’attività possibilissima nel mondo reale attraverso una sua conversione videoludica?

Possono essere date molte risposte alla domanda, che in realtà vanno a comporre un’unica serie di motivi capaci di spiegare perché anche i videogiochi realistici godono di un successo non scalfitto dalla loro concreta esistenza. Si può prendere come esempio un titolo che simuli un’attività che, per un motivo o per l’altro, non è alla portata di chiunque nel mondo reale. Per quanto macchine di Formula Uno e aerei di linea siano decisamente oggetti concreti, non altrettanto lo è la possibilità di sedersi ai loro comandi; una possibilità che è invece fornita da un titolo simulativo. In questo senso, ovviamente, non esiste nessuna differenza con un titolo di fantasia: entrambi infatti permettono di vivere un’esperienza altrimenti preclusa. Un discorso simile può essere fatto per un gioco di calcio: se giocare a pallone è un’attività potenzialmente quotidiana, non altrettanto lo è giocare determinati campionati o tornei, cosa invece concessa da un simulatore.

I simulatori sportivi sono un ottimo esempio anche laddove si consideri la vastità dell’esperienza concessa. Per esempio si può gestire la carriera di un giocatore, oppure la messa a punto di un’automobile: giocare a calcio o guidare, anche ad alti livelli, non permettono di avere un’esperienza completa dell’intera attività, cosa invece concessa dalla simulazione videoludica.

Altro motivo particolarmente rilevante è poi legato all’estrema accessibilità dei videogiochi, cosa che ha fatto nascere l’intera categoria del gaming mobile. I giochi più casual, anche se presi dalla vita reale, spesso non sono accessibili senza oggetti dedicati: un mazzo di carte, una tabella da gioco e così via. Ma la versione digitale degli intrattenimenti più diffusi consente di potercisi dedicare in qualsiasi momento morto della giornata, soddisfacendo esattamente la necessità di un passatempo. Per esempio, si può a tutti gli effetti parlare di videogame casual per la roulette online, dato che ne rispetta tutti i requisiti di immediatezza e accessibilità: il fatto che tutto il necessario sia contenuto in uno spazio online, liberamente accessibile in ogni momento da un qualsiasi smartphone, spiega esattamente come oggi quella virtuale possa essere una valida alternativa a quella reale. Vale lo stesso per qualsiasi intrattenimento paragonabile, da giochi di carte a giochi da tavolo come gli scacchi: si tratta di esempi sollevati da qualsiasi necessità materiale e immediatamente accessibili in versione virtuale.

Infine, va considerato come le versioni videoludiche di molte attività reali permettano confronti altrimenti impossibili. Basti pensare ai precedentemente citati roulette o scacchi: il fatto che si tratti di giochi virtuali allarga la platea dei possibili opponenti a qualunque persona che, tramite le funzionalità online, sia in cerca di un avversario. Si tratta, a ben vedere, di un’idea diffusa in tempi non sospetti: era comune già nell’800 giocare una partita a scacchi contro avversari fisicamente anche lontanissimi, comunicando le mosse tramite i servizi postali disponibili e rendendo così virtuale, se non il gioco, quantomeno l’avversario. Sotto questo punto di vista quindi è evidente come le moderne versioni videoludiche non abbiano apportato novità di peso, ma siano semplicemente un’evoluzione di idee già da tempo esplorate: un passatempo qualsiasi, con partecipanti presenti nella stessa stanza, nella sua trasformazione videoludica vede anche il numero di partecipanti trasformarsi, aumentando a dismisura grazie alla connettività.

Il successo del videogaming, oggi più sentito che mai, non è quindi da ricondurre alla possibilità di vivere esperienze altrimenti precluse: i tanti motivi dell’apprezzamento per le versioni videoludiche di passatempi reali dimostrano esattamente questo, facendo presagire traguardi sempre più ambiziosi per il mondo del videogioco.

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